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Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

19 Dicembre 2016, ore 18:16

QN - LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO

I francesi si bevono anche il Brunello... Accordo sul marchio Biondi Santi... Il re dello Champagne Heidsieck con lazienda storica di Montalcino ... La Francia mette un piede nella zona a pi alto prestigio per la produzione di vino in Italia, Montalcino. Lo fa avviando una partnership con il marchio che pi di ogni altro significa Brunello: la tenuta Il Greppo dei Biondi Santi. La casa vinicola della famigliao fiorentina-senese, le cui origini si perdono nel Medioevo e nelle cui cantine nel 1865 nacque il pi celebre dei rossi italiani, lega il suo destino al gruppo francese Epi, di Christopher Descours, noto brand del lusso dOltralpe gi presente sul mercato enologico con lo Champagne Houses Charles Heidsieck and Piper-Heidsieck e lo Chateau La Verrerie. Loperazione stata avvolta per mesi dal pi stretto riserbo, fino a ieri quando il sito internet www.winenews.it ha anticipato laccordo, costringendo i protagonisti a dare conferma. A gennaio la ratifica dellaccordo sancir la nascita di tre societ - una produttiva, una commerciale e una holding - che resteranno a guida italiana: a Jacopo Biondi Santi, ultimo rampollo della famiglia, andr il ruolo di presidente ed enologo; mentre i francesi metteranno i soldi per il rilancio e soprattutto la loro esperienza commerciale e di comunicazione. Non una vendita, mi raccomando - si affretta a chiarire lo stesso Biondi Santi -. solo linizio di una partnership necessaria a realizzare i progetti di espansione e rafforzamento dellazienda. Purtroppo, con la scomparsa di mio padre Franco, si aperta una fase tipica nei cambi generazionali, con la necessit di rivedere le propriet con mia madre e mia sorella e dunque di trovare un partner per crescere ancora. Un po di amarezza, semmai, nel non essere riuscito a chiudere un accordo con unazienda italiana: Ci ho provato a lungo, ma non ho trovato nessuno in grado di dare le stesse garanzie dei francesi. un piccolo cruccio, ma oggi il mondo globale, impossibile restare attaccati a una visione locale. La partnership con Epi assicura a Biondi Santi economie di scala e lappoggio di una struttura promozionale senza pari in Italia. Il Brunello non ha nulla da rimetterci, anzi. Anche insieme ai francesi Biondi Santi rester una delle aziende simbolo di Montalcino. Non tanto perch fu uno di famiglia, Ferruccio, a met 800 a inventare il Brunello selezionando una particolare variet di Sangiovese, il Grosso, vinificandola in purezza; e neppure perch negli anni ha collezionato premi da far invidia. Semplicemente ha capito laria che tira e che serve aprirsi al mondo per crescere ancora.


19 Dicembre 2016, ore 18:15

IL MATTINO

I francesi del gruppo Epi (Piper-Heidsieck) comprano il Brunello di Biondi Santi ... Continua lo shopping straniero nei migliori vigneti italiani. Come anticipato ieri dal sito www.winenews.it diretto da Alessandro Regoli, il Gruppo Epi, di propriet della famiglia Descours (gi proprietaria di marchi come gli Champagne Piper-Heidsieck, Charles Heidsieck e Chateau La Verriere a Bordeaux), ha annunciato di aver siglato una partnership di strategie e capitali con Biondi Santi, una delle piu prestigiose cantine italiane. Sono felice di questa partnership tra Epi, la tenuta Biondi Santi - commenta il presidente del Gruppo Epi Christopher Descours - e la famiglia Biondi Santi, il cui know how, spirito pionieristico e vocazione alleccellenza si sposano con quelli di Epi. Costruendo su questi punti di forza e con una visione condivisa del futuro, continueremo a sviluppare il progetto dei vini di Biondi Santi, condividendo lesperienza di Jacopo Biondi Santi che continuer a presiedere la Biondi Santi". Una nuova pagina di storia si apre per uno dei marchi pi prestigiosi e famosi dItalia, 43 ettari di cui 18 a Brunello, ciascuno valutato sul mezzo milione di euro. Secondo gli accordi, al timone dellazienda rester Jacopo Biondi Santi, figlio di Franco e nipote di Tancredo. Sesta generazione di una famiglia che ha letteralmente inventato questo vino cambiando la storia e il destino di Montalcino.


18 Dicembre 2016, ore 18:17

ANSA

Vino: accordo tra Brunello Biondi Santi e francesi di Epi... Nasce partnership tra le due case vinicole ... Praticamente chiusa, anche se tutto sar poi definito a gennaio 2017, la trattativa per la nuova partnership tra una delle pi importanti realt vinicole italiane, quella della tenuta del Greppo di Jacopo Biondi Santi (dove nacque il Brunello nel 1865) e il gruppo francese Epi, di Christopher Descours. Biondi Santi sar il presidente della nuova realt che, come lui stesso spiega, sar divisa in tre societ: una produttiva, una commerciale e una holding. Confermati quindi i rumor raccolti nelle ultime ore da www.winenews.it. La Epi produce lo champagne Houses Charles Heidsieck and Piper-Heidsieck e lo Chteau La Verrerie della valle del Rodano.


14 Dicembre 2016, ore 15:31

ANSA

Vino: a gruppo Collemassari Tenuta S.Giorgio a Montalcino... quarta tenuta acquisita nel territorio del Brunello ... Nuovo acquisto del gruppo Collemassari nel territorio del Brunello di Montalcino (Siena), dove ha acquisito Tenuta San Giorgio (46 ettari di terreno complessivi, di cui oltre 9 vitati dei quali 5,9 a Brunello) da Guido Folonari. Ne d notizia il sito Winenews.it che stima loperazione in circa 8 milioni di euro. Il Gruppo ColleMassari, dellimprenditore Claudio Tipa, rileva WineNews in una nota, si conferma una delle realt di riferimento del territorio di Montalcino, dove oggi assomma 200 ettari complessivi di terreno, di cui 41 a vigneto (23 ettari a Brunello), con le propriet di Poggio di Sotto, acquistata nel 2011, La Bellarina (confinante a Poggio di Sotto), acquisita nel 2014, La Velona, arrivata a giugno 2016, ed ora Tenuta San Giorgio. Tenuta San Giorgio si trova a Castelnuovo dellAbate, nel comune di Montalcino, a pochi chilometri dalla millenaria Abbazia di SantAntimo, con vigneti piantati nel 1990 ed esposti a sud est. Oltre a Montalcino il gruppo di Claudio Tipa conta in Toscana anche le cantine Collemassari nel Montecucco e Grattamacco a Bolgheri.


14 Dicembre 2016, ore 11:15

IL SOLE 24 ORE - BLOG EMANUELE SCARCI

Brunello di Montalcino, il gruppo ColleMassari rileva la Tenuta San Giorgio per 8 milioni ... carissimo, ma lo compro lo stesso. Per il Brunello di Montalcino sempre risiko: il gruppo vinicolo ColleMassari ha acquistato la Tenuta San Giorgio (46 ettari di terreno complessivi, di cui oltre 9 vitati, con 5,9 ettari a Brunello di Montalcino e 2,5 a Rosso, e 12 ettari di oliveto) per una cifra che il sito Winenews (diretto da Alessandro Regoli) stima intorno agli 8 milioni di euro. Il valore un ettaro di Brunello di Montalcino, a quotazioni di mercato, stimato tra i 450 e i 500mila euro. A cedere stato Guido Folonari, nota famiglia del vino italiano che ha propriet anche a Bolgheri con Donna Olimpia 1898 e nel Barolo con la Tenuta LIlluminata. Il gruppo ColleMassari, dei fratelli Maria Iris e Claudio Tipa, controllano in Toscana il Castello di ColleMassari, il Podere Grattamacco e la Fattoria Poggio di Sotto. Finito lo shopping di Tipa? Per ora basta con acquisizioni a ogni costo, ma non ci fermiamo. Valuteremo caso per caso, quando si presenteranno occasioni importanti ha dichiarato a Winenews.


13 Dicembre 2016, ore 15:30

ANSA

Vino: positivo sentiment delle cantine top per vendite feste... WineNews, 70% stima +20% vendite ma timori per Brexit e Trump ... Con le Festivit di fine anno ormai alle porte, il mondo del vino italiano si concede ottimismo, sia ripercorrendo il 2016, sia in proiezione del 2017. A dirlo sono 25 tra le realt enologiche pi importanti dItalia per storia, immagine e per volume daffari (per 1,7 miliardi di euro di fatturato complessivo), sondate da WineNews, per tastare il polso ad uno dei settori pi dinamici e positivi anche in tempi economia ballerina. E dove tra la maggioranza delle aziende si respira un sentiment positivo (37%) e abbastanza positivo (43%) verso lanno che verr, a fronte di un 20% che invece vede addensarsi nubi minacciose sul nuovo anno. Un trend positivo che, non poteva essere diversamente guidato dalle aziende produttrici di bollicine (con il Prosecco a fare da battistrada), ma che si riverbera anche su quelle rossiste e/o bianchiste (con questultima tipologia decisamente in recupero di appeal). Per il 70% del campione sondato, infatti, a fine anno, le vendite si incrementeranno mediamente del 20%. Un dato che fa il paio con i progressi nelle vendite sul 2015 a +11% per il 73% delle cantine campione. E se lesportazione delle etichette tricolori continua "a tirare" anche a fine 2016, con le aziende campione che indicano nel 60% dei casi una crescita a +9% - nonostante non manchino alcuni segnali di rallentamento, su tutti gli Usa -, torna a sorridere anche il mercato interno, che sembra essere di nuovo considerato strategico: il 70% delle aziende ritrova una crescita delle vendite entro i confini nazionali che si attesta su un confortante +8%. Sul fronte export le cantine sondate da WineNews dimostrano di investire risorse finanziarie e umane in modo sempre pi strategico, orientandosi soprattutto sui mercati pi sicuri e su quelli che maggiormente possono garantire un valore aggiunto ulteriormente spendibile. Ecco che allora gli imprenditori del vino del Belpaese nel 73% dei casi hanno concentrato i propri sforzi sul mercato europeo, scegliendo come Paesi target soprattutto Germania, Svizzera e Gran Bretagna, con qualche mirata incursione nel Nord Europa, specialmente in Svezia, nel 70% su quello italiano, nel 60% sul mercato americano, guardando anche al Canada, e nell 8% sui mercati orientali, dove, diminuita di qualche grado la febbre cinese, pur continuando in alcuni casi a esercitare un buon/ottimo appeal, il vino italiano sta ancora tentando di costruirsi transazioni solide. Fa eccezione il Giappone, dove il mercato per le cantine del Belpaese gi pi storicizzato. Non bisogna comunque trascurare le voci in controtendenza emerse dallinchiesta che individuano principalmente in due elementi, Brexit e Trump, le possibili ulteriori criticit. Se lincognita Brexit non cessa di produrre preoccupazioni, i consumi nel Regno Unito non sono scesi e il settore dei servizi - che rappresenta l80% delleconomia britannica, e comprende dai servizi finanziari alla ristorazione - nel mese di agosto cresciuto come non era mai successo. La sterlina si stabilizzata, lindice Ftse 250 (che monitora le aziende britanniche quotate in borse) tornato ai valori precedenti lesito del voto e i sondaggi dicono che la maggioranza di chi ha votato per il Leave2 non si pentito. Naturalmente tutto questo non vuol dire che le conseguenze della Brexit si sono esaurite, anche perch luscita del Regno Unito dallUe tecnicamente deve ancora avvenire. Pi incerti gli esiti del voto delle presidenziali Usa. Lelezione di Donald Trump con le sue politiche protezionistiche a favore dei prodotti americani (che potrebbero tradursi in dazi e altri ostacoli per i prodotti dimportazione) potrebbero portare problemi per l export tricolore; ma in linea di massima c ottimismo, perch gli Usa si sono dimostrati affezionati ai prodotti made in Italy (attualmente viene mandato negli Stati Uniti un miliardo di euro in prodotti agroalimentari).


10 Novembre 2016, ore 13:21

ADN KRONOS

Usa: WineNews, un produttore di vino alla Casa Bianca ... Lelezione di Donald Trump a nuovo presidente degli Stati Uniti divide il mondo. E c anche chi sottolinea che alla Casa Bianca, di fatto, ora sieder un produttore, oltre che un appassionato, di vino. Il miliardario americano, con la famiglia, infatti, proprietario della Trump Winery, una delle pi grandi aziende vitivinicole della Virginia, con 315 ettari, e che lo stesso presidente ha gi reso celebre nei giorni in cui si contendeva la candidatura per il Partito Repubblicano, proponendo i vini di casa in una conferenza stampa in Florida. A farlo presente il sito Winenews.it. Chiss che, nonostante il prima gli interessi degli americani e poi il resto pi volte proclamato da Donald, che suona tanto di neoprotezionismo, sia un buon auspicio per i Paesi che esportano il proprio vino in Usa, ad oggi primo mercato del vino al mondo. Italia in testa, che nel Paese leader in volume e valore tra i produttori stranieri, e che di certo spera che non ci sia una virata nazionalista per il business del settore, sottolinea Winenews.it. Daltronde, ricorda, i contatti tra Trump e famiglia con il vino italiano ci sono stati pi volte in passato: nella sua Trump Tower di Chicago, nel 2011, per esempio, Donald ospit, partecipandovi personalmente, una degustazione di Amarone della Valpolicella della griffe Masi. E la celeberrima e prima ex moglie del presidente, Ivana Trump, nei primi anni 2000, non solo ebbe una liaison con Roffredo Gaetani Lovatelli di Aragona, la cui famiglia stata la storica proprietaria di Argiano, una delle realt pi prestigiose e antiche del Brunello di Montalcino, ma anche una lunga amicizia - ricorda ancora il sito Winenews.it - con uno dei personaggi pi conosciuti del vino italiano, Gelasio Gaetani Lovatelli di Aragona, che per lei cre addirittura un vino ad hoc nel 2000, un Chianti Colli Senesi etichettato Ivana, e selezion i vini (lo Chardonnay 2006 di Planeta 2006 e il Nearco 2013 di Col dOrcia) per il matrimonio tra la ricchissima ereditiera e il playboy italiano Rossano Rubicondi, nel 2008. Ma, al di l delle note di colore, e al di l del vino, sono tante le incognite che restano i termini di politica commerciale, ambientale, alimentare e agricola di Trump, che pi volte ha dichiarato anche la sua passione per il junk food, ha detto di ritenere quella del riscaldamento globale una bufala ordita dai cinesi, tanto da voler abrogare il Trattato di Parigi, e si detto contrario allindicazione in etichetta dei cibi prodotti con Ogm, avverte Winenews.it. Tutte dichiarazioni e battute da campagna elettorale, per ora. Che per lEuropa, impegnata con gli Usa nelle trattative di un Ttip che vale decine di miliardi di euro e il cui percorso di certo si complica, e lItalia del wine & food, che negli States ha uno dei suoi partner fondamentali, devono considerare con attenzione, visto che a pronunciarle stato quello che oggi , da definizione classica, nientemeno che luomo pi potente del mondo, conclude.


08 Novembre 2016, ore 09:56

LA NAZIONE

Il Laboratorio Winenews per leducazione al gusto torna a scuola. Partito dal territorio del Brunello, il progetto - sottolineano Alessandro Regoli e Irene Chiari, fondatori di WineNews - oggi attivo, grazie ad una formula esportabile, anche nel cuore del Chianti Classico grazie alla griffe Marchesi Antinori, e presto lo sar anche a Montefalco, nel territorio del Sagrantino, con la cantina Caprai. Bello sarebbe che ci fosse un orto in ogni scuola, per far capire ai bambini limportanza di coltivarne uno e favorire lintegrazione di chi proviene da altri Paesi. Il Laboratorio porta i ragazzi a scuola nellorto: qui che i pi giovani coltivano il proprio futuro e imparano ad alimentarsi correttamente ed in modo consapevole. Il progetto interdisciplinare ideato dalla WineNews riparte dunque a Montalcino nelle scuole per linfanzia, primaria e secondaria di primo grado dellistituto comprensivo Insieme, con il sostegno della Castello Banfi. Nato nel 2008, la mission del Laboratorio, sintetizzata nella frase la nostra terra Dacg (da amare con gusto), avvicinare le nuove generazioni al territorio ed educarle ad unalimentazione corretta, prima tra i banchi e poi con le mani nella terra, imparando divertendosi. La Castello Banfi crede in tutto ci che avviene nel territorio di Montalcino e nelleducazione alimentare - sottolinea Rodolfo Maralli, direttore marketing Castello Banfi -. Questo progetto ci piace perch educa, in maniera anche sostenibile, fin da bambini e questo incontra la nostra volont di sostenere progetti che fanno crescere il territorio. Il Laboratorio, con referenti linsegnante Sonia Corsi e lagronoma Gabriella Ferrari, si articola in una serie di eventi didattici sui prodotti del territorio, nella realizzazione di orti nei giardini delle scuole, in attivit ludico-didattiche, incontri con gli esperti e visite alle aziende. Cuore del progetto, un orto urbano nel centro di Montalcino, dove ha sede la WineNews, curato dai bambini.


07 Novembre 2016, ore 09:56

ANSA

Lenoturismo un fenomeno ormai di massa e di livello mondiale. E tra le tante modalit di andar in giro per territori e cantine, quella del camper sempre pi gettonata. Ecco perch, fa sapere il sito Winenews.it la societ australiana specializzata Share a Camper (www.shareacamper.com.au), ha scelto di creare il suo Wine Prices Index, comparando, in maniera molto semplice, il costo medio di una bottiglia di vino (sia locale che di importazione), sul quale, ovviamente, incidono molti fattori, dal peso e dallimportanza della produzione nazionale al livello di tassazione, passando anche per la gamma di vini disponibili, soprattutto in alcuni mercati che dipendono pressoch totalmente dalle importazioni, da cui emergono, senza pretese scientifiche, indicazioni curiose. Il Paese pi conveniente per un bel brindisi, infatti, il Paraguay, dove una bottiglia di vino in media costa 9,9 dollari, seguito dalla Serbia, con 10,98, e dalla Repubblica Ceca, con 11,05. A completare la Top 10, dalla quale mancano praticamente tutti i pi importanti Paesi produttori del mondo, ci sono Argentina (11,62 dollari), Panama (12,15), Malta (12,66), Turchia (13,02), Bulgaria (14,24) e Nuova Zelanda (14,43). Mentre i Paesi pi cari per il vino sono gli Emirati Arabi Uniti, dove una bottiglia di vino costa in media 51,15 dollari, Singapore, con 50,52 dollari, le Maldive, con 47,03 dollari, Israele, con 39,61, e la Corea del Sud, con 38,28. Tra i big del mondo di Bacco, per livelli produttivi o per importanza del loro mercato, il Paese pi economico la Spagna, alla posizione n. 13 della classifica con un prezzo medio di 14,72 dollari a bottiglia, seguita dalla Germania, al n. 15, con 15,33 dollari. Il Regno Unito, con 17,59 dollari a bottiglia di media, si posiziona al n. 24, di pochi centesimi davanti alla Cina, al n. 25, con 17,65 dollari, e alla Francia, al n. 26, con 17,76. Con 18,64 dollari a bottiglia in media c il Cile, in posizione n. 31, davanti agli Usa, al n. 35, con 19,96 dollari a bottiglia, e allAustralia al n. 39 con 21,59 dollari a bottiglia. LItalia uno dei paesi pi cari, al n. 49 della graduatoria, con un prezzo medio di 25,97 dollari a bottiglia.


31 Ottobre 2016, ore 11:09

IL GHIOTTONE ERRANTE

I ragazzi di WineNews, come ogni anno hanno realizzato lanalisi ragionata sulle guide dei vini italiane. Quel che emerge e che le 7 pi importanti, che hanno liste e modalit di valutazione comparabili, perch se si guarda a tutte le 9 a diffusione nazionale a disposizione degli appassionati, comprese quelle che procedono con criteri di giudizio molto particolari e giudicano tenendo conto di altre peculiarit dei vini, oltre alla assoluta qualit, come gi nel 2015 e nel 2012, nessun vino ha ottenuto il massimo riconoscimento di ognuna delle pubblicazioni, nessuna etichetta in grado di mettere tutti daccordo, nessun vino il campione eletto di tutta la critica enologica del Belpaese. Ora secondo il sito sono solo due le etichette che mettano daccordo tutte le guide 2017, il Sassicaia 2013 e il San Leonardo 2013. Troppo facile. Per il resto ognuno ha le sue classifiche. Laspetto curioso di questo dato e che si tratta in entrambi i casi di uvaggi di influenza bordolese (Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc per il Sassicaia, Cabernet Sauvignon, Carmenre e Merlot per il San Leonardo) applicati al mediterraneo declivio bolgherese e al continentale ed elevato complesso collinare del Trentino. Due vini cos diversi ma, in realt, cos simili, per la costante ricerca dellequilibrio e della finezza olfatto-degustativa. Ma non solo. Due vini simbolo, peraltro, portati al successo da uno stesso autore: quel Giacomo Tachis recentemente scomparso, che ha firmato molti tra i migliori vini italiani degli ultimi quarantanni. Ora a me quel che colpisce come sempre il numero abnorme di guide che circolano, nove. Ogni anno se ne aggiunge una nuova. Ma dove circolano, chi le compra, chi le consulta. Io in giro ne vedo davvero pochissime, tante a casa dei produttori, che spesso le regalano ai propri clienti o amici, in qualche enoteca ma poi? Penso da sempre che questa troppa offerta danneggi tutti, in primis lo stesso mondo del vino, danneggia i consumatori che non vedono una guida che sia effettivamente considerata autorevole. Diciamo che dopo la gran bella esperienza della guida del Gambero Rosso fatta insieme a Slow Food, finita come noto qualche anno fa, nessun altra iniziativa editoriale riuscita a ripetere quel successo di vendite e d'autorevolezza. Se poi consideriamo anche i vari siti e blog che si cimentano in classifiche, aumenta ancor di pi la confusione sotto il cielo e mi torna in mente una frase di Giorgio Gaber: gli italiani sono un po confusi perch non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero.


30 Ottobre 2016, ore 17:41

LA REPUBBLICA

Le vin en rose ... Vigne e cantine, la rivincita delle donne... Narra Dionigi di Alicarnasso - autore de Antiquitates Romanae - che Romolo aveva concesso agli uomini di uccidere la moglie in due circostanze: adulterio e ubriachezza. Pena che, soprattutto nel secondo caso, lo storico greco considerava del tutto sproporzionata. In un tempo purtroppo ancora piagato dal femminicidio, almeno il piacere alcolico non viene pi considerato una colpa. Anche perch le donne sono entrate nel mondo del vino in maniera cos competente e massiccia da frantumare qualsiasi retaggio e pregiudizio, pur con la lentezza che sempre si deve ai cambiamenti epocali. Questi sono i giorni di fine vendemmia. Un periodo che i cambiamenti climatici hanno reso sempre pi dilatato, dalla raccolta agostana delle variet precoci e di quelle destinate a far da base per gli spumanti, fino ai vitigni tardivi e alla scia zuccherina delle uve lasciate appassire in pianta. Mai come questanno le donne segnano il destino del vino in vigna e in cantina, tra agronome e cantiniere, enologhe e raccoglitrici, commercianti e sommellier, semplici appassionate e superproduttrici. Un mondo sempre pi declinato al femminile, con tanto di ricambio generazionale tra madri e figlie. Gli studi pi recenti in materia, datati pochi giorni fa, portano la firma del British Medical Journal e certificano che in Gran Bretagna i millennials maschi e femmine assumono vino in pari quantit. Dato rivoluzionario - nel bene e nel male - se vero che un secolo fa gli uomini bevevano esattamente il doppio delle loro coetanee. Le statistiche americane viaggiano in scia. Secondo un sondaggio compiuto su oltre mille adulti dallIstituto Gallup, la met delle bevitrici statunitensi considerano il vino la loro bevanda delezione (Sex&The City docet), mentre gli uomini sono fermi al 46%, anteponendo al vino sia la birra che i superalcolici. La fenomenologia de le vin en rose ha risvolti sociali imprevisti e potenti. Trentanni fa, Maida Mercuri, la pi giovane sommellier donna italiana, veniva boicottata dai colleghi milanesi, che le mettevano le flte in forno un attimo prima di servire lo Champagne. La friulana Rosa Bosco litigava con i contadini che si rifiutavano di fare la vendemmia verde per dimezzare il numero di grappoli in pianta, migliorando qualit delle uve. Il passo successivo stato ammettere le donne nelle aziende vinicole, pur limitando il raggio dazione a comunicazione e marketing. Ma era solo questione di tempo: le prime lauree in enologia hanno certificato il cambio di passo: oggi un vignaiolo su tre donna, mentre le sommellier hanno superato quota 40%. In quanto ai consumi, oggi il 41% di chi beve vino in Italia donna. Poi ci sono le produttrici. Nomi che hanno fatto la storia del vino nel nostro paese, dalle sorelle Antinori a Marilisa Allegrini, da Anna Abbona a Elena Martusciello, Ornella Venica e Donatella Cinelli Colombini. Donne che sanno fare impresa con il filtro essenziale del rispetto verso la terra e il futuro dei propri figli. Sensibilit che si traduce in moltissimi casi nella scelta di produzioni naturali. Un sondaggio condotto dal quotidiano on line Wine News sui propri lettori svela che una donna appassionata di vino, competente, curiosa viene percepita come sexy e affascinante dal 91% degli enonauti maschi. Pi che la giarrettiera pot il Merlot: qualcuno lo spieghi agli epigoni di Romolo.


26 Ottobre 2016, ore 17:37

ANSA

87% eno-appassionati sognano una cit du vin come Bordeaux ... Sondaggio Winenews, la maggioranza la vorrebbero un Toscana... Otto eno-appassionati su dieci hanno un sogno: una Cit du Vin", come a Bordeaux, anche in Italia. Dove vorrebbero vederlo diventare realt? Per la maggioranza dei wine lovers il territorio ideale la Toscana (48%), la Regione pi legata al vino nellimmaginario comune, dal forte appeal enoturistico a livello internazionale se solo si pensa al Chiantishire (con gli appassionati che indicano Firenze e Siena come citt), e, aspetto non secondario, per la sua posizione centrale, anche per gli italiani che potrebbero visitarla. A seguire, il Piemonte (37%), Regione simbolo della storia del vino italiano e dellenoturismo made in Italy con le Langhe e Barolo, vera mecca enoica mondiale; quindi, a pari merito, due citt: Verona, in Veneto, prima Regione vitivinicola per produzione ed export di vino, e citt che, da 50 anni, ospita Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, e Milano, in Lombardia, sempre pi hub culturale (e gourmet), oltre che economico, dItalia agli occhi del mondo. Parola di un sondaggio www.winenews.it al quale hanno risposto 1.054 enonauti, appassionati gi fidelizzati al mondo del vino e del web, all87% dei quali unopera monumentale come la Cit du Vin di Bordeaux piace e molto. Simbolo del modello enoturistico francese - capace di accentrare, senza rivali, per la storicit della sua produzione, e che per il 46% degli enonauti funziona meglio del modello italiano - per il 67% la strada pi giusta per un ulteriore sviluppo del settore, anche nel Belpaese: tradizione e storia di certo non mancano allItalia del vino, ma sono poco sfruttate sinergicamente, preferendo un modello frammentato in wine-experience", che piace al 28%, ma la cui offerta, praticamente per tutti (98%), da migliorare. Il 1 giugno 2016, ha aperto i battenti La Cit du Vin di Bordeaux, avveniristico tempio della cultura del vino mondiale, emblema delleccellenza di Francia, tra sale degustazioni, percorsi multimediali, auditorium e ristoranti: un grande racconto della storia del vino, con lobbiettivo di intercettare un terzo dei turisti che visita il Paese (in 130.000 da 120 Paesi lhanno visitata solo nei primi 3 mesi di apertura). Ma anche ennesima dimostrazione di come la Francia guarda al turismo del vino - dove il vino non lunico motivo per intraprendere un itinerario enoturistico, spesso legato alle caratteristiche storiche e culturali pi intime di una regione - con laspettativa di attirare 4 milioni di nuovi enoturisti stranieri entro il 2020, attraverso un piano, presentato dal Ministro degli Esteri Laurent Fabius, con lo stanziamento di un fondo nazionale in favore del comparto. Gli 81 milioni di euro investiti nella Cit du Vin sono solto la ciliegina sulla torta di una regione, la Gironda, che fattura sotto la voce turismo ben 4 miliardi di euro lanno e che negli ultimi 15 anni ha triplicato i propri visitatori da 2 a 6 milioni, con 50.000 posti di lavoro diretti (fonte: Movimento Turismo del Vino). In Italia? Siamo ancora a fare i conti con la vecchia legge sulle Strade del Vino del 1999, che non ha mai contemplato, per esempio, la possibilit di fatturare visite, attivit e mescita di vini in cantina, nonostante siano ormai diventate pratiche comuni e voci importanti di bilancio.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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parz nuvoloso Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 16°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 16°
Precip: -
quasi sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 19°
Precip: -
sereno e ventoso Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 16°
Precip: -
poche nubi Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Soave:
Soave (VR)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 17°
Precip: -
quasi sereno Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 16°
Precip: -
sereno Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 18°
Precip: -
sereno Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 19°
Precip: -
sereno Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 18°
Precip: -
Mezzacorona

Non solo vino
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