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Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

20 Aprile 2017, ore 18:20

LA REPUBBLICA

Hildebrand, il numero due di Blackrock investe in vigna … Secondo i rumor di WineNews il vice-chairman del più grande asset manager del mondo ha comprato, a titolo personale, una tenuta a Bibbona, accanto a Bolgheri, Toscana... Investe in vigna Philipp Hildebrand, vice-chairman di BlackRock, il più grande asset manager del mondo. È quanto rivela WineNews, portale e tv sul vino con sede a Montalcino, osservatorio privilegiato per intercettare le grandi novità del settore. Al confine con la celebre e sempre più affermata Doc Bolgheri, ma diverso per identità agronomica e territoriale, il territorio di Bibbona sta diventando un territorio del vino sempre più importante. Il primo a scovare questo territorio, è stato Lodovico Antinori, tra i padri nobili della stessa Bolgheri, con la sua Tenuta di Biserno; a Bibbona ha investito in vigna anche Angelo Gaja, che a Bolgheri possiede le tenute Cà Marcanda e Podere Sapaio. Secondo i rumor raccolti da WineNews, Philipp Hildebrand, già banchiere svizzero, oggi vice chairman di BlackRock avrebbe acquistato, a titolo personale, 20 ettari di terreno, di cui 6 in fase di impianto a vigneto proprio a Bibbona, non lontano dalla Tenuta di Biserno di Lodovico Antinori, con la volontà di costruire praticamente da zero una nuova azienda nel territorio, compresa la cantina: i vini saranno curati, stando sempre ai rumor, dall'enologo Riccardo Cotarella.


20 Aprile 2017, ore 18:18

CORRIERE DELLA SERA - CORRIERECONOMIA

L’ex banchiere centrale svizzero diventa vignaiolo in Toscana ... Philipp Hildebrand, ex governatore della Banca centrale svizzera e attuale vicepresidente del mega-fondo americano BlackRock, rileva 20 ettari di terreno, di cui 6 in fase di impianto a vigneto, a Bibbona, in provincia di Livorno... L’ex governatore della Banca centrale svizzera (Snb), nonché attuale vicepresidente del mega-fondo americano BlackRock, Philipp Hildebrand, avvia la carriera di viticoltore. Secondo le indiscrezioni raccolte dal sito Winenews e rilanciate dall’agenzia Ansa, Hildebrand, 53 anni, avrebbe acquistato a titolo personale 20 ettari di terreno, di cui 6 in fase di impianto a vigneto, a Bibbona (Livorno), a pochi chilometri da Bolgheri, non lontano dalla Tenuta di Biserno di Lodovico Antinori. Hildebrand avrebbe intenzione di costruire praticamente da zero una nuova azienda nel territorio, compresa la cantina, e i vini potrebbero essere curati dall’enologo Riccardo Cotarella. Il banchiere originario di Berna ha fatto spesso parlare di sé anche per vicende personali oltre che per quelle professionali, passate tra gli hedge funds anglosassoni, la Snb (dove approda nel 2003) e organismi internazionali di regolamentazione finanziaria come la Banca dei regolamenti internazionali (Bis) e il Financial Stability Board. Nominato a 47 anni nel 2010 governatore della Banca centrale svizzera, dovette lasciare l’incarico nel gennaio del 2012 dopo uno scandalo che aveva coinvolto l’allora moglie Kashya Mahmood per una speculazione sul cambio dollaro-franco svizzero nell’agosto 2011, per sospetti di insider trading. Hildebrand ha sempre negato che ci sia stato abuso di informazioni privilegiate ma in seguito alle pressioni anche politiche in Svizzera dovette lasciare, sia pure senza addebiti. Attualmente, dopo il divorzio, è compagno della miliardaria russo-svizzera Margarita Louis-Dreyfus, già socia di maggioranza dell’Olympique Marsiglia.


20 Aprile 2017, ore 18:17

LA NAZIONE

Vino: banchiere svizzero acquista 20 ettari di terreno … A Bibbona, vicino a Bolgheri. Avrebbe intenzione di costruire praticamente da zero una nuova azienda nel territorio... Il banchiere svizzero, e vice presidente del fondo Black Rock, Philipp Hildebrand avrebbe acquistato, a titolo personale, 20 ettari di terreno, di cui 6 in fase di impianto a vigneto, a Bibbona (Livorno), non lontano da Bolgheri. Lo rende noto il sito internet Winenews, parlando di indiscrezioni. Hildebrand, spiega una nota, avrebbe intenzione di costruire praticamente da zero una nuova azienda nel territorio, compresa la cantina, e i vini potrebbero essere curati dall'enologo Riccardo Cotarella.


20 Aprile 2017, ore 18:12

ANSA

Vino: banchiere svizzero acquista 20 ettari a Bibbona ... Il banchiere svizzero, e vice presidente del fondo Black Rock, Philipp Hildebrand avrebbe acquistato, a titolo personale, 20 ettari di terreno, di cui 6 in fase di impianto a vigneto, a Bibbona (Livorno), non lontano da Bolgheri. Lo rende noto il sito internet Winenews, parlando di indiscrezioni. Hildebrand, spiega una nota, avrebbe intenzione di costruire praticamente da zero una nuova azienda nel territorio, compresa la cantina, e i vini potrebbero essere curati dall’enologo Riccardo Cotarella.


09 Aprile 2017, ore 17:59

LA STAMPA

Sulle tavole e nei vigneti è esplosa la bianco - mania … Fruttati e più leggeri dei rossi, conquistano gli italiani tutto l’anno Addio alla tradizione che li voleva estivi o adatti solo alle feste... Sorpresa, il vino bianco scala le classifiche e diventa sempre più di tendenza sulle nostre tavole e tra i gusti degli italiani. Lo sostiene un’analisi Winenews - Vinitaly sulla base degli ultimi dati Istat. Non soltanto prosecco e bollicine, ma anche vini sempre meno alcolici, più fruibili, fruttati e leggeri. boom nei consumi La crescita dei vini bianchi italiani sarà uno dei temi al centro di Vinitaly. Quel che balza all’occhio è la presenza sempre più importante di questi prodotti sugli scaffali e sulle tavole dei consumatori, non soltanto italiani, ma anche internazionali. Un trend che nasce dalla ricerca di etichette dal contenuto alcolico meno “importante”, più immediatamente fruibili, adatte anche a non influire molto sugli abbinamenti, specialmente quando nel piatto leggerezza e contaminazione con le cucine più esotiche stanno conquistando un appeal sempre maggiore. È questa una tendenza registrata da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere. Il primo segnale di questa controtendenza, almeno a guardare gli ultimi 20 anni della storia del vino italiano, arriva dalle stesse enoteche. Al di là del fenomeno “bollicine”, ormai evidente e che ha condotto questa tipologia ad essere consumata tutto l’anno e non soltanto nelle feste, sono proprio i bianchi i protagonisti di queste ultime stagioni.Dal Pinot Grigio del Trentino ai bianchi altoatesini, Traminer in testa, a quelli friulani e siciliani, maggiormente fruttati e profumati, ma anche dal marchigiano Verdicchio all’abruzzese Pecorino e ai campani Greco di Tufo e Falanghina. Insomma, l’offerta bianchista che arriva dall’Italia è ampia e decisamente apprezzata. Tant’è che anche i bianchi hanno lasciato il loro consumo classico, quello stagionale, prettamente estivo, per essere consumati anche d’inverno, purché profumati e saporiti. Del resto i dati parlano chiaro. I vini bianchi tricolore sono cresciuti del 22% arrivando ad una produzione di 25,6 milioni di ettolitri, il 18% sopra la media storica di 21,7 milioni, stando ai dati Istat. E guardando all’export i numeri parlano altrettanto chiaramente. Nel primo semestre 2016 (dati Istat), i vini bianchi Dop crescono a svantaggio dei vini Igp, che restano comunque preponderanti, nel contesto delle esportazioni di vino fermo imbottigliato. I bianchi Dop sono a +17% a discapito dei vini bianchi Igp (-11%): i primi crescono toccando quota 287 milioni di euro in valore, il livello più elevato di sempre (230 milioni di euro nel primo semestre 2013, 231 milioni nel 2014, 246 milioni nel 2015), mentre i secondi calano a 306 milioni di euro dai 343 del 2015, ma dopo una serie di anni di progresso consistente (290 milioni di euro nel primo semestre 2013 e 323 milioni in quello del 2014). Un cambiamento che si intravede anche dall’andamento della distribuzione dei vitigni più piantati in Italia. Nell’ultimo decennio, la produzione di barbatelle di vitigni autoctoni (vedi i casi Glera e Grillo, per fare due esempi) e di alcuni internazionali (come Pinot Grigio e Chardonnay) ha cambiato la sua caratterizzazione. Il vigneto italiano, insomma, non preferisce più i vitigni a bacca rossa.


07 Aprile 2017, ore 18:04

ANSA

French group takes over Brunello di Montalcino creator ... The Tuscan winemakers that invented the legendary Brunello di Montalcino wine in the 19th century were taken over by French group EPI on Friday. EPI, owned by the Descours family, one of France’s richest, will have a majority stake in the new company, to be called Tenuta Biondi Santi SpA. Jacopo Biondi Santi will be the president, Win News reported. “The operation was successfuly completed today”, EPI said. Brunello di Montalcino is a wine made with 100% Sangiovese with Italy’s highest Docg classification. It is the Sangiovese that most wine critics cite to be the best in all of Italy. It vies with Barolo from Piedmont as Italy’s best red.


07 Aprile 2017, ore 18:01

LA NAZIONE - SPECIALE VINITALY

Più clienti, più commercio e più dolce … Sono i trend che caratterizzeranno il 2017 del vino. Italia leader nella produzione... Il sistema vino Italia si conferma fiore all’occhiello dell’agroalimentare nazionale. Siamo leader mondiali nella produzione (48,8 milioni di ettolitri, stime OIV - Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e abbiamo infranto un nuovo record, l’ennesimo, nelle esportazioni 2016, superando la soglia di 5,5 miliardi di euro in valore, trainate dal record “effervescente” degli spumanti). Quindi un comparto vino dal fortissimo dinamismo che continua ad avere l’export come parola d’ordine, insieme all’internazionalizzazione delle aziende ed al potenziamento della loro immagine e presenza all’estero, dove però non mancano segnali di rallentamento e incognite. Il principale forse è legato al nuovo corso delle politiche economiche degli Stati Uniti con la presidenza di Donald Trump. Un ritorno al protezionismo, con tutto il suo armamentario di dazi e tariffe, potrebbe pregiudicare le nostre posizioni sul mercato americano dove l’Italia resta il primo esportatore (in quantità). Nel primo semestre 2016 (dati Italian Wine & Food Institute) i vini italiani hanno fatto +4% in valore sul mercato Usa mentre Australia e Argentina sono calati a doppia cifra. La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è risultata pari al 28,8% in quantità i vini italiani sono cresciuti negli Usa e a1 13,5% in valore con un aumento, in entrambi i casi, di un punto percentuale. In attesa di capire l’effetto Trump nel bicchiere, e le sue possibili conseguenze, qualche motivo di ottimismo arriva da un editoriale di Richard Halstead, direttore operativo “Wine Intelligence” (www.wineintelligence.com), che il sito Winenews.it rilancia in Italia. Per cominciare, dice Halstead, i dati globali ci dicono che l’umanità nel suo complesso vive meglio, più a lungo e con più risorse a disposizione: ad esempio, oltre un miliardo di persone dal 1990 sono uscite dalla povertà estrema, ed entro il 2020 un altro miliardo entrerà, secondo uno studio di Goldman Sachs, nella cosiddetta “middle class” globale. Quindi “nuove opportunità si apriranno in tutto il mondo, prima di tutto in Cina, anche se aprirsi un varco efficace verso quel mercato sta creando molti grattacapi. Ma opportunità stanno nascendo e sviluppandosi in aree come l’Africa subsahariana, il Sudest asiatico e l’America Centrale e del Sud, tra le altre”. Successivamente, Halstead ha identificato tre diversi trend che, a livello globale, secondo lui, caratterizzeranno il 2017: il primo è che questo sarà l’anno nella quale “la generazione post - anni ’80 prenderà il controllo del mercato. Il numero di bevitori cinesi di vini importati aumenterà di 40 milioni di unità nei prossimi quattro anni, raddoppiando il mercato, e la maggior pane di loro ha meno di 35 anni. E fenomeni simili stanno accadendo in mercati diversissimi tra di loro, come il Regno Unito, il Giappone, la Polonia, il Messico e la Germania”. Il secondo trend da non sottovalutare, poi, è “il dissolversi dei confini tradizionali del commercio al dettaglio: la divisione tra negozi fisici e online si sta facendo meno chiara, ed è sempre meno rilevante”. Ultimo ma non ultimo, uno dei trend che diverranno evidenti nel 2017 sarà lo “sdoganamento” del dolce: “Quando sono entrato nell’industria del vino, 15 anni fa - ricorda Halstead - fui messo al corrente del segreto che conoscevano molti veterani, e cioè che il dolce vende, ma solo se non lo si chiama col suo vero nome. Ma finalmente, nel secondo decennio del 21 esimo secolo, il dolce uscirà dal suo nascondiglio, e i vini di questa tipologia, sia fermi che frizzanti, mostreranno questa loro caratteristica senza vergogna, e la generazione post - 80 li comprerà senza remore”.


07 Aprile 2017, ore 10:21

ANSA

Vino: Brunello,Tenuta Greppo Biondi Santi ufficialmente a Epi Operazione ufficialmente conclusa ... La maggioranza della Tenuta Greppo a Montalcino, della famiglia Biondi Santi, dove nell’Ottocento è stato inventato il Brunello, è ufficialmente sotto l’egida del Gruppo Epi della famiglia francese Descours, tra le più ricche di Francia. Il closing dell’operazione, rende noto il sito internet Winenews, è stato siglato dal gruppo francese e Jacopo Biondi Santi sarà il presidente del nuovo asset societario, che prenderà il nome di Tenuta Biondi Santi spa. Nel contempo, spiega il gruppo Epi a WineNews, sono state create altre due compagnie: la Greppo srl, dedicata alla viticoltura, e la Bs International srl, che controlla la distribuzione. Olivier Adnot, nel gruppo Epi dal 2016, sarà il general manager di tutte e tre le nuove entità.


03 Aprile 2017, ore 18:00

LA NAZIONE

Farinetti: “Eataly anche a Siena” … La novità l’imprenditore è interessato ad aprire nella nostra città... Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, nei giorni scorsi a Siena per la presentazione del libro “Pane al Pane” di Giovanni Soldati, ha messo gli occhi sulla città del Palio. Intervistato da Alessandro Regoli (i due insieme nella foto) per Winenews.it, Farinetti si è lasciato andare: “Le condizioni economiche adatte a un Eataly, nella provincia italiana non ci sarebbero mai. Ho già aperto di recente a Trieste con grande successo, apriremo a Verona il prossimo anno. Il problema di Siena è che è irraggiungibile. L’ho detto anche al vicesindaco: prendete questo punto di debolezza e fatene un punto di forza, dichiaratevi “Siena l’irraggiungibile”. E chi vi raggiunge poi può toccare il cielo con un dito, può vedere il Lorenzetti, il Buon Governo e il Cattivo Governo, che forse è l’opera più importante che c’è nel nostro Paese e che sta chiusa nel Municipio. Fate una cartellonistica, mettetela fuori, raccontatela, un patrimonio inestimabile. E anche per questo, credo che a Siena, prima o poi, in qualche forma, verremo con Eataly”.


31 Marzo 2017, ore 18:11

ANSA

Vino: San Felice verso acquisto 6 ettari vigne a Bolgheri. Secondo indiscrezioni riportate da Winenews ... La cantina Agricola San Felice, facente parte del gruppo assicurativo Allianz, starebbe per acquistare 6 ettari di vigneto nel territorio di Bolgheri. Ne dà notizia il sito internet WineNews, parlando di indiscrezioni. San Felice metterebbe così radici in uno dei territori vinicoli più importanti d’’Italia e della Toscana, regione in cui l’azienda già possiede oltre 210 ettari di vigna con San Felice a Castelnuovo Berardenga, nel Chianti Classico (140 ettari vitati), Campogiovanni a Montalcino (20 ettari vitati, di cui 14 ettari a Brunello di Montalcino) e Perolla in Maremma (nel territorio di Massa Marittima, 50 ettari di vigna).


08 Marzo 2017, ore 17:00

La Repubblica Online

Un magnate russo tra i cipressi di Carducci ... Konstantin Nikolaev, tra i più ricchi uomini russi secondo Forbes, ha comprato La Madonnina, tenuta vitivinicola a Bolgheri, territorio di grandi supertuscan, tra i più pregiati al mondo… La bandiera russa è stata piantata lungo la via Bolgherese, il famoso viale di cipressi di carducciana memoria. Konstantin Nikolaev, tra i più ricchi uomini russi secondo Forbes, ha comprato La Madonnina, tenuta vitivinicola a Bolgheri, territorio di grandi supertuscan, tra i più pregiati al mondo. Le stime di Winewes, portale-tv che ha sede a Montalcino, dicono che l’affare è stato concluso per 3-4 milioni di euro, una cifra enorme se si pensa che ha comprato 7 ettari a vigneto. Bolgheri, non a caso, è tra le aree vitivinicole con le quotazioni più elevate. Ovvio che a comprare siano magnati russi, tycoon cinesi. Peccato che su questo fronte nessuno insorga, tra tante battaglie per la difesa dell’italianità, difendere la terra e i prodotti pregiati che fanno conoscere il made in Italy sulle tavole di tutto il mondo. Comunque sia. La produzione sarà affidata all’enologo Riccardo Cotarella, che firma le etichette di tante cantine italiane. I terreni ora di proprietà del businessman, che è un grande appassionato di vini italiani, sono immersi tra le colline e il mare della costa toscana, a due passi dalle griffe più osannate, da Le Macchiole a Guado al Tasso (Marchesi Antinori), dalla Tenuta dell’Ornellaia alla Tenuta San Guido, e dai filari dove nascono miti autentici dell’enologia mondiale. La Villa, cuore della tenuta, circondata da un parco, è circondata da 7 ettari di vigneto coltivato a Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sirah, tutte varietà che hanno fatto grande il terroir di Bolgheri nel mondo. I primi vini che usciranno dalla cantina sono le etichette della vendemmia 2015. Nato in Ucraina, naturalizzato russo, il miliardario Konstantin Nikolaev, n. 1.372 nella classifica dei Paperoni mondiali stilata da “Forbes” nel 2014, è co-proprietario del N-Trans Group, operatore portuario e ferroviario russo, in partnership con i “colleghi” Andrei Filatov e Nikita Mishin, artefici nel 2011 di una Ipo per uno dei più grandi operatori portauli russi, Global Ports Investments, per 500 milioni di dollari, e della cessione del 37,5% della quota al gigante danese dello shipping Moller-Maersk per 863 millioni di dollari. A novembre dello stesso anno con Mishin hanno ceduto anche la loro quota del 13% nell’operatore ferroviario Transoil al miliardario Gennady Timchenko, amico stretto dell’attuale presidente russo Vladimir Putin. Nikolaev è anche co-fondatore della Skolkovo a Mosca, la più importante business school di Russia.


08 Marzo 2017, ore 16:59

ANSA

Vino: Winenews, Antinori verso nuovo acquisto in Gallo nero... Si tratta della Tenuta di Capraia a Castellina in Chianti ... Antinori continua a cresce ancora nel Chianti Classico. Secondo il sito Winenews.it, che parla di indiscrezioni, dopo l’’acquisizione di Castello di San Sano dal gruppo Alimenta Spa nel 2015 (oltre 80 ettari di vigneti a Gaiole in Chianti), il gruppo guidato da Piero Antinori con le figlie Albiera, Allegra ed Alessia, starebbe per chiudere un altro affare importante con la stessa Alimenta, con l’acquisto della Tenuta di Capraia, a Castellina in Chianti, nel cuore del Chianti Classico. Una realtà, come si legge sul sito della tenuta, da 123 ettari complessivi, di cui 45 vitati. Ovviamente riservate le cifre dell’’affare che dovrebbe concretizzarsi a giorni, anche se il valore di un ettaro di Chianti Classico è stimabile intorno ai 150 mila euro. La storica realtà toscana, spiega Winenews, porta così ad oltre 240 gli ettari per la sua produzione a marchio Gallo Nero.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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