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Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

21 Agosto 2017, ore 10:34

ADNK

Vino: WineNews, Sassicaia italiano pi ricercato sul mercato secondario e unico non francese nella Liv-Ex most wanted: top 50 most searched for wines in 2017 ... Lafite Rothshild, Mouton Rotshild, Haut Brion, Margaux e Latour: sono sempre i 5 grandi nomi di Bordeaux i vini pi ricercati sul mercato secondario, come testimonia la Liv-ex most wanted: top 50 most searched for wines in 2017, la classifica che ogni estate il Liv-Ex realizza esaminando il numero di ricerche sulle singole pagine dedicate ad ogni vino tra gennaio/luglio 2017, ''un barometro degli interessi dei fine wine merchants, spiega la piattaforma britannica. Una classifica che parla pressoch esclusivamente francese, ad eccezione del Sassicaia, unico vino italiano (e unico non d'Oltralpe) in graduatoria, fa sapere il sito Winenews.it, alla posizione n. 27 della classifica delle ricerche, e n. 10 in quella dei vini pi scambiati sul mercato, guidata, ancora una volta, dalla triade bordolese Lafite Rothshild, Mouton Rotshild, Haut Brion.


18 Agosto 2017, ore 10:06

ADNK

Vino: in Australia volano variet nazionali da Sagrantino a Sangiovese ... Novit nei consumi e nella produzione di vini a causa dei cambiamenti climatici in atto. In questo senso, un esempio di cosa potrebbe accadere, non solo in Italia ma in senso pi globale, arriva dallAustralia, dove, come racconta lultimo report firmato Wine Intelligence che il sito Winenews.it rilancia in Italia, Australia Landscape 2017, i consumi, e di conseguenza i nuovi impianti, si stanno spostando in maniera sempre pi massiccia ed importante dalle variet internazionali, o meglio francesi, come Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon, verso variet mediterranee. In particolare, in tante regioni australiane, consumi e produzione si comportano in maniera sorprendente dal Tempranillo al Sangiovese, passando per il Sagrantino, questa la tendenza pi importante dellEmisfero Sud.Una nuova tendenza che parte dal bicchiere, con i wine lovers australiani sempre pi curiosi ed aperti a vini e sapori nuovi, e che finisce tra i filari, dove crescono a dismisura gli ettari destinati a variet poco pi che sconosciute alla storia enologica dAustralia.


15 Agosto 2017, ore 16:43

IL SOLE 24 ORE

I fondi stranieri investono sui vini italiani ... Terre vocate e nuove scommesse. Toscana, Piemonte ma anche Sardegna e Lombardia. Il settore del vino made in Italy continua a esercitare un grande appeal nei confronti degli investitori sia nazionali che esteri che puntano tanto su territori conclamati, quanto su aree emergenti. Cos dopo che il 2016 stato lanno delle quotazioni in borsa con le due Ipo di Italian Wine Brands e della griffe veneta Masi sbarcate entrambe al mercato Aim, il 2017 si avvia a passare agli archivi come lanno di un rinnovato interesse per i grandi territori del vino italiano. Toscana e Piemonte in primis. In Toscana larea che forse pi di tutte continua ad esercitare un grande fascino in particolare per gli stranieri resta quella di Montalcino (Siena). Un appeal forse scritto nel Dna di questo terroir visto che il successo internazionale del Brunello si deve in buona parte allinvestimento effettuato alla fine degli anni settanta dalla famiglia italoamericana Mariani (che rilev Castello Banfi aprendo al Brunello le porte del mercato Usa). Loperazione pi rilevante degli ultimi mesi riguarda senzaltro lacquisto di Poggio Antico (32,5 ettari di vigneto di cui 28 a Brunello) da parte della fondo belga Atlas Invest (attivo in particolare nei settori dellenergia e dellimmobiliare). Atlas Invest fondato nel 2007 da Marcel Van Poecke ha infatti rilevato nelle scorse settimane Poggio Antico dalla famiglia Gloder che la deteneva dal 1984. Si cos confermata la regola non scritta che vede ogni anno almeno un grande investimento a Montalcino e che nel 2016 aveva registrato il passaggio della storica griffe Biondi Santi (la cantina dove alla fine dell800 fu inventato il Brunello) sotto il controllo del gruppo Epi che fa capito ai francesi Descours (verrebbe da chiedersi se la Francia a parti invertite avrebbe provveduto a nazionalizzare Montalcino). Si tratta di investimenti - spiega il responsabile del sito specializzato WineNews, Alessandro Regoli - che ha portato talmente in alto le quotazioni dei vigneti che ormai le aziende del territorio sono contese pi da fondi di investimento con interessi estesi e differenziati che da cantine i cui progetti imprenditoriali sono legati esclusivamente al vino. Dove invece gli investimenti si fanno guardando esclusivamente alla produzione vitivinicola il Piemonte, regione da sempre con grande appeal enoico che sta per registrando una rinnovata verve in aree diverse da quelle pi celebrate. Al di l infatti di Barolo e Barbaresco la zona che sta registrando pi di un movimento negli ultimi mesi quella della Doc Nizza Monferrato. infatti di qualche settimana fa lacquisto da parte della Poderi Gianni Gagliardo (cui fa capo la cantina La Morra con 25 ettari a Nebbiolo suddivisi tra le Langhe e larea del Grignolino) dellazienda Tenuta Garetto ad Agliano (Asti). Un investimento che conferma un trend quello di diversi produttori delle Langhe che guardano con sempre maggiore interesse al Monferrato, alla Barbera e alla Doc Nizza viste le scommesse effettuate in anni recenti in queste stesse zone anche da nomi come Marchesi di Barolo, Farinetti, Prunotto, Vietti e Damilano. E tra le operazioni andate in scena nel Monferrato in particolare negli ultimi mesi va ricordata anche la fusione della cantina Dacapo di Agliano Terme con la Ca ed Balos di Castiglione Tinella nellarea del Moscato dAsti. Mentre non molto distante, sulla sponda lombarda del lago di Garda appena qualche settimana fa si assistito allo sbarco del Gruppo vinicolo Santa Margherita che ha rilevato la cantina C Maiol (140 ettari di vigneti 80 dei quali di proprit), vera e propria bandiera della Doc Lugana, una delle denominazioni che negli ultimi mesi ha messo a segno le migliori performance in termini di redditivit. In questa nuova ondata di acquisizioni - spiega il presidente di Federvini, Sandro Boscaini - ci vedo un importante salto di qualit. Se penso alloperazione di Santa Margherita nel Lugana, alle acquisizioni in Sardegna (si veda altro articolo in pagina), oppure in anni recenti allo sbarco di importanti brand nellarea del Prosecco vedo iniziative prese sulla base di una strategia precisa, che punta a crescere e a fare massa critica diversificando e completando al tempo stesso la propria gamma di prodotti. Se poi, a compiere queste operazioni, sono aziende medio-grandi ancora pi importante. Perch ne vengono fuori dei player con una dimensione vicina a quella necessaria per affrontare in maniera efficace i mercati internazionali. Proprio ci che finora, al vino made in Italy, un po mancato.


10 Agosto 2017, ore 18:16

ANSA

Vino: torna a crescere lexport italiano in Usa ... Belpaese resta leader, ma tallonato da Australia... LItalia del vino torna a crescere in Usa: positivo il primo semestre per le esportazioni del Belpaese che resta leader assoluto tra i paesi stranieri. Le buone notizie da Oltreoceano arrivano dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt e esportazioni dallItalia verso gli Stati Uniti nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo 2016 fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A fornire i dati, riportati da WineNews, lItalian Wine&Food Institute (Iwfi). Una crescita, secondo lanalisi Iwfi, modesta, quella italiana, soprattutto se paragonata a quella complessiva delle importazioni Usa (+10,9% in volume, a 4,9 milioni di ettolitri, e +6,1% in valore, a 2,1 miliardi di dollari), ma che segna quanto meno una importante inversione di tendenza. LItalia si conferma leader tra i Paesi stranieri negli Stati Uniti, con una quota di mercato del 26,1% in quantit e del 31,7% in valore, sebbene entrambi i parametri, per effetto della crescita dei competitor, siano entrambi in leggero calo sul 2016. Le importazioni dallAustralia, secondo Paese fornitore del mercato Usa, sono risultate pari a 982.230 ettolitri, per un valore di 181,8 milioni di dollari, con un aumento del 45,5% in quantit e del 3,9% in valore. Continuano a crescere pi della media, infine, le esportazioni di spumanti italiani negli States, a quota 321.370 ettolitri (+13,9%) per 164,4 milioni di dollari (+9,6%), con il Belpaese che detiene la quota di mercato del 58,9% in quantit e del 35% in valore.


10 Agosto 2017, ore 15:03

NOTIZIE FLASH ADNK KRONOS

Buone notizie dagli Usa per lexport del vino. Dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt le esportazioni dal Belpaese verso gli States tornano a crescere e nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016 e fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A segnalarlo lItalian Wine & Food Institute, secondo quanto riporta il sito Winenews.it.


10 Agosto 2017, ore 15:03

ADN KRONOS

Vino: positivo primo semestre export in Usa ... Buone notizie dagli Usa per lexport del vino. Dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt le esportazioni dal Belpaese verso gli States tornano a crescere e nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016 e fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A segnalarlo lItalian Wine & Food Institute, secondo quanto riporta il sito Winenews.it. Una crescita modesta, quella italiana, soprattutto se paragonata a quella complessiva delle importazioni Usa (+10,9% in volume, a 4,9 milioni di ettolitri, e +6,1% in valore, a 2,1 miliardi di dollari), ma comunque da accogliere con positivit, poich segna quanto meno una importante inversione di tendenza. Con lItalia che si conferma leader tra i Paesi stranieri negli Stati Uniti, con una quota di mercato del 26,1% in quantit e del 31,7% in valore, sebbene entrambi i parametri, per effetto della crescita dei competitor, siano entrambi in leggero calo sul 2016. Le importazioni dallAustralia, secondo Paese fornitore del mercato Usa, sono risultate pari a 982.230 ettolitri, per un valore di 181,8 milioni di dollari, con un aumento del 45,5% in quantit e del 3,9% in valore. Va tuttavia sottolineato, che tale aumento essenzialmente dovuto ad un notevolissimo incremento di ben il 186,5% delle esportazioni di vini sfusi che hanno controbilanciato la contemporanea diminuzione del 9% delle esportazioni di vini in bottiglia. Dietro allAustralia c il Cile con 690.670 ettolitri (+13,1%), per un valore di 133,1 milioni di dollari (+0,4%), seguito dalla Francia, con 648.130 ettolitri (+19%), per 551,6 milioni di dollari (19,2%). Cresce anche la Nuova Zelanda, quinto Paese esportatore in Usa, con 356.380 ettolitri (+20,25%), per un valore di 203,3 milioni di dollari (+8,8%). Continuano a crescere pi della media, infine, le esportazioni di spumanti italiani negli States, a quota 321.370 ettolitri (+13,9%) per 164,4 milioni di dollari (+9,6%), con il Belpaese che detiene a quota di mercato del 58,9% in quantit del 35% in valore.


03 Agosto 2017, ore 14:52

IL GIORNALE

Il caldo uccide le api l80% del miele gi andato in fumo Lestate ancora sa di Miele, cantava il Giardino dei Semplici nel 1977. Oggi, quarantanni dopo, lestate italiana sa pochissimo di miele. Perch le api, stordite da un clima esagerato, producono pochissimo miele. In media il 70 per cento in meno rispetto alle medie annuali, fino all80 per cento in meno in alcune regioni e per alcune tipologie. Un fenomeno che mette a terra un intero comparto del made in Italy agroalimentare, ma che suona anche da campanello per lintera agricoltura italiana, visto che i ronzanti insetti sono la sensibilissima cartina di tornasole della salute dellambiente. Inoltre con il servizio di impollinazione mettono il pungiglione nel 70 per cento di ci che finisce sulle nostre tavole. A disastrare il miele italiano le gelate primaverili, seguite dallestate torrida, con fiori secchi. Inoltre molte api sono morte negli incendi che hanno devastato lItalia. Lallarme lo lancia lUnaapi, lassociazione che raduna gli apicoltori italiani, che a Winenews.it parla di un vero disastro ambientale incombente. Le api, quale eccezionale termometro della salute ambientale - dice il presidente Giuseppe Cefalo - con il loro disagio ci segnalano il disastro di un ambiente che vive ormai uno stress gravissimo per fenomeni estremi e ormai sistematici, e una siccit che ci colloca in uno stato pi prossimo al clima africano che non a quello europeo. I fiori non secernono pi nettare e polline e le piante, in particolare quelle arboree, sono in una situazione di perenne sofferenza. Se le api si fermano si ferma il mondo, come profetizzava lentomologo Giorgio Celli. Se la produzione fosse solo dimezzata come nel 2016 - dice Cefalo - potremmo essere contenti. Il disastro totale e nessuno poteva immaginare di arrivare a meno di 1/3 del raccolto come nel 2017. Secondo gli esperti il raccolto a fine anno sar di 90mila quintali rispetto ai 230mila di media annua. Appena meno catastrofico il bilancio secondo Coldiretti, che parla di 100mila quintali, di produzione pi che dimezzata e di uno dei raccolti peggiori degli ultimi 35 anni. Unannata disastrosa che fa seguito a una pessima: nel 2016 il raccolto fu di 160mila tonnellate. Ci naturalmente non vuol dire che sugli scaffali dei supermercati e dei negozi non ci sar miele, ma che sar per la gran parte di provenienza straniera, per lo pi dallIndia e dalla Cina. Prodotto pi scadente quando non addirittura pericoloso. In Italia ci sono 45mila apicoltori censiti che fanno miele per venderlo o per se stessi. L80 per cento del patrimonio apistico detenuto da 20mila produttori sparsi in tutta Italia. Gli alveari sono 1,2 milioni, le variet prodotte 51, il valore del comparto tra i150 e i 170 milioni. Ma se si considera limpollinazione, le api valgono ben oltre 2 miliardi di euro.


03 Agosto 2017, ore 14:52

AVVENIRE

Clima impazzito, pesticidi e flora in affanno: un anno da incubo per il miele Questanno in Italia si produrr pochissimo miele. Anzi, in alcune aree il raccolto sar praticamente azzerato. Non cosa di poco conto, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Quello del miele un comparto deccellenza dellagroalimentare nazionale. Cos, se da un lato le ultime statistiche parlano di un comparto tutto sommato in crescita, la situazione dellapicoltura di tuttaltro tenore. Il dramma - perch cos stato definito -, del miele tutto in poche cifre. Tra clima impazzito, pesticidi e, soprattutto, flora in affanno, il raccolto 2017 in Italia ai minimi storici: a conti fatti verr prodotto meno di un 1/3 della media nazionale (230.000 quintali lanno) con raccolti, come si detto, quasi a zero in alcuni territori. Quanto accaduto tipico di unagricoltura che deve ancora fare i conti con il clima. I raccolti sono stati compromessi fin da primavera, per il freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua, e per i quali i temporali estivi non sono stati certo risolutivi. Le stime sono state effettuate dallUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani e riportate dallagenzia Winenews.it e indicano una produzione che, appunto, dovrebbe fermarsi al 30% e arrivare quindi a circa 90.000 quintali. Le conferme arriveranno ad inizio settembre nel corso della Settimana del miele a Montalcino. Ma i numeri potrebbero anche essere peggiori. In gioco unattivit che conta 1,2 milioni di alveari sparsi nelle campagne italiane, circa 45.000 apicoltori censiti, 51 variet di miele e un valore stimato di 150-170 milioni di euro oltre a due miliardi di euro derivanti dallattivit di impollinazione delle api alle colture agricole. Accanto ad un comparto prezioso ma in bilico sul baratro, poi il resto dellagricoltura nazionale. Che secondo lIsmea riesce comunque ad agguantare la ripresa. Stando alle ultime rilevazioni, infatti, in un contesto di crescita complessiva delleconomia italiana, il settore agricolo continua a registrare buoni risultati. Nei primi due trimestri del 2017 migliorano i dati delloccupazione, degli investimenti, degli scambi internazionali e aumenta il numero delle imprese agricole condotte da giovani. Buona anche la situazione dellindustria alimentare e delle bevande. Ma anche in questo caso gli imprenditori sono attenti, e fra i fattori di incertezza che condizionano la fiducia delle imprese nel breve termine, gli operatori segnalano la volatilit dei mercati e landamento meteorologico.


03 Agosto 2017, ore 14:51

QUOTIDIANO NAZIONALE

Ulivi in ginocchio: poco olio nei frantoi. E miele razionato ... I danni del caldo e della siccit allagricoltura toscana... Sono in ginocchio le colture toscane. Soffrono la Maremma, il senese, la Lunigiana. I danni causati dalla siccit sono ingenti e coinvolgono perfino il miele, il cui raccolto, tra clima impazzito, pesticidi e flora in affanno, ai minimi storici. Se a livello nazionale si prodotto meno di un terzo della media nazionale, che si aggira sui 230mila quintali lanno, nella nostra regione la situazione drammatica, con crolli fino all80% della produzione. Un bilancio si potr fare solo a fine mese, ma gli apicoltori sono preoccupati. Il 2016 era gi stato lannus horribilis: una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni. Ma questanno, purtroppo, si replica. Nella storia del miele spiega a Winenews.it.it Monica Cioni, presidente della Settimana del miele in programma dall8 al 10 settembre a Montalcino una situazione cos non labbiamo mai vissuta. Siamo al 20% della produzione. Fino a giugno abbiamo avuto 500 millilitri di pioggia in meno e senza acqua non c cibo per le piante e quindi per le api. La produzione andata bene solo per il raro miele di montagna, lungo lAppennino Tosco-Emiliano. Nel resto della regione, Maremma compresa, il miele non c. A colpire duro sono stati in primavera il freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso, e quindi la siccit. Fiori secchi, nettare disidratato per la mancanza di acqua e per tutto questo i temporali estivi non saranno risolutivi. La siccit ha compromesso anche altre colture: il grando tenero e duro, ma anche mais e girasole per i quali si stima la perdita del 100% della produzione. Oltre 200 milioni di euro, secondo Coldiretti, i danni allagricoltura toscana che ormai certo coinvolgeranno anche oliveti e vigneti. Per gli oliveti il danno quantificabile in una riduzione della produzione di 70 milioni di euro, 40 milioni in meno quella dei vigneti ma il potrarsi della siccit potrebbe raddoppiare o triplicare il danno. La scarsit di acqua sta inoltre costringendo i produttori a non piantare alcune colture a rotazione, per esempio quelle tardive di angurie e meloni. Si tratta - spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione prodotto ortofrutticolo di Confagricoltura Toscana - di una superficie di 500 ettari, che rester inutilizzata, su un totale di 5mila destinati a questi prodotti molto coltivati nella nostra regione. Tradotto: per le aziende ci sar un mancato introito di circa 5 milioni di euro nellarea costiera che parte da Livorno fino a Capalbio. La situazione, denuncia la Cia, resta drammatica anche nelle campagne senesi, dove sono andate perse le colture primaverili, girasole e mais e dove nelle aziende prive di impianti di irrigazione si detto addio al 100% della coltivazione. Grossi danni anche alla produzione di fieno utilizzato negli allevamenti, con un calo di oltre il 60% rispetto alle produzioni medie.


03 Agosto 2017, ore 14:51

LA STAMPA

Effetto caldo sugli animali: sempre meno latte e miele ... Dal Nord al Sud le alte temperature riducono la produzione. Laumento dei prezzi sicuro ma non ancora quantificabile Larea rossa si estende lungo tutta la Pianura Padana e poi scende verso sud, lungo la fascia costiera adriatica che dallEmilia Romagna arriva fino in Puglia. Grandi macchie rosse ci sono nel Lazio, nel Nord della Campania e su buona parte della Sardegna e infine coprono il sud della Calabria e parti della Sicilia. Il grafico del sistema allerta caldo (Sac) del Crea (consiglio per la ricerca in agricoltura) segnala lemergenza con conseguenze negative per il benessere delle vacche che pu anche portare al loro decesso. In questo caso, per, il Sac, che segnala il rischio di mortalit, per fortuna mette in evidenza solo piccole macchie sparse in Veneto, al confine tra Lazio e Campania e anche in Calabria. Il sistema fornisce anche una serie di consigli agli allevatori per mitigare gli effetti di caldo e siccit sugli animali ma pu fare molto poco per salvare la produzione: Secondo le elaborazioni c una riduzione del 40-50% delle produzioni di cereali e una consistente taglio della produzione di latte nazionale di circa il 20 percento, ha spiegato il ministro dellAgricoltura, Maurizio Martina, nel corso di unaudizione alla Camera sullemergenza idrica. Secondo Coldiretti, per, anche negli allevamenti di suini e nei pollai la situazione difficile. E poi c il miele: il raccolto 2017 in Italia sar ai minimi storici, cio meno di un terzo della media nazionale. Durante i mesi caldi dellestate normale la diminuzione della produzione delle bovine da latte ma questanno stato raggiunto il limite pi basso. In Piemonte i malgari si stanno organizzando per anticipare il rientro dagli alpeggi perch in alta quota il foraggio scarseggia e non di buona qualit. Senza dimenticare che il manto erboso secco rende pericoloso per le vacche pascolare senza scivolare lungo i pendii. Confagricoltura cos ha chiesto lintervento della Regione per evitare che gli allevatori incorrano nelle sanzioni previste dai Psr nel caso di abbandono anticipato dei pascoli. Secondo Coldiretti, poi, in molte aree stato necessario acquistare mangime e foraggi e in alcuni casi stato necessario mobilitare le autobotti per garantire lacqua da bere per gli allevamenti. Quel che certo, comunque, che il calo della produzione combinato allaumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia elettrica si porter dietro laumento dei prezzi allorigine, a meno di un massiccio ricorso alle importazioni. Secondo la Coldiretti soffrono anche i maiali, che mangiano meno nonostante ventilatori, doccette e sistemi di raffreddamento misti con acqua e aria che lavorano a pieno regime. Impossibile ad oggi quantificare un possibile calo della produzione. Vale lo stesso discorso per le galline allevate nei pollai che per effetto del caldo producono meno uova. Giuseppe Cefalo, neo presidente dellUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani, al sito Winenews.it.it, ha raccontato di alcuni territori, compromessi fin da primavera per il freddo anomalo seguito da caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua che hanno di fatto azzerato i raccolti. Complessivamente la produzione di miele 2017 si ferma al 30% rispetto al 2016 per altro gi considerata con i suoi 140 mila quintali una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni. Si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppennino Tosco-Emiliano. Anche in questo caso il calo della produzione dovrebbe determinare laumento del prezzo allorigine. Si vedr. Quel che certo che per affrontare la peggior situazione degli ultimi 10 anni grazie ad un accordo in via di perfezionamento con la Commissione europea il governo - ha annunciato Martina - ha fissato un aumento degli anticipi dei fondi europei di circa 700 milioni, portandoli a 2,3 miliardi.


02 Agosto 2017, ore 14:52

LA NAZIONE

Il clima pazzo nemico del miele. La produzione crolla al 30 per cento ... Colpiti tutti i tipi, si salvano solo quelli di montagna... A causa del clima africano, che mette la flora in affanno, il raccolto 2017 di miele in Italia sar ai minimi storici: risulter prodotto meno di un terzo della media nazionale, coi raccolti quasi a zero in alcuni territori, compromessi fin da primavera per il freddo anomalo seguito da caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua. Questa la fotografia di unannata drammatica per il miele italiano scattata al sito specializzato Winenews.it.it da Unaapi, lUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani guidata dal neopresidente Giuseppe Cefalo. Il bilancio definitivo sar tracciato alla Settimana del Miele di Montalcino (8 - 10 settembre). Siccit e caldo, riporta Winenews.it.it, stanno colpendo tutti i tipi di miele e tutte le variet: a salvarsi sono solo i mieli di alta e altissima montagna, solitamente rari e di nicchia. Nel complesso, la produzione di miele 2017 si ferma al 30% (secondo stime, nellannata non si arriver a 90.000 quintali), con un crollo mai visto a memoria degli apicoltori, convinti che il 2016 fosse stata una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni (140.000 quintali prodotti). Il segnale della gravit della situazione il fatto che si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppennino Tosco - Emiliano. Non andata male, riporta sempre Winenews.it, per i mieli di castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per il miele da agrumi in Sicilia e in parte della Calabria e della costiera ionica. Ma per il resto, dalla Maremma alla provincia di Alessandria, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole alleucalipto, e, ad ora, non c neppure la melata. Drammatica la situazione in Toscana, una delle regioni a maggiore vocazione apistica, con crolli fino all80% della produzione. Nella storia del miele di Montalcino una situazione cos non labbiamo mai vissuta: siamo al 20% della produzione - spiega a Winenews.it.it Monica Cioni, presidente della Settimana del Miele - fino a giugno abbiamo avuto 500 ml di pioggia in meno, e senza acqua non c cibo, per le piante quindi per le api. Tireremo li somme a fine agosto.


01 Agosto 2017, ore 14:35

ADN KRONOS

Agricoltura: fra clima impazzito e flora in affanno, sos per miele italiano ... Winenews.it, il raccolto 2017 di miele ai minimi storici... Miele italiano ai minimi. Tra clima impazzito, pesticidi e, soprattutto, flora in affanno, il raccolto 2017 di miele in Italia ai minimi storici: prodotto meno di un 1/3 della media nazionale (230.000 quintali lanno) con raccolti quasi a zero in alcuni territori, compromessi fin dalla primavera, per il freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua, e per i quali i temporali estivi non sono certo risolutivi. Tanto che non si pu neppure parlare di variet prodotte pi delle altre, perch c poco di tutto, e a salvarsi sono solo i mieli di alta e altissima montagna, solitamente rari e di nicchia. la fotografia di unannata drammatica per il miele italiano scattata a dallUnaapi, lUnione nazionale associazione apicoltori italiani, guidata dal neopresidente Giuseppe Cefalo. In attesa di tracciare un bilancio definitivo agli Stati generali dellapicoltura italiana alla Settimana del Miele di Montalcino (8-10 settembre), dalle api, secondo lUnaapi ci arrivano segnali di una drammatica crisi ambientale, e di un trend negativo per il settore che non si arresta, ma anzi si aggrava. Nel complesso, la produzione di miele 2017 - riferisce Winenews.it - si ferma al 30% (secondo le stime, nellannata, non si arriver a 90.000 quintali), con un crollo mai visto a memoria degli apicoltori, convinti che il 2016 fosse stata una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni (per un totale di 140.000 quintali prodotti). Il segnale della gravit della situazione - avverte Winenews.it - il fatto che si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppenino Tosco-Emiliano. Non andata male per i mieli di castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per gli agrumi in Sicilia e in parte della Calabria e della costiera ionica. Per il resto, dalla Maremma alla provincia di Alessandria, con il caldo africano e la conseguente grave siccit, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole alleucalipto, e, ad ora, non c neppure la melata. Dai boschi di acacia a quelli di castagno, il riscaldamento ambientale non d tregua alla piante che stanno male, e non sono pi in grado di attivare i normali meccanismi vegetali. Drammatica la situazione in Toscana, una delle regioni a maggiore vocazione apistica del Belpaese, con crolli fino all80% della produzione. Nella storia del miele di Montalcino - spiega a Winenews.it Monica Cioni, presidente della Settimana del Miele - una situazione cos non labbiamo mai vissuta: siamo al 20% della produzione, fino a giugno abbiamo avuto 500 ml di pioggia in meno, e senza acqua non c cibo, per le piante e quindi per le api. Tireremo le somme a fine agosto. Sono 1,2 milioni gli alveari sparsi nelle campagne italiane e dei 45.000 apicoltori censiti e operanti in Italia sono quasi 20.000 quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere il loro miele e prodotti apistici sul mercato. Un settore importante per lagricoltura italiana, con il record di 51 variet di miele, un valore stimato di 150-170 milioni di euro pi 2 miliardi di euro dallattivit di impollinazione delle api alle colture agricole.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

WineMeteo

possibile temporale Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 15°
Precip: 0-5mm
quasi sereno Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 21°
Precip: -
quasi sereno Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 20°
Precip: -
quasi sereno Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 23°
Precip: -
sereno Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 22°
Precip: -
sereno Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 22°
Precip: -
parz nuvoloso Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 17°
Precip: -
parz nuvoloso Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 22°
Precip: -
sereno Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 21°
Precip: -
quasi sereno Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 21°
Precip: -
parz nuvoloso Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 20°
Precip: -
parz nuvoloso Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 16°
Precip: -
quasi sereno Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 23°
Precip: -
poche nubi Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 20°
Precip: -
parz nuvoloso Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 21°
Precip: -
parz nuvoloso Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 17°
Precip: -
nuvoloso Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 18°
Precip: -
sereno Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 22°
Precip: -
piovaschi e schiarite Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 19°
Precip: 0-2mm
temporale e schiarite Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 16°
Precip: 5-10mm
poche nubi Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 20°
Precip: -
variabile Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 15°
Precip: -
variabile Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 18°
Precip: -
piovaschi e schiarite Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 22°
Precip: 0-2mm
quasi sereno Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 21°
Precip: -
piovaschi e schiarite Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 17°
Precip: 0-2mm
variabile Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 15°
Precip: -
variabile Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 19°
Precip: -
poche nubi Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 21°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 25°
Precip: -
quasi sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 24°
Precip: -
parz nuvoloso Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 23°
Precip: -
sereno Soave:
Soave (VR)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 22°
Precip: -
piovaschi e schiarite Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 17°
Precip: 0-2mm
nuvoloso Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 18°
Precip: -
quasi sereno Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 21°
Precip: -
quasi sereno Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 22°
Precip: -
quasi sereno Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 21°
Precip: -
quasi sereno Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 21°
Precip: -
nuvoloso Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 18°
Precip: -
parz nuvoloso Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 22°
Precip: -
Mezzacorona

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