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Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

07 Aprile 2017, ore 18:01

LA NAZIONE - SPECIALE VINITALY

Pi clienti, pi commercio e pi dolce Sono i trend che caratterizzeranno il 2017 del vino. Italia leader nella produzione... Il sistema vino Italia si conferma fiore allocchiello dellagroalimentare nazionale. Siamo leader mondiali nella produzione (48,8 milioni di ettolitri, stime OIV - Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e abbiamo infranto un nuovo record, lennesimo, nelle esportazioni 2016, superando la soglia di 5,5 miliardi di euro in valore, trainate dal record effervescente degli spumanti). Quindi un comparto vino dal fortissimo dinamismo che continua ad avere lexport come parola dordine, insieme allinternazionalizzazione delle aziende ed al potenziamento della loro immagine e presenza allestero, dove per non mancano segnali di rallentamento e incognite. Il principale forse legato al nuovo corso delle politiche economiche degli Stati Uniti con la presidenza di Donald Trump. Un ritorno al protezionismo, con tutto il suo armamentario di dazi e tariffe, potrebbe pregiudicare le nostre posizioni sul mercato americano dove lItalia resta il primo esportatore (in quantit). Nel primo semestre 2016 (dati Italian Wine & Food Institute) i vini italiani hanno fatto +4% in valore sul mercato Usa mentre Australia e Argentina sono calati a doppia cifra. La quota di mercato dei vini importati dallItalia risultata pari al 28,8% in quantit i vini italiani sono cresciuti negli Usa e a1 13,5% in valore con un aumento, in entrambi i casi, di un punto percentuale. In attesa di capire leffetto Trump nel bicchiere, e le sue possibili conseguenze, qualche motivo di ottimismo arriva da un editoriale di Richard Halstead, direttore operativo Wine Intelligence (www.wineintelligence.com), che il sito Winenews.it rilancia in Italia. Per cominciare, dice Halstead, i dati globali ci dicono che lumanit nel suo complesso vive meglio, pi a lungo e con pi risorse a disposizione: ad esempio, oltre un miliardo di persone dal 1990 sono uscite dalla povert estrema, ed entro il 2020 un altro miliardo entrer, secondo uno studio di Goldman Sachs, nella cosiddetta middle class globale. Quindi nuove opportunit si apriranno in tutto il mondo, prima di tutto in Cina, anche se aprirsi un varco efficace verso quel mercato sta creando molti grattacapi. Ma opportunit stanno nascendo e sviluppandosi in aree come lAfrica subsahariana, il Sudest asiatico e lAmerica Centrale e del Sud, tra le altre. Successivamente, Halstead ha identificato tre diversi trend che, a livello globale, secondo lui, caratterizzeranno il 2017: il primo che questo sar lanno nella quale la generazione post - anni 80 prender il controllo del mercato. Il numero di bevitori cinesi di vini importati aumenter di 40 milioni di unit nei prossimi quattro anni, raddoppiando il mercato, e la maggior pane di loro ha meno di 35 anni. E fenomeni simili stanno accadendo in mercati diversissimi tra di loro, come il Regno Unito, il Giappone, la Polonia, il Messico e la Germania. Il secondo trend da non sottovalutare, poi, il dissolversi dei confini tradizionali del commercio al dettaglio: la divisione tra negozi fisici e online si sta facendo meno chiara, ed sempre meno rilevante. Ultimo ma non ultimo, uno dei trend che diverranno evidenti nel 2017 sar lo sdoganamento del dolce: Quando sono entrato nellindustria del vino, 15 anni fa - ricorda Halstead - fui messo al corrente del segreto che conoscevano molti veterani, e cio che il dolce vende, ma solo se non lo si chiama col suo vero nome. Ma finalmente, nel secondo decennio del 21 esimo secolo, il dolce uscir dal suo nascondiglio, e i vini di questa tipologia, sia fermi che frizzanti, mostreranno questa loro caratteristica senza vergogna, e la generazione post - 80 li comprer senza remore.


07 Aprile 2017, ore 10:21

ANSA

Vino: Brunello,Tenuta Greppo Biondi Santi ufficialmente a Epi Operazione ufficialmente conclusa ... La maggioranza della Tenuta Greppo a Montalcino, della famiglia Biondi Santi, dove nellOttocento stato inventato il Brunello, ufficialmente sotto legida del Gruppo Epi della famiglia francese Descours, tra le pi ricche di Francia. Il closing delloperazione, rende noto il sito internet Winenews, stato siglato dal gruppo francese e Jacopo Biondi Santi sar il presidente del nuovo asset societario, che prender il nome di Tenuta Biondi Santi spa. Nel contempo, spiega il gruppo Epi a WineNews, sono state create altre due compagnie: la Greppo srl, dedicata alla viticoltura, e la Bs International srl, che controlla la distribuzione. Olivier Adnot, nel gruppo Epi dal 2016, sar il general manager di tutte e tre le nuove entit.


03 Aprile 2017, ore 18:00

LA NAZIONE

Farinetti: Eataly anche a Siena La novit limprenditore interessato ad aprire nella nostra citt... Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, nei giorni scorsi a Siena per la presentazione del libro Pane al Pane di Giovanni Soldati, ha messo gli occhi sulla citt del Palio. Intervistato da Alessandro Regoli (i due insieme nella foto) per Winenews.it, Farinetti si lasciato andare: Le condizioni economiche adatte a un Eataly, nella provincia italiana non ci sarebbero mai. Ho gi aperto di recente a Trieste con grande successo, apriremo a Verona il prossimo anno. Il problema di Siena che irraggiungibile. Lho detto anche al vicesindaco: prendete questo punto di debolezza e fatene un punto di forza, dichiaratevi Siena lirraggiungibile. E chi vi raggiunge poi pu toccare il cielo con un dito, pu vedere il Lorenzetti, il Buon Governo e il Cattivo Governo, che forse lopera pi importante che c nel nostro Paese e che sta chiusa nel Municipio. Fate una cartellonistica, mettetela fuori, raccontatela, un patrimonio inestimabile. E anche per questo, credo che a Siena, prima o poi, in qualche forma, verremo con Eataly.


31 Marzo 2017, ore 18:11

ANSA

Vino: San Felice verso acquisto 6 ettari vigne a Bolgheri. Secondo indiscrezioni riportate da Winenews ... La cantina Agricola San Felice, facente parte del gruppo assicurativo Allianz, starebbe per acquistare 6 ettari di vigneto nel territorio di Bolgheri. Ne d notizia il sito internet WineNews, parlando di indiscrezioni. San Felice metterebbe cos radici in uno dei territori vinicoli pi importanti dItalia e della Toscana, regione in cui lazienda gi possiede oltre 210 ettari di vigna con San Felice a Castelnuovo Berardenga, nel Chianti Classico (140 ettari vitati), Campogiovanni a Montalcino (20 ettari vitati, di cui 14 ettari a Brunello di Montalcino) e Perolla in Maremma (nel territorio di Massa Marittima, 50 ettari di vigna).


08 Marzo 2017, ore 17:00

La Repubblica Online

Un magnate russo tra i cipressi di Carducci ... Konstantin Nikolaev, tra i pi ricchi uomini russi secondo Forbes, ha comprato La Madonnina, tenuta vitivinicola a Bolgheri, territorio di grandi supertuscan, tra i pi pregiati al mondo La bandiera russa stata piantata lungo la via Bolgherese, il famoso viale di cipressi di carducciana memoria. Konstantin Nikolaev, tra i pi ricchi uomini russi secondo Forbes, ha comprato La Madonnina, tenuta vitivinicola a Bolgheri, territorio di grandi supertuscan, tra i pi pregiati al mondo. Le stime di Winewes, portale-tv che ha sede a Montalcino, dicono che laffare stato concluso per 3-4 milioni di euro, una cifra enorme se si pensa che ha comprato 7 ettari a vigneto. Bolgheri, non a caso, tra le aree vitivinicole con le quotazioni pi elevate. Ovvio che a comprare siano magnati russi, tycoon cinesi. Peccato che su questo fronte nessuno insorga, tra tante battaglie per la difesa dellitalianit, difendere la terra e i prodotti pregiati che fanno conoscere il made in Italy sulle tavole di tutto il mondo. Comunque sia. La produzione sar affidata allenologo Riccardo Cotarella, che firma le etichette di tante cantine italiane. I terreni ora di propriet del businessman, che un grande appassionato di vini italiani, sono immersi tra le colline e il mare della costa toscana, a due passi dalle griffe pi osannate, da Le Macchiole a Guado al Tasso (Marchesi Antinori), dalla Tenuta dellOrnellaia alla Tenuta San Guido, e dai filari dove nascono miti autentici dellenologia mondiale. La Villa, cuore della tenuta, circondata da un parco, circondata da 7 ettari di vigneto coltivato a Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sirah, tutte variet che hanno fatto grande il terroir di Bolgheri nel mondo. I primi vini che usciranno dalla cantina sono le etichette della vendemmia 2015. Nato in Ucraina, naturalizzato russo, il miliardario Konstantin Nikolaev, n. 1.372 nella classifica dei Paperoni mondiali stilata da Forbes nel 2014, co-proprietario del N-Trans Group, operatore portuario e ferroviario russo, in partnership con i colleghi Andrei Filatov e Nikita Mishin, artefici nel 2011 di una Ipo per uno dei pi grandi operatori portauli russi, Global Ports Investments, per 500 milioni di dollari, e della cessione del 37,5% della quota al gigante danese dello shipping Moller-Maersk per 863 millioni di dollari. A novembre dello stesso anno con Mishin hanno ceduto anche la loro quota del 13% nelloperatore ferroviario Transoil al miliardario Gennady Timchenko, amico stretto dellattuale presidente russo Vladimir Putin. Nikolaev anche co-fondatore della Skolkovo a Mosca, la pi importante business school di Russia.


08 Marzo 2017, ore 16:59

ANSA

Vino: Winenews, Antinori verso nuovo acquisto in Gallo nero... Si tratta della Tenuta di Capraia a Castellina in Chianti ... Antinori continua a cresce ancora nel Chianti Classico. Secondo il sito Winenews.it, che parla di indiscrezioni, dopo lacquisizione di Castello di San Sano dal gruppo Alimenta Spa nel 2015 (oltre 80 ettari di vigneti a Gaiole in Chianti), il gruppo guidato da Piero Antinori con le figlie Albiera, Allegra ed Alessia, starebbe per chiudere un altro affare importante con la stessa Alimenta, con lacquisto della Tenuta di Capraia, a Castellina in Chianti, nel cuore del Chianti Classico. Una realt, come si legge sul sito della tenuta, da 123 ettari complessivi, di cui 45 vitati. Ovviamente riservate le cifre dellaffare che dovrebbe concretizzarsi a giorni, anche se il valore di un ettaro di Chianti Classico stimabile intorno ai 150 mila euro. La storica realt toscana, spiega Winenews, porta cos ad oltre 240 gli ettari per la sua produzione a marchio Gallo Nero.


22 Febbraio 2017, ore 16:45

CANALE3TOSCANA

Ore 21, a SIENA RISPONDE il direttore di WineNews Alessandro Regoli


18 Febbraio 2017, ore 12:53

RAI TGR TOSCANA

Intervista al direttore di Winenews sulla comunicazione nel servizio di Benvenuto Brunello https://goo.gl/RlP12I


27 Gennaio 2017, ore 11:28

ANSA

Vino: in Piemonte la cantina ideale dei winelover, poi Toscana ... Sondaggio Winenews, Nebbiolo il vitigno preferito... Territorio della cui storia, fascino ed appeal non si discute, nellimmaginario collettivo dei wine lovers la cantina ideale si trova in Piemonte, seguito, tra i luoghi simbolo dellItalia del vino, dalla Toscana, meta imprescindibile per ogni appassionato, tra il fascino di Bolgheri, lo storico territorio del Chianti e la celebrit di Montalcino, patria del Brunello, e dal Veneto, la Regione dei primati del vino italiano, tra la Valpolicella dellAmarone, i paesaggi vitati del Soave e le colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. E non un vino, ma un vitigno quello a cui non potrebbero mai rinunciare: il Nebbiolo, da cui nascono, in primis, i grandi rossi delle Langhe, Barolo e Barbaresco. Ecco i "pilastri" su cui si fonda la passione per il Belpaese enoico, secondo un sondaggio di www.winenews.it, tra 1.031 enonauti. Che confessano una curiosit: se un giorno dovessero cercare lavoro in cantina, il sogno di essere assunti da Marchesi Antinori, da Gaja o Masi Agricola, tre marchi simbolo del made in Italy enoico, indicati dai wine lovers rispettivamente per storia, per l"alta sartorialit" della produzione e per la solidit e la remunerativit di unazienda quotata in borsa. Ma c anche chi indica realt di piccole o medie dimensioni, a conduzione familiare e particolarmente attente allagricoltura biologica, e vere e proprie esperienze che uniscono il vino al sociale (come, ad esempio, le cantine di Libera Terra). Un riconoscimento, infine, da parte degli enonauti, anche al valore delle realt cooperative, a partire da quelle dellAlto Adige, per la loro rigorosa organizzazione, efficienza e per la capacit di coniugare quantit e qualit.


21 Dicembre 2016, ore 18:14

ADN KRONOS

Contraffazione: vino di bassa qualit spacciato per Chianti Docg e Brunello... Lindagine della Dda di Firenze porta allarresto di tre persone ... Vino di bassa qualit, adulterato con laggiunta di alcol, veniva commercializzato in Italia e allestero come Chianti Docg, Brunello di Montalcino o Sassicaia. quanto scoperto dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze, che questa mattina hanno arrestato tre persone, finite ai domiciliari a seguito dellindagine coordinata dalla Dda di Firenze. I destinatari delle misure cautelari sono il titolare di fatto di unazienda agricola di Empoli, dove avvenivano limbottigliamento e il confezionamento del vino contraffatto, e due uomini originari della Campania che procuravano il materiale necessario alla contraffazione (etichette, fascette, capsule e imballaggi). Nellinchiesta, condotta dal procuratore della Dda Giulio Monferini, risultano indagate 10 persone, ognuna delle quali avrebbe ricoperto un ruolo ben preciso nellorganizzazione criminale. Secondo quanto accertato, il vino di bassa qualit, ma non nocivo per la salute in base alle analisi effettuate dai consulenti tecnici della procura fiorentina, veniva adulterato con laggiunta di alcol per aumentarne la gradazione. Poi veniva imbottigliato e contraffatto, facendolo apparire un prodotto di alta qualit attraverso lapposizione sulle bottiglie di false etichette di vini pregiati. Usate anche false fascette con il sigillo di Stato che certificavano le denominazioni Doc e Docg. Una volta confezionato, il vino veniva stoccato in depositi di ditte del Lazio e Emilia-Romagna, riconducibili agli indagati, e poi venduto in Italia e, soprattutto, allestero, dove sarebbero state spedite decine di migliaia di bottiglie. In un caso, stato accertato linvio verso il Costa Rica di una partita di 18.000 bottiglie. Le indagini sono scattate un anno e mezzo fa dopo il sequestro di due bottiglie di vino contraffatto, effettuato su segnalazione di un ristoratore in un negozio nella zona dellOsmannoro a Firenze. Lo scorso febbraio i carabinieri hanno sequestrato lazienda agricola dellEmpolese. Nella ditta, in fase di concordato preventivo, sono stati sequestrati circa 9.000 litri di vino rosso pronto per essere imbottigliato, un centinaio di bottiglie gi confezionate, centinaia di etichette e fascette di vino falsificate di vari marchi e migliaia di capsule, oltre a 3 litri di alcol usato per ladulterazione. Secondo quanto scritto dal gip nelle carte, lorganizzazione criminale aveva realizzato unattivit di contraffazione di proporzioni devastanti per quantit di vini prodotti e inviati allestero. Per finanziare la loro attivit gli arrestati, tutti gi noti alle forze dellordine, avrebbero anche dato vita a un sistema di truffe attraverso lacquisizione di societ in crisi. Pronta la reazione dei diretti interessati, o meglio delle vittime della truffa, i Consorzi delle tre denominazioni finite nel mirino, quella del Chianti, quella del Brunello di Montalcino e quella del Sassicaia. Lagroalimentare italiano, compreso il vino, costantemente sotto attacco, si trovano prodotti contraffatti, pi o meno palesemente, ovunque. Noi, come Consorzio del Brunello - commenta a www.winenews.it il presidente della denominazione di Montalcino, Patrizio Cencioni- per difenderci, garantiamo la tracciabilit delle nostre fascette, ed il fatto che ci siano operazioni come questa dimostrano la qualit e la bont dei controlli. Certo, anche il mercato del vino ha le sue periferie, e l a volte difficile arrivare, spesso e volentieri sono gli amanti del Brunello in giro per il mondo a denunciare prodotti falsi e tarocchi improbabili, compreso un Brunello prodotto in Messico - aggiunge Cencioni - Stiamo parlando di un marchio che tira, e che inevitabilmente finisce nel mirino della criminalit e della contraffazione. Speriamo adesso che la giustizia faccia il suo corso. Non una cosa nuova per noi - commenta a www.winenews.it Carlo Paoli, direttore generale di Tenuta San Guido, dove nasce il Sassicaia - purtroppo, ormai, siamo come Louis Vuitton e Rolex. Certo non piacevole finire sempre nel mirino della contraffazione, ma lo scotto da pagare un po per tutti i marchi di valore, nella moda come nel vino. Negli anni, comunque, abbiamo messo a punto qualsiasi tipo di strumento per difenderci, dallincisione in bottiglia, diventata ancora pi riconoscibile su tutte le bottiglie di Sassicaia e Guidalberto, con lo stesso font delletichetta, allologramma in retroetichetta, da cui si pu risalire alla storia di ogni singola bottiglia, dove, da sei anni, abbiamo anche inserito un codice alfanumerico, che si vede ad occhio nudo ed offre al consumatore la possibilit di verificare loriginalit della bottiglia e risalire al lotto ed al responsabile della sua produzione, aggiunge Paoli. Non sono misure superabili da un contraffattore - conclude Paoli - ma c sempre chi ci prova: Carabinieri e Guardia di Finanza, negli ultimi due anni, hanno individuato 12 casi di contraffazione che ci riguardavano, che hanno prodotto 8 condanne. Vogliamo ringraziare il Nas e la Direzione distrettuale Antimafia di Firenze - dice il presidente del Consorzio del Chianti, Giovanni Busi - per aver impedito lennesimo tentativo di danneggiare il nostro mercato falsificando e alterando i nostri prodotti. Un plauso in particolare anche al ristoratore che ha fatto la segnalazione da cui stato possibile avviare le indagini. Un segnale importante che indica come la ristorazione abbia tutto linteresse nel proporre vini veri e buoni che rendono il nostro territorio un luogo di eccellenza che tutti abbiamo il dovere di tutelare. Come dobbiamo tutelare le migliaia di aziende che su questo territorio ogni giorno operano onestamente nel rispetto delle norme producendo con sacrificio un prodotto che viene esportato e apprezzato in tutto il mondo.


21 Dicembre 2016, ore 18:13

ANSA

Vino adulterato: produttori, sotto attacco ma ci difendiamo... Ologrammi e bottiglie incise,difficile tutelarsi in aree lontane ... Vino italiano sotto attacco e i produttori delle grandi griffe del vino, vittime del giro di prodotti di bassa qualit adulterano con laggiunta di alcol scoperto dal Nas, reagiscono e si difendono: per loro, dicono a www.winenews.it, non purtroppo una novit e spiegano i sistemi usati per tutelare le loro etichette. Come Consorzio del Brunello - commenta il presidente della denominazione di Montalcino, Patrizio Cencioni - per difenderci, garantiamo la tracciabilit delle nostre fascette, ed il fatto che ci siano operazioni come questa dimostrano la qualit e la bont dei controlli. Certo, anche il mercato del vino ha le sue periferie, e l a volte difficile arrivare, aggiunge citando il caso della scoperta di un Brunello prodotto in Messico. Non una cosa nuova per noi - dice Carlo Paoli, direttore generale di Tenuta San Guido, dove nasce il Sassicaia - purtroppo, ormai, siamo come Louis Vuitton e Rolex. Certo non piacevole finire sempre nel mirino della contraffazione, ma lo scotto da pagare un po per tutti i marchi di valore, nella moda come nel vino. Negli anni, comunque, abbiamo messo a punto qualsiasi tipo di strumento per difenderci, dallincisione in bottiglia allologramma in retroetichetta, da cui si pu risalire alla storia di ogni singola bottiglia. Carabinieri e Gdf - aggiunge - negli ultimi due anni, hanno individuato 12 casi di contraffazione che ci riguardavano, che hanno prodotto 8 condanne. Grazie al Nas e alla Direzione distrettuale antimafia di Firenze - dice il presidente del Consorzio del Chianti, Giovanni Busi - per aver impedito lennesimo tentativo di danneggiare il nostro mercato falsificando e alterando i nostri prodotti. Un plauso in particolare anche al ristoratore che ha fatto la segnalazione da cui stato possibile avviare le indagini. Un segnale importante che indica come la ristorazione abbia tutto linteresse nel proporre vini veri e buoni che rendono il nostro territorio un luogo di eccellenza che tutti abbiamo il dovere di tutelare.


20 Dicembre 2016, ore 18:15

IL SOLE 24 ORE

Ai francesi di Epi il controllo di Biondi Santi con i vigneti Londa francese arriva fino in Toscana e mette il cappello sul Brunello. Il gruppo transalpino Epi ha acquistato una solida maggioranza nella cantina Biondi Santi, riconoscendole un valore stratosferico: 107 milioni, 40 volte lEbitda. Nel deal sono compresi anche i 152 ettari di vigneti di Montalcino e tutto il business. Jacopo Biondi Santi sar il presidente della nuova realt (con il figlio Tancredi in azienda) e avr alcune deleghe mentre la societ sar tripartita in ununit produttiva, commerciale e una holding. Lamministratore delegato sar indicato dal nuovo azionista di maggioranza, quando, in febbraio, verr formalizzata la cessione di Tenuta Greppo. Il multiplo pagato dalla famiglia Descours da azienda del super-lusso, anche se dallasta ne sono rimasti esclusi i simboli, Lvmh e Prada, per aver presentato offerte pi basse. A Montalcino si riconosce che i francesi hanno acquistato una grande cantina, ma anche la storia centenaria di un produttore italiano deccellenza. Un prezzo cos elevato alto si pu giustificare solo con lacquisto dei vigneti e con le stime di crescita che i vini Biondi Santi potranno avere grazie al network internazionale di Epi. Il comunicato emesso congiuntamente dalle due aziende (e anticipato dal sito specializzato www.winenews.it di Alessandro Regoli) parla di una partnership di strategie e capitali con Biondi Santi, una delle pi prestigiose cantine italiane. Siamo molto contenti di questa partnership - commenta Christopher Descours, presidente del gruppo Epi - continueremo a sviluppare i vini prodotti da Biondi Santi facendo leva sullesperienza e la capacit di Jacopo Biondi Santi che continuer ad essere il presidente. Mentre limprenditore toscano ha sottolineato che questa alleanza con la famiglia Descours loccasione di inserire la nostra attivit in un gruppo che condivide i nostri valori. Epi ci garantir il necessario supporto per sviluppare il business e rafforzare a livello internazionale il valore dei nostri vini e del Brunello. La Cantina Biondi Santi unicona del made in Italy per aver lanciato il Brunello di Montalcino, la prima bottiglia nel 1888, e per la qualit del prodotto raggiunta nel corso dei decenni. Brunello di Montalcino Riserva 1955 lunico italiano inserito dalla rivista Usa Wine Spectator tra i 12 migliori vini del Novecento. Lazienda conta su 47 ettari di viti del Greppo e 105 dei Pieri. La produzione di 80mila bottiglie, di cui 10mila bottiglie di Riserva (solo nelle vendemmie eccezionali). La famiglia Descours proprietaria di marchi di alta gamma del mondo del vino, come gli champagne Piper-Heidsieck, Charles Heidsieck e Chateau La Verriere a Bordeaux. Resta da capire quali quote della famiglia Biondi Santi verranno cedute e il perimetro dei vigneti e dei beni immobiliari: il 100% della Societ agricola Greppo a responsabilit limitata faceva capo, in varie quote, alla madre Maria Floria e ai figli Alessandra (consigliere delegato) e Jacopo. Eccetto un pacchetto del 21,97% pignorato da Banca Monte dei Paschi di Siena in seguito a un mutuo di 7,5 milioni acceso dallAzienda agricola Montep, controllata interamente da Jacopo Biondi Santi Fibs e in pegno a Mps e Mps capital services (vedi Il Sole 24 Ore del 9 aprile 2016). Nel bilancio 2015 la cantina (produttrice dello Schidione e del Sassoalloro) evidenzia un valore della produzione di 4,5 milioni, un perdita operativa di 153.000 euro e una perdita netta di 900.000 euro. I debiti ammontano a circa 18 milioni, a fronte di un patrimonio netto di quasi 32 milioni e immobilizzazioni materiali per 40 milioni. Con le risorse che Jacopo Biondi Santi trarr dalla cessione della Tenuta Greppo potr facilmente soddisfare le richieste della banca senese, anche se saranno disponibili solo nel prossimo febbraio. Il Consorzio del Brunello di Montalcino in un comunicato evidenzia limportanza del merger italo-francese per il Brunello di Montalcino. La priorit per il territorio - recita la nota - che sia garantita la continuit attraverso un piano imprenditoriale capace di garantire la qualit e leccellenza del brand coerentemente con la storia del Brunello, le tradizioni del prodotto e del territorio. Insomma, sembra di capire, che il Consorzio voglia ricevere assicurazioni che il cambio del bastone di comando non muti la strategia della qualit dellazienda.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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Non solo vino
I capolavori dell'agroalimentare d'Italia