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22 Agosto 2016, ore 13:46

ADN KRONOS - LABITALIA

Vino: dalle spiagge di Tahiti al cimitero in California, i vigneti pi strani... Viaggio intorno al mondo di Winenews.it ... Dalle spiagge tropicali di Tahiti al cimitero californiano, passano dagli scavi di Pompei e da una centrale nucleare finlandese. Sono alcuni dei luoghi pi insoliti dove si coltiva la vite, secondo il monitoraggio effettuato da Winenews.it. La vite per eccellenza una pianta tanto antica quanto adattabile, e il viaggio intorno al mondo compiuto da Winenews.it lo conferma. Partendo dallItalia, le viti danno bellezza e valore anche a siti archeologici e culturali importanti. A Pompei dal 1994, su unarea degli scavi fra i pi famosi al mondo, grazie allUniversit di Napolie allazienda campana Mastroberardino, rivivono vigne e uve. Ma ci sono vigneti anche a Venezia:a partire dallisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia. Lo stesso vale per il Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche a Roma non manca nulla. Nella Citt Eterna, a Trinit dei Monti, appena sopra Piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente allevato e curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese c il vigneto di Montmartre, circondato da belle case e con gli autobus che vi passano vicini, dove, dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre.Negli Usa, lo sappiamo, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fonte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: i millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Lontano dai panorami urbani, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento: le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. Anche a Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Tra il 30 e il 40 parallelo, si trova Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40 Nord, 09 19 Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. C spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Ovviamente irrigazione e concimazione dobbligo per ottenere qualcosa. Poi c pure una sperimentazione estrema e fantascientifica: il vigneto nucleare. La centrale nucleare finlandese di Olkiluoto ospita un vigneto (meno di un ettaro) che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione (si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, ma ne possiede altri due El Arenal a 2.700 metri e Colom a 2.300 metri), pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco, ma la cantina pi alta dEuropa sarebbe la valdostana Cave du Mont Blanc, a 2.173 metri di quota. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: naturalmente succede negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero. Amen.


22 Agosto 2016, ore 13:39

MeteoWeb

Vino: alla scoperta dei vigneti pi suggestivi e improbabili del mondo... Uno tra i vigneti pi strani si trova negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay ... In tempo di vendemmia il sito di informazione enologica Winenews.it invita ad un viaggio tra i luoghi pi strani dove vengono coltivate le viti sia in Italia che allestero. La prima tappa Pompei, dove dal 1994, su unarea degli scavi, si estendono alcuni vigneti grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Proseguendo in Italia, si scoprono a Venezia, nellisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, dove sono presenti vigne e si produce vino e poi nel Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia si possono trovare vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. E Roma non da meno. A Trinit dei Monti, appena sopra piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese un vigneto stato piantato sulla collina di Montmartre e fin dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: un gruppo di millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Ma fuori dai panorami urbani, in mezzo al mare, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a far crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico.A Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay. possibile produrre un vino di qualit al di fuori della zona tra il 30 e il 40 parallelo? Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40Nord, 09 19Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. Lazienda e i vigneti della cilena Casa Silva, in produzione commerciale, sono quelli pi a meridione, sulle rive del Lago Ranco, 600 miglia a sud di Santiago a 40 gradi di latitudine. Ma c spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Inoltre, e una sperimentazione estrema e fantascientifica consiste nel vigneto nucleare presso la centrale nucleare finlandese di Olkiluoto che ospita un vigneto (meno di un ettaro) e che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione, si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco e detiene il primato della cantina pi alta dEuropa a 2.173 metri di quota, la Cave du Mont Blanc. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero.


22 Agosto 2016, ore 13:36

ADN KRONOS

Vino: alla scoperta dei vigneti pi suggestivi del mondo ... In tempo di vendemmia il sito di informazione enologica Winenews.it invita ad un viaggio tra i luoghi pi strani dove vengono coltivate le viti sia in Italia che allestero. La prima tappa Pompei, dove dal 1994, su unarea degli scavi, si estendono alcuni vigneti grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Proseguendo in Italia, si scoprono a Venezia, nellisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, dove sono presenti vigne e si produce vino e poi nel Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia si possono trovare vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. E Roma non da meno. A Trinit dei Monti, appena sopra piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese un vigneto stato piantato sulla collina di Montmartre e fin dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: un gruppo di millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Ma fuori dai panorami urbani, in mezzo al mare, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a far crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. A Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay. possibile produrre un vino di qualit al di fuori della zona tra il 30 e il 40 parallelo? Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40Nord, 09 19 Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. Lazienda e i vigneti della cilena Casa Silva, in produzione commerciale, sono quelli pi a meridione, sulle rive del Lago Ranco, 600 miglia a sud di Santiago a 40 gradi di latitudine. Ma c spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Inoltre, e una sperimentazione estrema e fantascientifica consiste nel vigneto nucleare presso la centrale nucleare finlandese di Olkiluoto che ospita un vigneto (meno di un ettaro) e che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione, si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco e detiene il primato della cantina pi alta dEuropa a 2.173 metri di quota, la Cave du Mont Blanc. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero.


22 Agosto 2016, ore 10:36

ANSA

Da Pompei a tetti Brooklyn,tutte le insolite culle del vino... WineNews traccia mappa delle vigne pi insolite ... Rivivono le vigne a Pompei dal 1994, su unarea degli scavi fra i pi famosi al mondo, grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Cos parte il viaggio di Winenews.it sui luoghi pi strani dove sono allevati dei vigneti. Per restare in luoghi di inestimabile valore, ci sono i vigneti di Venezia: a partire dallisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, sono presenti vigne e si produce vino allinterno della Serenissima. Lo stesso vale per il Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia possiamo trovare dei vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo poi il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. A Roma, a Trinit dei Monti, appena sopra Piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente allevato e curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese c il vigneto di Montmartre, circondato da belle case e con gli autobus che vi passano vicini, dove, dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: i millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. Anche a Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay.


16 Agosto 2016, ore 18:12

ADN KRONOS

Vino: in Regno Unito continua boom mercato spumante, traina Prosecco ... Continua la crescita del mercato dello spumante nel Regno Unito. In cinque anni, il volume aumentato dell80% e secondo i dati della dogana britannica, la Hm Revenue & Customs, negli ultimi 12 mesi tra maggio 2015 e maggio 2016 gli inglesi hanno pagato tasse su un volume di 31,6 milioni di galloni di sparkling wine, rispetto ai 17,6 milioni di galloni 2011/2012. Lo riporta Winenews.it, nel confermare che dallanalisi dei numeri, firmata dallo studio UHY Hacker Young (www.uhy-uk.com), viene anche la conferma che questa crescita esponenziale, peraltro su un mercato gi maturo e con numeri assoluti importantissimi, e storicamente Champagne oriented, stata guidata soprattutto dal Prosecco, che ormai vale oltre la met del mercato delle bollicine nel Regno Unito, ma anche dal Cava spagnolo e, in parte, dalla crescente categoria degli sparkling wine made in England (pochi giorni fa la Classic Cuvee 2010 della cantina Nyetimber stato il primo spumante inglese ad essere scambiato sul Liv-Ex, la piattaforma di riferimento per il mercato dei fine-wine). E questa crescita gi enorme, si legge sul sito, sembra destinata a continuare, anche se a ritmi pi contenuti, visto che il consumo delle bollicine, nel Regno Unito, aumenter, secondo le stime, di un ulteriore 13% entro il 2019, contro la sostanziale stagnazione (+0,6%) attesa per i vini fermi.


16 Agosto 2016, ore 18:12

ADN KRONOS

Vino: premiers crus di Bordeaux ancora al top etichette pi ricercate ... Nei primi 7 mesi del 2016, sono ancora una volta le etichette dei cinque Premiers Crus di Bordeaux., cio nellordine, Chteau Lafite Rothschild (Pauillac), Chteau Mouton Rothschild (Pauillac), Chteau Haut-Brion (Graves), Chteau Margaux (Margaux) e Chteau Latour (Pauillac), quelle pi ricercate. Lo fa sapere il sito Winenews.it. Il mercato dei fine wine in rapida e continua evoluzione, e le posizioni di vertice guadagnate dai big di Bordeaux per non sono poi tanto salde, sotto attacco da pi lati, con la Borgogna che rosicchia quote importanti ed i vini di Italia, Usa e Spagna che continuano a crescere. Subito dietro, alla posizione n. 6, c un altro bordolese, Pontet Canet, salito di 7 posizioni dal 2015, anche grazie a i 100 punti assegnati allannata 2010 da Robert Parker, che hanno attirato linteresse di wine merchant e collezionisti. Buone le performance dei secondi vini dei Premiers Crus di Bordeaux, dal Carruades de Lafite (alla posizione n. 14) al Mission Haut Brion (n. 15). Gloria anche per gli italiani, con due delle etichette icona di Bolgheri sugli scudi: il Sassicaia di Tenuta San Guido, alla posizione n. 22, guadagna due posti sul 2015, ed il Masseto, alla posizione n. 46, mentre esce dalla top 50 Ornellaia (cos come Dom Prignon e Vega Sicilia). A perdere il maggior numero di posizioni , un po a sorpresa, Domaine de la Romane Conti, crollato dalla posizione n. 14 del 2015 alla n. 39, anche se La Tche, una delle etichette pi prestigiose della griffe di Borgogna, tra le tre new entry, alla posizione n. 47.


04 Agosto 2016, ore 10:17

Affari Italiani

Vino via ecommerce: lo usano 21 milioni di Cinesi ... Vino ed ecommerce, in Cina lo usano 21 milioni di cinesi, la met di quelli che bevono vino di importazione, sempre pi orientati a prodotti di qualit21 milioni di cinesi, poco meno della met della nuova classe media urbana che consuma abitualmente vino di importazione nel Paese, compra vino su internet. Con le-commerce che continua a crescere in Cina, e si sposta sempre di pi sulla qualit: se la percentuale di chi dice di comprare vino on line per un migliore rapporto qualit-prezzo rispetto ai canali tradizionali, come prima motivazione, cresciuta dal 54% del 2014 al 65% del 2015, quella di chi sceglie il web perch trova prodotti di maggiore qualit passata dal 18% al 26%. A dirlo il report Online Retail & Communication in the Chinese Market 2016 dellagenzia inglese Wine Intelligence. Che sottolinea come la rete sia uno strumento sempre pi importante anche per chi, in Cina, vuole informarsi sul vino, con qualche peculiarit. Le recensioni e i pareri lasciati sui siti da chi acquista bottiglie on line, infatti, sono accreditate dal report come la fonte di informazione pi utilizzate, sebbene abbia poi una influenza limitata sulla scelta di acquisto. Molto importanti anche le piattaforme social, come Weibo e WeChat, visto che gli utenti considerano i consigli e le opinioni dei propri amici come le fonti di informazione pi affidabili. Ma, in un mercato ancora molto giovane e sostanzialmente inesperto, ad oggi a fare la differenze sulle scelte di acquisto sono i siti ufficiali dei produttori e la notoriet dei brand. Quello che certo, commenta Chuan Zhou, Senior Research Manager di Wine Intelligence, che in un mercato grande e in rapida crescita come quello delle-commerce in Cina, non mancano opportunit da cogliere per produttori e commercianti, soprattutto in quelle aree rurali dove la penetrazione di questo canale ancora relativamente bassa. Ma anche nelle citt pi importanti dove le-commerce una abitudine, c spazio per lavorare sulla frequenza di acquisto e sul valore di ogni singolo ordine, ma i retailer devono rassicurare i consumatori, offrire prodotti di maggior lavore ed esperienze pi personalizzate, e sfruttare meglio i social media per influenzare gli acquisti. Dal report di Wine Intelligence, per, emerge anche che gli store on line che vendono pi categorie merceologiche, e quindi non gli specializzati in vino, sono quelli che stanno registrando i migliori risultati. Tanto che JD.com, il pi popolare portale e-commerce in Cina, utilizzato da ben il 35% di chi compra vino on line. E altri non stanno di certo a guardare, come il colosso Alibaba, che sta investendo molto sul settore enoico, e il 9 settembre mander in scena il suo 9/9, una sorta di giorno dedicato la vino, con molti produttori del Belpaese e la divisione italiana del gigante creato da Jack Ma che stanno lavorando affinch anche il nostro Paese, che molto ha da recuperare sui competitor francesi, australiani, cileni e spagnoli, sia protagonista in quella data. Vino italiano che, nel frattempo, su Tmall, la piattaforma di Alibaba, ha iniziato a muovere i suoi passi, con lo sbarco di realt come lenoteca on line Vino75.com, i flag ship store di Giv - Gruppo Italiano Vini e della Iswa - Italian Signature Wine Academy, che riunisce sette cantine top del Belpaese (Allegrini, Arnaldo Caprai, Feudi di San Gregorio, Fontanafredda, Frescobaldi, Planeta, Villa Sandi), a fine luglio e, dai primi di giugno, a fare da apripista, la trentina Mezzacorona. Le cose sono partite bene, ma ancora troppo presto per fare bilanci - commenta a WineNews il dg Fabio Maccari - anche perch per esigenze temporali siamo partiti su Alibaba con prodotti che in Cina gi hanno una rete di distribuzione tradizionale che funziona molto bene, e non possiamo spingerli troppo anche on line per non creare problemi ai nostri partner storici. Altri prodotti che saranno dedicati solo al canale e-commerce sono in viaggio per la Cina, proprio anche in vista del 9/9, che sar un primo vero banco di prova, a cui seguiranno l11/11 (una sorta di black friday cinese), poi il Natale e infine il Capodanno cinese (il 28 febbraio 2017). Allora potremo fare un primo bilancio. Ma di certo c che il canale on line, al di l del risultato economico, gi utilissimo in termini di visibilit e promozione, anche per far conoscere ai consumatori cinesi i nostri prodotti.
Fonte: WineNews


03 Agosto 2016, ore 11:28

IL SOLE 24 ORE

Fondi Ue, 31 milioni a 18 aziende ... Il solleone porta una pioggia di 30,6 milioni di incentivi su 18 progetti per il sostegno del settore vinicolo. I fondi Ocm vino per la promozione nei Paesi terzi stanziano circa 100 milioni lanno per un triennio, di cui il 30% destinato a progetti nazionali, gestiti dal ministero delle Politiche agricole, e il restante 70% direttamente dalle Regioni. La graduatoria nazionale dei fondi comunitari 2016/17 Ocm vino. Promozione sui mercati dei Paesi terzi ha riconosciuto al progetto di Vinitaly International Italian wine channel (con la consulenza di Business Strategies) il primo posto e un contributo di 1,7 milioni su un costo complessivo di 3,48 milioni. Sul podio insieme a Vinitaly International ci sono i progetti Divine wines del Consorzio Experience Italy, con il riconoscimento di un contributo di 1,93 milioni su un importo di 3,94 milioni, e di Extraordinary wines del Consorzio Italian Essence, sostenuto con 1,98 milioni su 4 milioni totali. Per noi un debutto nel coordinamento della promozione extra Ue, con uniniziativa che coinvolge 73 aziende di 13 regioni - osserva Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere - Italian wine channel lo sviluppo naturale di Vinitaly 2015 e 2016 e prevede un focus fortissimo su Cina e Hong Kong. Sono previsti sia eventi business lo business come quello di Chengdu sia per il consumer, come lo Shanghai wine & dine festival, di cui la prossima edizione in programma per il 23-25 settembre. Vinitaly International si peraltro assunto il compito di guidare le piccole aziende vinicole nel complicato mondo dellecommerce. Aldil della graduatoria, i maggiori beneficiari sono lIstituto italiano del vino Grandi marchi che si aggiudica, con due progetti (Italian wine tour 4 e 5) ben 5 milioni mentre Confagri Promotion, sempre con due progetti (Top italian wines), beneficiaria di circa 4 milioni. Tra gli esclusi eccellenti ci sono Santa Margherita (il progetto chiedeva 6,1 milioni) e Italia del vino consorzio (5,1 milioni con due progetti). Questi progetti, pur ritenuti ammissibili, sono rimasti a secco, privi di fondi. Tra i progetti che hanno ricevuto i maggiori contributi Ue, figurano Winetastic di H2no Rete dimpresa (1,3 milioni su 2,8 di importo complessivo), Promozione del vino sul mercato delle Americhe di Enon Rete dimpresa (1,44 milioni su 2,94), No export, no party di Vassallo Delfino (1,26 milioni su 2,6), Cavit the wine in America di Cavit (1,8 milioni su 4), Italian wine wave della Societ agricola Valiano (627mila euro su 1,25 milioni). Quanto alle Regioni, le prime quattro hanno pubblicato le graduatorie: secondo il sito specializzato WineNews (diretto da Alessandro Regoli), sono la Toscana, che ha assegnato 8,32 milioni a 34 progetti; la Sicilia, con un budget complessivo di 6,5 milioni divisi in 24 tra aziende, consorzi e associazioni temporanee dimpresa; il Lazio che finanzier 9 progetti con circa un milione, oltre ad un progetto multi regionale con lAbruzzo; il Friuli che ha riconosciuto 3,3milioni a 9 progetti regionali e 4 progetti multi regionali (con Piemonte, Veneto, Puglia e Abruzzo), per 350mila euro.
Emanuele Scarci


27 Luglio 2016, ore 17:56

ANSA

Brexit,futuro incerto dopo export +13%, meno tutele... Business Strategies, ora nodo Ue su fondi promozione Paesi terzi ... Problemi in arrivo dalla Brexit per il mercato italiano del vino, visto che nel 2015 la Gran Bretagna ha importato 745 milioni di euro di prodotto, con una crescita del 13,5%. A ricordare le cifre e a cercare di capire cosa potr succedere Silvana Ballotta di Business Strategies, azienda specializzata nel supporto allinternazionalizzazione delle imprese, come fa sapere WineNews. Secondo lesperta sar penalizzante la debolezza della sterlina, oltre al fatto che probabilmente ci saranno meno tutele per le nostre denominazioni, senza considerare che la Brexit potrebbe rivelarsi unottima possibilit per i vini del Nuovo Mondo. E poi c da fare i conti con i cambiamenti climatici e capire chi pagher il prezzo maggiore tra Francia ed Italia. Altro interrogativo, secondo Ballotta, anche il capitolo dei fondi per la promozione nei Paesi Terzi, visto che ancora nemmeno a Bruxelles si sa se potranno essere stanziati sul mercato inglese. La negoziazione ancora in corso, ma di certo per il futuro, conclude lesperta, dovremo pensare a forme di cooperazione come quelle adottate dallUe nei rapporti con Norvegia e Svizzera; per lItalia, comunque, la possibilit di stanziare i fondi per la promozione sul mercato Uk potrebbe portare ad una vera e propria esplosione di eventi che coinvolger ogni denominazione, dalla pi piccola alla pi grande, con le politiche di prezzo che avranno, purtroppo, un ruolo sempre pi fondamentale.


27 Luglio 2016, ore 17:55

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Nasce Museo del vino, 180 anni di storia in 5mila bottiglie... Da settembre a Milano, storica famiglia Ronchi in 5 generazioni ... Un Museo a Milano con bottiglie di vino che venivano dalla cantina di Napoleone, uno Chteau Lafite 1914 e tutti i Premiers Crus di Bordeaux classificati nel 1855, accanto ai grandi rossi di Borgogna. E poi i Barolo di Fontanafredda alcuni del 1889, il primo Brunello di Montalcino Biondi Santi del 1888 e poi Tignanello, Solaia, Masseto e Sassicaia, il primo del 1968. Sono oltre 180 gli anni di storia raccontata in 5 mila bottiglie di vecchie e rare annate, tutte di rosso, dal 1820 al 2000 nel cuore della citt. A collezionarle e custodirle fino ad oggi la storica famiglia Ronchi in oltre un secolo di vicende che arrivano fino allEnoteca Ronchi a Milano. Un patrimonio che dalla fine di settembre, fa sapere WineNews, former quello che sar un Museo s, ma anche una scuola per la conoscenza del vino nel cuore della citt. Maria Luisa Ronchi porta avanti una tradizione iniziata nel 1865 con Giovanni Ronchi, che arriva fino a lei che rappresenta la quinta generazione. Producevamo vino in Piemonte - racconta - poi mio nonno Virginio ha aperto unosteria ed una bottiglieria a Milano che, con mio padre Edoardo, diventata un Antiquario di vini, un cenacolo per conoscitori.


25 Luglio 2016, ore 09:31

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Vino in lattina spopola in Usa, +125% in 1 anno ... Amato dai giovani perch pratico e non pretenzioso... Volano di oltre il 125% le vendite di vino in lattina negli Stati Uniti in un anno, registrando un valore di 6,4 milioni di dollari. Le cifre, confermate da Business Insider come riporta Winenews.it, evidenziano una crescita del 1000% anno su anno, passando da 688 mila a 6,7 milioni di dollari; un segmento che ha ora il doppio del mercato degli sparkling confezionati nello stesso modo, che vale sui 3,7 milioni di euro. Secondo Business Insider, il successo del vino in lattina dettato dalle nuove generazioni, per le quali la praticit e la facilit di consumo sono essenziali e un vino in bottiglia, pi che comunicare lignaggio, tradizione e qualit, trasmette spesso pretenziosit e un'immagine di vecchio. La percezione del vino sempre pi alta se imbottigliato - spiega Danelle Kosmal, vice presidente della sezione beverage & alcohol di Nielsen per il Nord America - ma quando chiediamo ai giovani di et compresa tra i 21 e i 34 anni la loro opinione sulle confezioni, ce ne sono sempre di pi che pensano che nelle lattine ci possa anche essere vino di buona o di ottima qualit. E i nomi di peso dell'industria americana del vino non hanno tardato ad adeguarsi a questo trend, visto che aziende come Barefoot sono gi entrate nel settore e quelle che ci hanno scommesso sopra come la Union Wine Company, hanno visto le proprie vendite di vini confezionati sia in vetro che in lattina raddoppiare nel giro degli ultimi due anni.


22 Luglio 2016, ore 18:39

ANSA

Vino: abitudine quotidiana per 6 italiani su 10 Sondaggio WineNews, la prima volta a 19 anni ... Bevono vino da quando hanno, in media, 19 anni e mezzo, e 6 su 10 ogni giorno, accompagnandolo necessariamente al cibo (58%) e prediligendo tra i luoghi di consumo casa propria (il 79%, ma con il 65% che, affatto intimorito da etilometro o restrizioni pi severe, ama farlo quando a pranzo o cena fuori, e ben il 50% ai tanti eventi e degustazioni del mondo del vino). La conferma di una tradizione inossidabile in Italia, arriva per dal 94% per il quale sul vino non si discute: una bevanda che fa parte della nostra cultura diffusa. Ecco lidentikit dei consumatori di vino in Italia, secondo un sondaggio di WineNews, al quale hanno risposto 1.170 enonauti, appassionati gi fidelizzati al mondo del vino e del web. Nellinesauribile calo degli ultimi decenni che ha portato a quota 35 litri procapite allanno il consumo di vino in Italia, chi il vino continua a berlo sostanzialmente il 50% della popolazione. Consapevoli di appartenere ad unlite, nel campione indagato da WineNews, pi della met si considera un consumatore abituale (63%, e con l85% che considera il vino ineliminabile dalle proprie abitudini), ma pi di 8 su 10 dichiarano di aver mutato le proprie abitudini e modalit di consumo durante la loro vita, come testimonia linnalzamento dellet media, rispetto al passato, in cui si beve vino per la prima volta. I comportamenti sociali in divenire hanno costruito uno scenario pi complesso di quello a cui storicamente eravamo abituati, e cio quello mediterraneo, legato alle tradizioni alimentari contadine: tra le conseguenze pi evidenti, c il calo dei consumi di vino che da alimento diventato bene voluttuario, ma i motivi del cambiamento sono di varia natura, dallinvecchiamento della popolazione al mutamento di occasioni e luoghi di consumo, da motivi economici, non da ultima la crisi, ma anche per i nuovi atteggiamenti alimentari come il salutismo imperante e la competizione crescente con gli altri alcolici. Ma per la quasi totalit degli enonauti (94%) il vino una bevanda che fa parte della cultura italiana, e sono in pochi a considerarlo uno status symbol (5%), ancora meno quelli per i quali rappresenta solo una semplice bevanda alcolica (1%). Daltra parte, oltre la met (63%) si definisce un consumatore abituale di vino, ovvero beve vino ogni giorno, e lo fa da unet media pi alta rispetto al passato (19 anni e mezzo), considerando anche che livello di istruzione, matrimonio e nascita dei figli, per esempio, coincidono con un consumo pi consapevole (per il 74%). Anche la stagionalit continua ad influenzare il consumo di vino - a partire dalla tipologia consumata (84%), dal luogo in cui lo si fa (9%) e dalla cerchia di persone con cui lo si fa (7%) - ma decisamente in percentuale minore sul passato (per il 42% il vino ormai una bevanda destagionalizzata). Curiosi? Eccome: pi di otto eno-appassionati su 10 non bevono solo vini prodotti nella regione in cui vivono, molto incuriositi, tuttavia, dalle etichette provenienti da altri territori del Belpaese (79%), piuttosto che da vini che provengono dallestero (51%). Ben l85% degli enonauti considera il vino qualcosa di ineliminabile dalle sue abitudini, consapevoli, nella totalit delle risposte, di appartenere ad una ristretta minoranza e che il numero dei consumatori di vino in Italia si ristretto rispetto al passato. Del resto, sono gli stessi appassionati ad aver mutato abitudini e modalit di consumo nella loro vita (l85%) a partire, come detto, dallet alla quale si beve vino per la prima volta. La tradizione resiste invece attorno alla tavola, visto che pi della met dichiara di consumare vino accompagnandolo con il cibo (58%). Ma anche dal fatto che le mura domestiche restano, per il 79%, il luogo prediletto dove bere vino, seguite a ruota da pranzi e cene consumati fuori casa (65%), e mentre assaggiare magari pi bottiglie diverse quando si ad un evento o si partecipa ad una degustazione piace molto (50%), i luoghi tradizionalmente legati al suo consumo come le enoteche ed i wine bar sono indicati solo allultimo posto (entrambi dal 15% degli enonauti). Il 30% di coloro che, se potessero chiedere un consiglio direttamente ad un opinion leader del settore, lo farebbe su quale sia il vino dal miglior rapporto qualit/prezzo (30%), seguiti dalla domanda su quali siano gli strumenti per determinare la qualit di un vino (27%), sul vino pi buono che abbia mai assaggiato (19%), sul territorio migliore al mondo (14%) e sul miglior in Italia (10%), la riprova, infine, del fatto che lattenzione al portafoglio sempre molto alta, senza per dimenticare il sogno di carpire i segreti con cui gli addetti ai lavori riescono a stabilire le eccellenze enoiche pi importanti.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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