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07 Ottobre 2016, ore 10:17

Affari Italiani

Brunello Montalcino, i Paperoni argentini investono ancora in Toscana. Rumors... Secondo le indiscrezioni, cresce ancora in Italia la galassia enologica dellimprenditore argentino Alejandro Bulgheroni ... Dopo aver conquistato ormai tre Continenti, cresce ancora in Italia la galassia enologica dellimprenditore argentino Alejandro Bulgheroni, tra gli uomini pi facoltosi al mondo. un Bulgheroni no limits, quello che, stando a rumors WineNews, per la terza volta in meno di quattro anni mette piede nel territorio del Brunello, con lacquisto di Tenuta Vitanza a Montalcino, 53 ettari di terreno, dei quali 26 sono coltivati a vigneto (di cui 15 ettari a Brunello dislocati in diverse aree del territorio, e dei restanti 6 a Igt, 3 a Chianti e 2 a Rosso di Montalcino) per una cifra stimabile sui 12/15 milioni di euro. Unazienda gi molto tecnologica e vocata allagricoltura sostenibile, per volont di Rosalba Vitanza e Guido Andreatta, proprietari dal 1995 della Tenuta Vitanza, la cui produzione tocca oggi 200.000 bottiglie, di cui 150.000 di Brunello di Montalcino. Una passione, ed un interesse, da parte del businessman Bulgheroni, per il vino italiano, di cui il 2016 scrive un nuovo capitolo e fa crescere ancora la propriet di cantine e vigneti, per oltre 150 ettari vitati tra i pi pregiati e quotati dItalia, a Montalcino, Bolgheri e nel Chianti Classico. Gi proprietario della splendita Tenuta di Dievole nel Chianti Classico (80 ettari), dove sbocciata la passione per lItalia ma grazie allolio, era il 2012 quando per la prima volta il petroliere argentino Alejandro Bulgheroni sbarc nel territorio del Brunello, con lacquisizione di Poggio Landi, tra le realt pi storiche di Montalcino (25 ettari a vigneto); quindi, nel 2013, sempre a Montalcino, la compravendita di Podere Brizio (9 ettari vitati, di cui 7 a Brunello); e nel 2015, larrivo anche a Bolgheri, con lacquisto di 30 ettari di vigneto, gettando le radici per costruire un grande progetto vinicolo. Ci sono, poi, gli investimenti effettuati negli altri due Continenti, dove si estendono le propriet di uno degli uomini pi ricchi dArgentina, secondo la rivista Forbes: Vistalba, Tomero e Argento in Argentina; Bodega Garzn in Uruguay (acquistata sempre nel 2016 per 85 milioni di dollari); Chteau Suau a Bordeaux in Francia; Renwood Winery in California; e, da ultima, ancora nel 2016, Greenock Farm in Barossa Valley che ha segnato lo sbarco anche in Australia, con un investimento da 2 milioni di dollari australiani, e portandovi il know how dellenologo italiano Alberto Antonini, tra i winemaker di maggior successo nel mondo.


06 Ottobre 2016, ore 17:25

ANSA

Vino: Alejandro Bulgheroni tentato da tenuta Montalcino ... Uomo daffari argentino gi presente a Bolgheri e nel Chianti... Sembra destinata a cresce ancora in Italia la galassia enologica dellimprenditore argentino Alejandro Bulgheroni, tra gli uomini pi facoltosi al mondo. Secondo i rumors raccolti da WineNews, per la terza volta in meno di quattro anni, Bulgheroni mette piede nel territorio del Brunello, con lacquisto di Tenuta Vitanza a Montalcino: 53 ettari di terreno, dei quali 26 sono coltivati a vigneto (di cui 15 ettari a Brunello dislocati in diverse aree del territorio, e dei restanti 6 a Igt, 3 a Chianti e 2 a Rosso di Montalcino) per una cifra stimata tra i 12 ed i 15 milioni di euro. Unazienda vocata allagricoltura sostenibile, di propriet dal 1995 di Rosalba Vitanza e Guido Andreatta, e la cui produzione tocca oggi 200.000 bottiglie, di cui 150.000 di Brunello di Montalcino. Una passione, ed un interesse, da parte del businessman Bulgheroni, per il vino italiano, di cui il 2016 scrive un nuovo capitolo e fa crescere ancora la propriet di cantine e vigneti, per oltre 150 ettari vitati tra i pi pregiati e quotati dItalia, a Montalcino, Bolgheri e nel Chianti Classico.


30 Settembre 2016, ore 17:46

ANSA

Brunello, Barolo e Amarone svettano in prezzo a ettolitro ... In borsino di WineNews bene anche Bolgheri,i bianchi altoatesini... Questione di annata, e quindi di qualit, ma anche di quantit, senza dimenticare le difficolt oggettive di una rilevazione assoluta ed oggettiva: sono in tanti a dare le quotazioni delle grandi Doc del vino, sia le Camere di Commercio che i Consorzi, ma anche lIsmea e, soprattutto, il mercato, fonte imprescindibile per il borsino sul valore dei vini a denominazione di WineNews. Cos, le ultime rilevazioni Ismea, aggiornate a fine luglio, davano la triade Brunello - Barolo - Amarone come i vini con il prezzo ad ettolitro pi alto, con quotazioni, rispettivamente di 885 euro, di 820 euro e di 800 euro ad ettolitro (secondo Consorzio della Valpolicella). Se prendiamo, invece, i numeri offerti sul campo, cio quelli dei mediatori e/o delle grandi cantine industriali, questi numeri passano a 1.250 euro ad ettolitro per il Brunello, a 950 per il Barolo ed a 800 per lAmarone della Valpolicella. Ed ancora, secondo i dati Ismea, il Barbaresco, fuori dal podio dei rossi pi preziosi, dato a 480 euro ad ettolitro, mentre le quotazioni dei mercati lo danno in una forbice tra i 500 e i 550 euro. Secondo i dati del Consorzio del Nobile di Montepulciano, il vino poliziano sta tra i 360 e i 380 euro, mentre tra i mediatori assume una posizione pi rilevante il rosso prodotto a Bolgheri, che quotato tra i 450 ed i 500 euro, con il Chianti Classico che, invece, si attesta su valutazioni che vanno dai 200 ai 230 euro. Un discorso a parte merita il Rosso di Montalcino: un vino che non compare mai nelle rilevazioni ufficiali, ma che viene trattato dagli operatori a cifre che stanno tra i 300 ed i 400 euro ad ettolitro; valori che lo collocano a ridosso di rossi preziosi come quelli prodotti a Bolgheri o a Barbaresco. Sul fronte dei bianchi (ancora rilevazioni Ismea, ma di inizio anno) mostrano i pregiati vini altoatesini, invece, dal Traminer aromatico a 444 euro ad ettolitro, al Pinot Grigio a 270 euro, dal Pinot Bianco a 268 euro allo Chardonnay a 262 euro fino al Pinot Bianco a 257, alle prime cinque posizioni della top 10 dei bianchi. In questo caso, le discrepanze di prezzo, rispetto a quelli indicati dagli operatori, sono minori: per un ettolitro di Traminer si parte da 400 per arrivare a 500 euro, come per il Sauvignon, e per un ettolitro di Chardonnay, di Pinot Bianco o di Pinot Grigio non si scende al di sotto dei 300-350 euro. Sembrerebbero, invece, pi in linea le quotazioni delle bollicine del momento e cio del Prosecco: secondo le ultime rilevazioni Ismea, il Prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene Docg sta a 270 euro ad ettolitro, come risulta anche agli operatori di settori, e il Prosecco Doc sui 225 euro ad ettolitro, rilevazione abbastanza vicina al range di 230-240 euro ad ettolitro rilevata dagli operatori.


23 Settembre 2016, ore 17:59

ANSA

Vino: pure carcere Taranto apre a produzione dietro sbarre. WineNews, 10 detenuti potranno diventare viticultori ... Il mestiere del viticoltore, che da tempo ha fatto il suo ingresso dietro le sbarre, grazie alla sensibilit di alcune carceri italiani, di aprirsi ad iniziative che ruotano attorno alla produzione di vini densi di significato, racconta il sito WineNews. il caso dellIstituto di Pena dellisola di Gorgona, nellarcipelago toscano, dove, grazie al progetto che coinvolge Marchesi de Frescobaldi, nasce il Gorgona, da uve Vermentino e Ansonica, le stesse pronte ad esser coltivate anche nella vicina Pianosa, ma, in un progetto ancora pi ambizioso, su pi ettari. Ma il caso anche, per citare alcune case history pionieristiche e di lunga data, del Carcere di Velletri, dove i detenuti coltivano la vigna e seguono la cantina che sono dentro lIstituto, e da cui escono vini come il Recluso, che un Cabernet, e il Sette Mandate, che invece un Sangiovese in Purezza. E ora, la vite ha fatto il suo ingresso anche Casa Circondariale Carmelo Magli di Taranto, dove, per i prossimi tre anni, insegnare un nuovo mestiere, quello del viticultore, per garantire un futuro migliore, la possibilit offerta a 10 detenuti, in un progetto con le Cantine San Marzano. Un nuovo progetto che dimostra l impegno della nostra cooperativa in campo sociale e il legame profondo con il proprio territorio e i pugliesi, anche quelli pi sfortunati, per cui la cantina sente una responsabilit personale, spiega Francesco Cavallo, presidente di Cantine San Marzano, che hanno siglato laccordo siglato con il direttore del carcere di Taranto, Stefania Baldassari, e il presidente del Centro di ricerca, sperimentazione e formazione in Agricoltura Basile Caramia di Locorotondo, Antonio Palmisano. Nel carcere di Taranto la coltivazione per la produzione di uva da vino interesser i terreni agricoli adiacenti alle mura della struttura circondariale, attualmente non produttivi. Tale attivit avverr con lutilizzo di pratiche agricole tradizionali e con un limitato ricorso alla meccanizzazione, grazie a un percorso formativo sulle attivit vinicole per il successivo, e qualificato, inserimento lavorativo dei detenuti in un territorio a forte vocazione enologica. Le bottiglie cos prodotte creeranno unetichetta originale e saranno commercializzate da San Marzano. Un progetto inserito allinterno di un pi ampio programma di attivit che comprende anche una scuola di sartoria, un catering di cibi precotti e la coltivazione di un orto, finalizzato ad incrementare il tasso di rieducazione dei detenuti attraverso il lavoro penitenziario.


12 Settembre 2016, ore 14:35

Repubblica.it Economia & Finanza

Vino, ecco i nuovi bevitori ... Invecchiamento della popolazione e calo dei consumi tracciano un nuovo identikit per i bevitori: iniziano quando hanno in media 19 anni e mezzo, 6 su 10 ogni giorno, accompagnandolo al cibo (58%) e prediligendo tra i luoghi di consumo casa propria... Il mondo del vino cambia volto, perch la popolazione invecchia, cambiano le occasioni e i luoghi di consumo, complice la crisi le motivazioni economiche frenano i consumi, si stanno radicalizzando nuovi atteggiamenti alimentari come il salutismo e la competizione crescente con gli altri alcolici. Risultato: il vino da alimento diventato bene voluttuario e, di conseguenza, i consumi calano. WineNews, agenzia quotidiana di comunicazione sul mondo del wine & food, ha fatto un sondaggio tra oltre un migliaio di estimatori di questa bevanda, che parte della cultura italiana, e tracciato lidentik dei consumatori di vino in Italia. Bevono vino da quando hanno in media 19 anni e mezzo, 6 su 10 ogni giorno, accompagnandolo al cibo (58%) e prediligendo tra i luoghi di consumo casa propria (il 79%, ma il 65% ama farlo quando a pranzo o a cena fuori casa, e il 50% in occasione di eventi e degustazioni del mondo del vino). Nonostante il calo del consumo degli ultimi decenni, giunto a 35 litri a testa allanno, il vino continua ad essere bevuto da un italiano su due. Per il 94% degli appassionati una bevanda che fa parte della cultura italiana e della tradizione, solo il 5% lo considera uno status symbol e sono ancora meno quelli per i quali rappresenta solo una semplice bevanda alcolica (1%). Il 63% beve vino ogni giorno e lo fa da unet media pi alta rispetto al passato (19 anni e mezzo), considerando anche che livello di istruzione, matrimonio e nascita dei figli, per esempio, coincidono con un consumo pi consapevole (per il 74%). La stagionalit continua ad influenzare il consumo di vino - a partire dalla tipologia consumata (84%), dal luogo in cui lo si fa (9%) e dalla cerchia di persone con cui lo si fa (7%) - ma in percentuale minore rispetto al passato (per il 42% il vino ormai una bevanda destagionalizzata). 8 appassionati su 10 non bevono solo vini prodotti nella regione in cui vivono, ma assaggiano anche vini provenienti da altri territori (79%), preferendoli a quelli che provengono dallestero (51%). La tradizione resiste soprattutto a tavola, visto che pi della met dichiara di consumare vino accompagnandolo con il cibo (58%). Le mura domestiche restano, per il 79%, il luogo prediletto dove bere vino, seguite da pranzi e cene consumati fuori casa (65%). Assaggiare invece pi vini diversi quando si partecipa a evento o a una degustazione piace molto (50%), mentre i luoghi tradizionalmente legati al suo consumo, come le enoteche ed i wine bar, sono indicati solo allultimo posto (15%).


01 Settembre 2016, ore 11:39

ANSA

Vino: boom quotazioni per i dop a luglio, +9,6% su 2015... WineNews, in testa i bianchi con +17,7% ... Crescono del 9,6% i prezzi dei vini a Denominazione rispetto allo scorso anno: in testa i bianchi con +17,7%, seguiti a distanza dai rossi con +2,7%. A fare il punto della situazione sui prezzi delle pi importanti etichette italiane WineNews sui dati Ismea aggiornati a fine di luglio. Bene anche i vini comuni che segnano +1,6% sul 2015, mentre calano dell8,15 i vini Igt. Sul fronte dei rossi a denominazione, in ogni caso, al vertice c sempre la triade Brunello di Montalcino-Barolo-Amarone, con il grande rosso toscano che viaggia sugli 885 euro a quintale (+1,7% sullo stesso mese 2015), il pi celebre dei vini piemontesi a 820 euro (+10%) e il principe dei vini veronesi che oscilla tra gli 800 ed i 900 euro al quintale. Seguono a distanza, il Barbaresco, a 480 euro a quintale (+35,2% sul 2015), il Nebbiolo dAlba, a 285 euro (con un altrettanto robusto 35,7%) e il Chianti Classico, quotato 275 euro a quintale (+8,9%)). Sul versante dei bianchi, dove mancano le quotazioni dei vini altoatesini che, abitualmente, dominano il borsino, al momento svettano il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene a 270 euro a quintale, in rialzo del 20% sul dato di luglio 2015; a seguire Gavi e Cortese di Gavi, entrambi a 250 euro a quintale e a +8,7% e poi il Trento Pinot Nero a 235 euro, stabile. Con 225 euro a quintale c poi il Prosecco Doc, il Roero Arneis a 170 euro (+13,3%) e lAsti Moscato a 160, stabile sul 2015. Tra i primi 10 posti anche due vini del Meridione, il Cir a 138 euro al quintale, anchesso stabile, e il Marsala, a 134 euro (+16,5).


31 Agosto 2016, ore 14:00

TGR TOSCANA

In studio ospite il direttore di WineNews a parlare degli investimenti nella toscana del vino, quotazioni dei vigneti e un flash sullo stato di salute delle uve delle maggiori denominazioni in attesa della vendemmia 2016
http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-0f7d1998-654b-4a4d-8455-2d2a1121bfb2-archivio.html#


31 Agosto 2016, ore 11:25

ANSA

Vino: quello di alta gamma investimento top, in 10 anni +48%... WineNews, secondo Lloyds renderanno pi di auto epoca ... Il vino di alta gamma sar linvestimento alternativo pi redditizio dei prossimi 10 anni, con un ritorno stimato del +48%. A dirlo uno studio della Lloyds Private Banking, divisione di uno dei pi celebri gruppi bancari del Regno Unito, come fa sapere WineNews, secondo il quale le grandi bottiglie, nella prossima decade, renderanno ancora di pi delle auto depoca, segmento di investimento che ha dato i risultati migliori, con un ritorno addirittura del 500%. Prodotti che hanno superato i whisky pi rari, le cui quotazioni sono aumentate del 350%, ma anche francobolli (+295%) e monete (+270%). Di certo questi investimenti non sono proprio alla portata di tutti perch, secondo lo studio, chi investe in questi cosiddetti hobby investments, e lo fa un investitore su sei, punta in fine wine in media 20.300 sterline ogni anno, che diventano 27.700 per chi diversifica sul whisky.


29 Agosto 2016, ore 13:23

AFFARI ITALIANI

Lodovico Antinori: modello Bordeaux per la Doc Bolgheri... Un modello alla Bordeaux con Sottozone. La proposta in unintervista a WineNews... Allargare la Doc Bolgheri a Bibbona? A WineNews Lodovico Antinori, inventore dei bolgheresi Masseto ed Ornellaia, e oggi a Tenuta di Biserno: una sola doc farebbe confusione, ma un modello alla Bordeaux, con sottozone come Medoc, Pomerol e cos via... ... A Bolgheri, uno dei territori pi prestigiosi del vino mondiale, si parla se il caso di allargare la Doc ... Bolgheri diventato, in poche decadi, uno dei territori pi prestigiosi del vino mondiale. Unavventura nata a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e linizio degli anni Settanta del Novecento, grazie allo spirito imprenditoriale di produttori come Nicol Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido, Sassicaia), Pier Mario Meletti Cavallari (Grattamacco, oggi del gruppo ColleMassari), Michele Satta (Michele Satta), Piero Antinori (Guado al Tasso) e Lodovico Antinori, inventore dei fenomeni Ornellaia e Masseto, e oggi alla guida, nella vicina Bibbona, della Tenuta di Biserno, una delle realt pi belle del territorio. Che, a WineNews, da eroe dei due mondi vinicoli confinanti, spiega la sua visione attuale sullipotetico allargamento della Doc Bolgheri al territorio di Bibbona, idea di Meletti Cavallari in una intervista al quotidiano toscano Il Tirreno. Sulla quale il presidente del Consorzio Doc Bolgheri (1.150 ettari rivendicati su 1.250 impiantati, 40 aziende ed una rappresentativit del 92%, www.bolgheridoc.com), Federico Zileri, ad oggi dice no: siamo ancora - commenta a WineNews - in una fase giovane della denominazione, che nata nel 1994, e stiamo crescendo e verificando tante cose, e le priorit oggi sono altre. A partire da una zonazione puntuale del territorio. Ad oggi dico che in nessuno dei produttori aderenti al Consorzio Doc Bolgheri c la volont di discutere di un ipotetico allargamento della denominazione.
Eppure, nel territorio se ne parla - spiega a WineNews Lodovico Antinori - anche se siamo ancora in una fase embrionale e le cose non sono chiare. Io credo che fare una Doc Bolgheri unica, che comprenda anche tutti i territori vicini, possa fare confusione, tenendo anche conto che a Bibbona c gi la denominazione Terratico di Bibbona, per esempio. Detto questo, pensando anche allindotto enoturistico per il territorio, non sarebbe forse una sciocchezza ragionare su un modello alla Bordeaux, dove di fatto c un solo nome di grande richiamo internazionale, che in questo caso sarebbe Bolgheri, ma poi ci sono delle sottozone o sottodenominazioni ben distinte, per intenderci, come nel Bordolese sono Saint-milion, Pomerol, Medc e cos via. E con questo discorso potrebbe essere coinvolta anche Suvereto, dove ci sono cantine importanti. Perch di fatto a legare queste tre zone dellalta Maremma diverse tra loro, c, fondamentalmente, uno stile vinicolo comune, basato sui vitigni da taglio bordolese, che le differenzia molto da resto della Toscana, dove sostanzialmente domina il Sangiovese. Di certo una operazione da calibrare bene e su cui riflettere molto, ma ci si pu ragionare. Parola di chi stato tra i padri fondatori del vino a Bolgheri, ed ha poi investito in terra di Bibbona.
Oggi, ribadisco, dobbiamo consolidare e crescere. Poi il futuro imprevedibile - commenta ancora Zileri - e semmai un giorno si dovesse pensare di intraprendere una strada diversa da quella attuale per la Doc Bolgheri, un ragionamento come quello di Antinori sarebbe sicuramente da tenere in considerazione, una riflessione la sua quanto meno saggia. Daltra parte, personalmente, ma come molti, ritengo che quello che dicono personaggi come Lodovico Antinori o Pier Mario Meletti Cavallari, a cui tutto il territorio di Bolgheri deve tantissimo, sempre uno spunto di riflessione importante da tenere ben presente.


26 Agosto 2016, ore 11:25

CORRIERE DELLA SERA

Il nuovo atlante dei vigneti ... Il vino diventato globale. Le viti crescono ovunque. Per effetto dei mutamenti del cli- ma. Ma anche perch da qualche decennio L. sono state selezionate piante che resistono al freddo e alle malattie delle zone pi piovose. Limperatore del vino globale stato Marco Aurelio Probo che affid ai legionari che lo elessero piante di vite da esportare nelle terre conquistate. Era il 280 dopo Cristo. Lesercito port i filari dai Galli, dagli Ispanici, dai Britanni, assieme a dighe, ponti, acquedotti, strade. La vite diventa il simbolo della stabilit romana, della volont imperiale di durare in eterno, come scrive Giovanni Negri in Roma caput vini (Mondadori). Il vitigno designato per la globalizzazione si chiama Unno: le analisi del dna condotte dal professor Affilio Scienza hanno dimostrato che almeno 78 vitigni europei sono i pronipoti di quella pianta che nel Medio Evo premetteva di produrre i tre quarti del vino europeo. Da Marco Aurelio Probo in poi 11 vino ha continuato il suo viaggio attraversando epoche, regimi, nazioni. E quella liana senza freni che la vite ha coperto ogni spazio possibile. WineNews, lagenzia di Montalcino specializzata in notizie del settore, ha provato a comporre un mappamondo dei vigneti in luoghi inconsueti. Se ne potrebbe ricavare un Dizionario dei luoghi fantastici, come fecero Alberto Manguel e Gianni Guadalupi, un atlante dei filari utopici e reali, di ogni epoca. Da quelli di Pompei fatti rinascere da Mastroberardino a quelli di mercanti e monaci di Venezia che unassociazione e i vignaioli Gianiuca e Matteo Bisol hanno riportato in vita. I tralci si arrampicano nelle citt: a Montmartre a Parigi, a Bel Air sulloceano vicino a Los Angeles, su un tetto di Brooklyn a New York. Oppure a latitudini estreme: a sud dellEquatore, in Brasile, dove lazienda Rio Sol fa due vendemmie lanno, o in Norvegia, con letichetta Lerkeksa. In alto, con la Cave du Mont Blanc, Vai dAosta, a quota 2.173 metri. O nel deserto di Luxor, dove opera Sahara Vineyard. Sulla stessa terra conquistata dagli avi dei legionari della vite.
Luciano Ferraro


22 Agosto 2016, ore 13:46

ADN KRONOS - LABITALIA

Vino: dalle spiagge di Tahiti al cimitero in California, i vigneti pi strani... Viaggio intorno al mondo di Winenews.it ... Dalle spiagge tropicali di Tahiti al cimitero californiano, passano dagli scavi di Pompei e da una centrale nucleare finlandese. Sono alcuni dei luoghi pi insoliti dove si coltiva la vite, secondo il monitoraggio effettuato da Winenews.it. La vite per eccellenza una pianta tanto antica quanto adattabile, e il viaggio intorno al mondo compiuto da Winenews.it lo conferma. Partendo dallItalia, le viti danno bellezza e valore anche a siti archeologici e culturali importanti. A Pompei dal 1994, su unarea degli scavi fra i pi famosi al mondo, grazie allUniversit di Napolie allazienda campana Mastroberardino, rivivono vigne e uve. Ma ci sono vigneti anche a Venezia:a partire dallisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia. Lo stesso vale per il Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche a Roma non manca nulla. Nella Citt Eterna, a Trinit dei Monti, appena sopra Piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente allevato e curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese c il vigneto di Montmartre, circondato da belle case e con gli autobus che vi passano vicini, dove, dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre.Negli Usa, lo sappiamo, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fonte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: i millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Lontano dai panorami urbani, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento: le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. Anche a Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Tra il 30 e il 40 parallelo, si trova Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40 Nord, 09 19 Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. C spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Ovviamente irrigazione e concimazione dobbligo per ottenere qualcosa. Poi c pure una sperimentazione estrema e fantascientifica: il vigneto nucleare. La centrale nucleare finlandese di Olkiluoto ospita un vigneto (meno di un ettaro) che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione (si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, ma ne possiede altri due El Arenal a 2.700 metri e Colom a 2.300 metri), pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco, ma la cantina pi alta dEuropa sarebbe la valdostana Cave du Mont Blanc, a 2.173 metri di quota. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: naturalmente succede negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero. Amen.


22 Agosto 2016, ore 13:39

MeteoWeb

Vino: alla scoperta dei vigneti pi suggestivi e improbabili del mondo... Uno tra i vigneti pi strani si trova negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay ... In tempo di vendemmia il sito di informazione enologica Winenews.it invita ad un viaggio tra i luoghi pi strani dove vengono coltivate le viti sia in Italia che allestero. La prima tappa Pompei, dove dal 1994, su unarea degli scavi, si estendono alcuni vigneti grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Proseguendo in Italia, si scoprono a Venezia, nellisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, dove sono presenti vigne e si produce vino e poi nel Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia si possono trovare vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. E Roma non da meno. A Trinit dei Monti, appena sopra piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese un vigneto stato piantato sulla collina di Montmartre e fin dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: un gruppo di millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Ma fuori dai panorami urbani, in mezzo al mare, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a far crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico.A Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay. possibile produrre un vino di qualit al di fuori della zona tra il 30 e il 40 parallelo? Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40Nord, 09 19Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. Lazienda e i vigneti della cilena Casa Silva, in produzione commerciale, sono quelli pi a meridione, sulle rive del Lago Ranco, 600 miglia a sud di Santiago a 40 gradi di latitudine. Ma c spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Inoltre, e una sperimentazione estrema e fantascientifica consiste nel vigneto nucleare presso la centrale nucleare finlandese di Olkiluoto che ospita un vigneto (meno di un ettaro) e che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione, si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco e detiene il primato della cantina pi alta dEuropa a 2.173 metri di quota, la Cave du Mont Blanc. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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