planeta

Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

03 Maggio 2016, ore 13:01

ANSA

Vino: in Ue nel 2014 venduto prodotto fuori norma per 2,1 mld ... WineNews, sos da Osservatorio violazioni propriet intellettuale... Che il vino sia uno dei prodotti pi sensibili alla contraffazione ed alle imitazioni non una novit, ma il problema ha raggiunto ormai dimensioni preoccupanti, non solo fuori dai confini dellUnione europea, dove la salvaguardia delle denominazioni e delle produzioni locali pi difficile, ma anche allinterno del Vecchio Continente, dove, nel 2014, il mercato del vino fuori norma ha toccato i 2,1 miliardi di euro, pari all8,4% del mercato enoico complessivo. A lanciare lallarme, riferisce il sito Winenews.it, lultimo studio dellOsservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di propriet intellettuale (www.euipo.europa.eu), che ha calcolato il peso delle violazioni alle indicazioni geografiche che dovrebbero tutelare vini, liquori e prodotti alimentari allinterno dellUnione Europea. Secondo i principali risultati dello studio, il valore totale dei falsi venduti nel 2014 di 4,3 miliardi di euro, ossia il 9% del totale del mercato dei prodotti protetti dalle indicazioni geografiche. Le violazioni riguardano nel 42% dei casi imitazioni, copie o evocazioni di prodotti ad indicazione geografica, mentre nel 38% dei casi si tratta di prodotti senza indicazione geografica, che in etichetta riportano informazioni fuorvianti sullorigine delle materie prime.


01 Maggio 2016, ore 10:29

Il Tempo

Passione ros ... Pu essere un vino jolly da usare su diversi piatti, dal pesce alla carne In Italia ancora poco apprezzato, met della produzione va allestero... Ne consumiamo poco probabilmente perch ne abbiamo anche una conoscenza scarsa. Eppure il vino rosato ha un pubblico tuttaltro che disprezzabile: i dati del 2014 - secondo quanto riferisce il sito WineNews - parlano di una produzione mondiale media di 24 milioni di ettolitri lanno, per una quota del 9% della produzione complessiva, con la Francia al top sia per produzione (7,6 milioni di ettolitri) che per consumi (8,1 milioni di ettolitri), seguita da Spagna, Usa e Italia. Il nostro Paese, infatti, ne produce 2,5 milioni di ettolitri lanno ma ne consuma solo 1,3, piazzandosi al quinto posto. Questo perch sul versante dei ros siamo soprattutto un paese esportatore tanto che in dieci anni abbiamo incrementato la nostra quota di export dal 26 al 40 per cento. A casa nostra, invece, apprezziamo ancora troppo poco un vino che invece pu riservare molte - e piacevoli - sorprese. Perch pu essere unalternativa ai bianchi su alcuni piatti di pesce e allo stesso tempo pu rivelarsi un abbinamento azzeccato anche per carni bianche o non particolarmente saporite. Molto dipende dalluvaggio usato e dal tempo che il mosto resta sulle bucce. Due variabili che influenzano parecchio il risultato finale che potr cambiare, virando da una parte verso un vino pi delicato e dallaltra verso un ros pi corposo e quindi che si avvicina maggiormente ai rossi. Eppure, anche se ancora un po troppo di nicchia, la passione per il rosato sta lentamente crescendo anche in Italia, tanto che quasi tutte le cantine pi famose hanno iniziato a investire in questo settore. E sette vini rosati sono stati recentemente premiati allannuale concorso Le Mondial du Ros organizzato dallUnione degli Enologi francesi. I vincitori sono il Cir Doc 2015 Zito Imerio, il Cerasuolo dAbruzzo Doc 2015 Gianni Masciarelli, il Conegliano Valdobbidene Doc Gabry Ros La Tordera, il Valtenesi Chiaretto Doc 2015 SantEmiliano Pratello, lIgt Terre di Chieti 2015 Mallorio Orsogna, il Bardolino Doc Chiaretto Brut Fratelli Zeni ed il Puglia Igt Ros Frizzante Bombino Nero Torrevento. La Francia guida ovviamente la classifica dei Paesi con pi successi, con 49 medaglie doro, seguita dalla Spagna con 8 e dallItalia. Trecentosettantasei le etichette premiate complessivamente provenienti da tutto il mondo, 67 con la medaglia doro e 309 con la medaglia dargento. In Italia, invece, la Fondazione Italiana Sommelier la settimana scorsa - nella serata degli Oscar del vino - ha assegnato il titolo per il Miglior vino rosato al Cerasuolo dAbruzzo 2014 di Valentini, nome storico della viticoltura abruzzese. Una particolarit, infine, rappresentata dai vini rosati frizzanti Doc e Dop, categoria nella quale primeggiano i vini dellEmilia Romagna. A dicembre, al concorso nazionale dei vini rosati dItalia, la medaglia doro andata al Lambrusco di Sorbara DOP Rosato vino frizzante secco Rosa 2014 della societ agricola Garuti Dante, Elio e Romeo di Sorbara di Bomporto (MO), mentre quella dargento al Reggiano DOC Lambrusco Rosato vino frizzante secco Il Campanone 2014 delle cantine Lombardini di Novellara (RE).


01 Maggio 2016, ore 10:27

Emanuele Scarci - Blog Il Sole 24 Ore

Frescobaldi acquista LogoNovo a Montalcino per 11,5 milioni ... fatta: Frescobaldi ha versato la caparra e ora ha confermato il perfezionamento dellacquisizione della Tenuta LogoNovo, rilevata per oltre 11,5 milioni dallimprenditore svizzero Marco Keller. Il prezzo per ettaro di 400mila euro per ettaro. Si tratta, secondo WineNews, di una sorta di enclave allinterno dei confini di Castelgiocondo di propriet Frescobaldi che vanta anche la griffe Luce della vite: 55 ettari complessivi, di cui 11 ettari vitati e in produzione, il 60% a Sangiovese (ma nessun ettaro iscritto a Brunello) e il 40% a variet internazionali (Merlot, Petit Verdot, Syrah e Malbec). Propriet che conta anche una cantina interrata di 2mila mq. Con LogoNovo Luce potr fare lultimo salto dopo 21 anni - osserva Lamberto Frescobaldi - Dalla prossima vendemmia potr infatti contare su un suo team e su una cantina dedicata. E potr passare da 85mila a 130mila bottiglie. Poi Frescobaldi aggiunge: Dal punto di vista finanziario acquisire asset alle quotazioni correnti di Montalcino non sembra proprio un affare. Il ritorno sul lungo periodo. Ma noi siamo investitori di lungo termine e abbiamo il nostro progetto produttivo. Lanno scorso il gruppo toscano (che ha ammodernato anche limmagine) ha chiuso il bilancio con ricavi per 95 milioni (+9%) e una produzione di 19 milioni di bottiglie. Conta su un patrimonio di 4.500 ettari, di cui 1.200 vitati, in svariate tenute: Castiglioni in Val di Pesa, Nipozzano nel Chianti Rufina, Castello di Pomino e Ammiraglia in Maremma, San Donato in Perano nel Chianti Classico, Conti Attems in Friuli e, con le Tenute di Toscana, controlla Ornellaia e Masseto.


30 Aprile 2016, ore 10:28

Il Sole 24 Ore

Anche Montalcino ha la sua Fondazione. stata infatti approvata dallassemblea del Consorzio del Brunello la costituzione della Fondazione territoriale Brunello di Montalcino. Sul modello delle fondazioni bancarie, nasce per sostenere finanziariamente progetti di sviluppo del territorio su diversi fronti. Dal turismo al recupero c restauro di beni artistici e culturali - sottolinea Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio - ma anche nel campo del sociale e dellintegrazione. Stimiamo una dotazione annuale intorno ai 300mila euro.II Cda elegger il presidente entro maggio e sar composto da sette consiglieri di cui 5 indicati dal Consorzio e uno dal sindaco di Montalcino, a sua volta membro del Cda, scelto tra le realt rappresentative del mondo imprenditoriale. Le risorse da destinare al territorio verranno dal contributo volontario dei produttori, quantificabile in 1-2 centesimi a bottiglia, o meglio a fascetta. La Fondazione potr puntare anche su altri obiettivi, per esempio una sede di propriet? Oggi questo non c risponde Bindocci - ma nulla vieta che un domani questo possa costituire un obiettivo. Compreso quello della formazione professionale dei nostri giovani. Lassemblea del Consorzio ieri ha approvato allunanimit il bilancio 2015 chiuso con 2,87 milioni di ricavi, destinati a promozione e personale (6 addetti pi un dg). Intanto, sempre a Montalcino, lazienda Frescobaldi ha confermato il perfezionamento dellacquisizione della Tenuta LogoNovo, rilevata per oltre n,5 milioni dallimprenditore svizzero Marco Keller. Si tratta di 400 mila euro per ettaro. Come anticipato dal sito specializzato WineNews (diretto da Alessandro Regoli) si tratta di una sorta di enclave allinterno dei confini di Castelgiocondo di propriet Frescobaldi che vanta anche la griffe Luce della Vite.


25 Aprile 2016, ore 12:29

IL SOLE 24 ORE RADIOCOR

Spumanti: Francia leader ma cresce il peso del made in Italy ... decisamente frizzante il momento del mercato mondiale degli spumanti cos come riportato dallo studio di France AgriMer (www.franceagrimer.fr) sullandamento produttivo e commerciale nel 2015. Dallo studio, rilanciato da WineNews, emerge che gli spumanti rappresentano il 7% della produzione mondiale di vino (era il 5% nel 2000), a quota 19 milioni di ettolitri. Al vertice tra i principali produttori, trainata dallo Champagne, c la Francia, con 4,9 milioni di ettolitri, seguita, da Italia e Germania, entrambe a 2,9 milioni di ettolitri. Distanziata la Spagna, con il Cava, a 1,6 milioni. La crescita della produzione, va di pari passo con la crescita dei consumi, che hanno raggiunto i 17,6 milioni di ettolitri, con un ritmo di crescita nel periodo 2005/2014 del +4,1% annuo contro il +1,3% registrato dai vini fermi. Il primo mercato di consumo, con 2,9 milioni di ettolitri la Germania, che precede Russia (2,4 milioni di ettolitri), Usa (1,9 milioni di ettolitri), Francia (1,8 milioni di ettolitri) e Gran Bretagna (1,3 milioni di ettolitri). Nel 2015 hanno preso la via dei mercati esteri 7,3 milioni di ettolitri di vini spumanti pari al 7% dellexport di vino complessivo, per un fatturato di 4,8 miliardi di euro, grazie ad un prezzo medio decisamente superiore a quello dei vini fermi: 6,7 euro al litro quasi il triplo dei vini convenzionali. A dominare tre Paesi, Italia, Francia e Spagna che, insieme, rappresentano l85% dei volumi ed il 90% dei valori. LItalia guida la classifica dei volumi, con una quota del 38% del totale, davanti alla Francia (24%, il 9% in meno sul 2005) e alla Spagna (23%). Ma Parigi vanta la leadership incontrastata dei valori con il 61% del totale seguita da Roma (20%) e da Madrid (9%). Il Regno Unito non e il principale consumatore ma il primo importatore con una quota del 18% dei volumi importati, ma cede lo scettro dei valori acquistati agli Usa dove finisce, in termini monetari, il 19% dello spumante spedito, grazie ad un prezzo medio decisamente elevato: 9,2 euro al litro.


22 Aprile 2016, ore 14:36

TG2 EAT PARADE

Servizio sul Brunello di Montalcino con intervista al direttore di Winenews.it Alessandro Regoli su inchiesta giornalistica rivalutazione dei vigneti a 50 anni dalla Doc.


20 Aprile 2016, ore 13:30

La Nazione/Il Giorno/Il Resto del Carlino

La nuova rotta dellenologia tricolore ... Negli anni 60 il vino in Italia era un alimento e il consumo locale basato sullo sfuso, che poi comincia a essere sostituito dallimbottigliato solo a met degli anni Settanta, con lexport che tocca 12,2 milioni di ettolitri. Negli anni Ottanta, sinnesca una nuova strategia di branding e la crescita delle denominazioni: cala la superficie del Vigneto Italia (971.000 ettari) e la quantit di vino prodotta (69 milioni di ettolitri) insieme al consumo pro-capite che scende a 74 litri, mentre lincidenza dellexport tocca i 14,3 milioni di ettolitri. Il segno che lItalia del vino stava cambiando rotta. Poi lo scandalo del metanolo. Dagli anni Novanta parte la ricostruzione dellimmagine eroica dellItalia, caratterizzata da una intensiva specializzazione della produzione, con lobbiettivo della qualit. Negli anni 2000, finalmente, laffermazione. Gli ettari a vigne-to diventano 710.000 per una produzione di 47 milioni di ettolitri, il consumo pro-capite scende a 46 litri ma lexport tocca i 17, 1 milioni di ettolitri. Il focus passa da uneconomia di prodotto a uneconomia basata sullesperienza. A creare valore non concorre solo il prodotto in s, ma anche lesperienza per il cliente. Non si vendono solamente bottiglie, si vende la cultura di quella produzione, la storia e limmagine dei territori da cui provengono quelle etichette. Ed eccoci a oggi. La superficie vitata nazionale di 638.000 ettari, la produzione complessiva di 74 milioni di ettolitri. Le cantine sono 50.000, per un fatturato di 12,4 miliardi. Il consumo pro-capite di 35 litri, ci sono 523 fra Dop e Igp, lexport vale 5,4 miliardi di euro e il suo trend dal 2000 ad ora + 118%. Un trend di crescita legato al prezzo mix del vino, ormai stabilmente oltre i 3,3 euro al litro (ben lontano dai francesi, sugli 8 curo). Il premier Renzi, al Vinitaly, ha indicato lobiettivo di 7,5 miliardi di export nel 2020: benissimo elogiare la forza dellexport, ma occorre anche monitorare il fenomeno. Lulteriore exploit 2015 realt, ma stato raggiunto soprattutto a un cambio favorevole. In Cina (con la Francia che vola), poi, solo per fare lesempio pi eclatante, Cile e Argentina contano pi dellItalia e questo davvero curioso se confrontato con la storia della produzione enoica del Bel Paese.


20 Aprile 2016, ore 13:30

La Nazione/Il Giorno/Il Resto del Carlino

Il vigneto laffare doro del millennio ... Valori alle stelle per un ettaro di Brunello... Cera una volta il sogno del podere in Chianti. Per definizione, un affare che rende bene. Sogno dei nostri nonni, tanto da diventare detto popolare. O profezia, che alla fine si avverata. Perch il vino di pregio il vero business di questo inizio millennio. Che sia il solito effetto di trascinamento da smanie per vip, visto che sono tanti i politici, i personaggi della finanza e i ricconi a essersi lanciati a investire sui grappoli di qualit? Non proprio, a sentire i numeri e i dati. Punto primo. Rispetto a cinquantanni fa, le terre dorigine dei grandi vini conoscono rialzi di valore, in percentuale, anche a quattro cifre. Uno studio lanciato da Winenews.it, il sito pi dinamico di informazioni sul vino, offre risultati sorprendenti. Dove si scopre che dal 1966 a oggi lincremento di valore di un ettaro di vigneto a Brunello stato del 2.474%, quello dellAmarone del 1.357%; per i grandi piemontesi si parla di prezzi triplicati (+257 e +206%), mentre il Chianti Classico va un po oltre il raddoppio, con +129%. Nei dettagli: nel 1966 un ettaro di terreno vitato e/o vitabile (fabbricati annessi) di Brunello di Montalcino valeva 1,8 milioni di vecchie lire, pari a 15337 euro attuali, e oggi vale 400.000 euro. Un ettaro di vigneto di Amarone della Valpolicella valeva 3,5 milioni di lire, pari a 34.320 euro, e oggi vale 500.000 euro; un ettaro di vigneto a Barbaresco valeva 10 milioni di lire, pari a 98.060 euro, e oggi vale 350.000 curo; un ettaro di Barolo valeva 15 milioni di lire, pari a 147.089 euro, ed oggi vale 400.000 euro; un ettaro di Chianti Classico valeva 8 milioni di lire, pari a 78.447 euro, e oggi vale 180.000 euro. Scorrendo lo studio, winenews.it spiega anche i retroscena di certe evoluzioni: non esistevano i diritti dimpianto, che fanno lievitare la domanda; la storicizzazione di molte denominazioni era debole, mentre Amarone e Brunello, come esempi, hanno conosciuto impennate negli ultimi ventanni. Evoluzioni disomogenee, dunque, come sembrano spiegare anche i dati di Inea, lIstituto Nazionale di Economia Agraria: tra il 2009 e il 2014, le performance migliori vengono da terroir a sorpresa, in particolare da Sud. Ecco le province di Lecce (piana di Copertino +122%, zona di Galluccio +80%) e di Brindisi (+51%) guidare questa classifica seguite da zone come il Taburno in Campania e le colline di Chiti che condividono un +33% con larea del Lago di Caldaro in Alto Adige. Per contro, in picchiata sarebbero i valori registrati per le zone di Carmignano in Toscana (-32%) e di Montefalco in Umbria (-41%), rimasta a secco di diritti dimpianto. Che il vino sia il business del millennio lo conferma il Censis. Una ricerca commissionata da Ornellaie, uno dei ne urine pi amati, oltre a ricordare che in 10 anni lexport dei vini italiani cresciuto in quantit del 23% e in valore dell84,3%, rivela che il mondo vitivinicolo al secondo posto tra i possibili investimenti, attrattivi degli italiani, con il 30,6%: il vino tira pi dellinformatica (19,8%), delle multinazionali (9,8%) e perfino del made in Italy tradizionale (29%). Chi vuole investire si rifugia sempre pi nel vino di pregio, come conferma la britannica Liv-Ex, bibbia della quotazione di etichette: nel 2015, la fine wine Italy 100, con il +0,76, ha performato meglio del Ftse London Stock Exchange (-4,5%), di Wall Street (-0,73%), delloro (-5,4%) e del rame (-27,9%). Il problema che oro e titoli azionari non si bevono, il vino invece s.


13 Aprile 2016, ore 18:00

AFFARI ITALIANI

Il Vinitaly ricorda l'enologo Giacomo Tachis ... Dellenologia colta, tecnicamente impeccabile, intellettualmente determinata, fondata su uneccezionale sensibilit. Potrebbe esser questo lincipit di un testamento, con i lasciti al mondo del vino di uno dei pi grandi enologi italiani: Giacomo Tachis, pi che luomo del Rinascimento del vino italiano, uno scienziato, che, in punta di piedi, con la sua professionalit, e passione per la conoscenza del passato, ha gettato le basi di ci che si sarebbe compiuto, e compreso, solo pi tardi. Cinquantanni sono passati dal riconoscimento delle Denominazioni di Origine ai vini italiani e dalla nascita di Vinitaly, la fiera internazionale di riferimento del settore (Verona, 10-13 aprile; www.vinitaly.com), e sar la prima volta senza Tachis, ma non senza il suo spirito. Se lenologia colta , senza dubbio, la prima innovazione che Giacomo Tachis ha introdotto in Italia, alla base del suo pensiero, che WineNews, uno dei siti pi cliccati dagli amanti del buon bere, ripercorre, e che Vinitaly ha raccontato nel calice con alcuni dei suoi pi celebri Super Italians, i vini italiani fuori dagli schemi in Il Vino Italiano ricorda Giacomo Tachis: un grande uomo, tante grandi storie, la degustazione a cura di Vinitaly International Academy, con la figlia Ilaria Tachis, produttrice nel Chianti Classico, oggi a Verona, ci sono anche intuizioni che hanno cambiato il corso dellenologia italiana, e che rappresentano leredit tecnica di uno dei suoi padri fondatori. I 50 anni di Vinitaly non potevano essere celebrati compiutamente senza i vini che hanno fatto la storia del vino italiano creati da Giacomo Tachis - ha detto alla degustazione il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani - un grande onore la presenza della figlia Ilaria, con il suo racconto di aspetti della vita del padre non solo professionali, ma anche pi intimi. Come ultimo evento promosso da Vinitaly con la International Academy, alla presenza di numerose personalit straniere - prosegue Mantovani - non poteva che esser questo il modo migliore per presentarci al mondo. Giacomo Tachis nel suo percorso professionale e umano ha sviluppato uno spirito rinascimentale perch non ha mai anteposto la tecnica allanima della terra, piuttosto rimasto con i piedi ben piazzati a terra, nella consapevolezza della forza della natura, con una visione dellenologia non finalistica, ma olistica: produrre vino come una parte del Creato. Ha condotto e compiuto la sua opera decenni prima del cosiddetto Rinascimento del vino italiano - attribuibile ai successi ottenuti dal vino italiano nella seconda parte degli anni Ottanta sui mercati e in unimmagine innovativa dellItalia evocatrice di qualit - gi in atto, forse in modo sotterraneo, fin dallinizio della sua avventura con Antinori. Il primo Sassicaia firmato Tachis per Incisa della Rocchetta la vendemmia 1968, il primo Solaia esce nel 1978, e il Tignanello uscito con lannata 1971. Dalla Toscana, la sua patria dadozione, fino a molti dei territori dellItalia enoica, tanto diversi tra loro, ma con un unico minimo comune denominatore, rappresentato dallattrazione profonda quasi chimica con questi territori e con il materiale umano con cui interloquiva. In Sardegna, nel 1988 per far nascere il Turriga di Argiolas e prima ancora per dare alla luce il Terre Brune di Santadi. Quindi, la Sicilia dove prepara il campo allesplosione enoica dellisola, e il Trentino, dove con Guerrieri Gonzaga crea il San Leonardo, e poi le Marche con la nascita del Pelago di Umani Ronchi. Alla base vi sono scelte che, a distanza di anni, restano tra i contributi pi preziosi al successo dei nostri vini, metodologie ormai codificate, capaci di far dialogare la tradizione italiana con quella francese, come Tachis dialogava con il suo mentore Emile Peynaud, padre dellenologia moderna di Bordeaux. Dalluso sistematico della fermentazione malolattica,per ottenere vini dai tannini morbidi e dotati di souplesse, allinvecchiamento in barrique, come vaso vinario in cui la micro-ossidazione perfetta ed data dallequilibrio tra quantit di vino e superficie di contatto con il legno, dalla considerazione della catena terpenica per lestrazione massima delle componenti aromatiche, che raccomandava doversi fare con le criomacerazioni, alla frequenza della luce per attivare la fotosintesi, su cui fondava la supremazia del vino italiano su quello francese, Tachis ha risintonizzato lItalia enoica con i tempi. Ma, soprattutto, ogni suo vino stato concepito da una attenta rilettura del territorio nel passato e nel presente e con la consapevolezza che la tradizione non debba essere sinonimo di immobilismo, ma riletta in chiave moderna. Solo cos la tradizione stessa diventa il vero strumento dellinnovazione. Enologo certo, ma Tachis stato senzaltro qualcosa di pi. Un umanista, che sapeva citare Archestrato di Gela, poeta della Magna Grecia, come fondatore della gastronomia. Un po alchimista e un po scienziato era non solo un grande conoscitore della chimica e della biologia, ma anche un curioso viaggiatore attraverso i sentieri della storia e della letteratura. Leredit pi preziosa che Tachis ha lasciato allenologia non quindi uno strumento tecnico, uninnovativa formula chimica, ma un nuovo sguardo, figlio di occhi diversi, arricchito anche di cultura classica, di cui una summa la sua biblioteca (donata alla Fondazione Chianti Banca e che sar a breve a disposizione di tutti gli studiosi, e parte del catalogo della Biblioteca di San Casciano Val di Pesa): un patrimonio di oltre 3.500 volumi e documenti, accanto ai suoi manoscritti. Giacomo che si definiva mescolatore di vini, ci ha insegnato che lo studio principale dellenologia dovrebbe fondarsi sullinterpretazione umana delluva, e, oseremmo dire di quella Terra, che da poco, lo ha pacificamente accolto.


13 Aprile 2016, ore 17:29

ASCA

Vinitaly, 50 anni di Doc. La prima volta senza Giacomo Tachis ... Dellenologia colta, tecnicamente impeccabile, intellettualmente determinata, fondata su uneccezionale sensibilit. Potrebbe esser questo lincipit di un testamento, con i lasciti al mondo del vino di uno dei pi grandi enologi italiani: Giacomo Tachis, pi che luomo del Rinascimento del vino italiano, uno scienziato, che, in puntadi piedi, con la sua professionalit, e passione per la conoscenza del passato, ha gettato le basi di ci che si sarebbe compiuto, e compreso, solo pi tardi. Cinquantanni sono passati dal riconoscimento delle Denominazioni di Origine ai vini italiani e dalla nascita di Vinitaly, la fiera internazionale di riferimento del settore, e sar la prima volta senza Tachis, ma non senza il suo spirito. Se lenologia colta , senza dubbio, la prima innovazione che Giacomo Tachis ha introdotto in Italia,alla base del suo pensiero, che WineNews, uno dei siti pi cliccati dagli amanti del buon bere, ripercorre, e che Vinitaly ha raccontato nel calice con alcuni dei suoi pi celebri SuperItalians, i vini italiani fuori dagli schemi (in Il Vino Italiano ricorda Giacomo Tachis: un grande uomo, tante grandi storie, la degustazione a cura di Vinitaly International Academy, con la figlia Ilaria Tachis, produttrice nel Chianti Classico, oggi a Verona), ci sono anche intuizioni che hanno cambiato il corso dellenologia italiana, e che rappresentano leredit tecnica di uno dei suoi padri fondatori. I 50 anni di Vinitaly non potevano essere celebrati compiutamente senza i vini che hanno fatto la storia del vino italiano creati da Giacomo Tachis - ha detto alla degustazione il direttore generale di Veronafiere Giovanni Montovani - un grande onore la presenza della figlia Ilaria, con il suo racconto di aspetti della vita del padre non solo professionali, ma anche pi intimi. Come ultimo evento promosso da Vinitaly con la International Academy, alla presenza di numerose personalit straniere - prosegue Mantovani - non poteva che esser questo il modo migliore per presentarci al mondo. Giacomo Tachis nel suo percorso professionale e umano ha sviluppato uno spirito rinascimentale perch non ha mai antepostola tecnica allanima della terra, piuttosto rimasto con i piedi ben piazzati a terra, nella consapevolezza della forza della natura, con una visione dellenologia non finalistica, ma olistica: produrre vino come una parte del Creato. Ha condotto e compiuto la sua opera decenni prima del cosiddetto Rinascimento del vino italiano - attribuibile ai successi ottenuti dal vino italiano nella seconda parte degli anni Ottanta sui mercati e in unimmagine innovativa dellItalia evocatrice di qualit - gi in atto, forse in modo sotterraneo, fin dallinizio della sua avventura con Antinori. Il primo Sassicaia firmato Tachis per Incisa della Rocchetta la vendemmia 1968, il primo Solaia esce nel 1978, e il Tignanello uscito con lannata 1971. Dalla Toscana, la sua patria dadozione, fino a molti dei territori dellItalia enoica, tanto diversi tra loro, ma con un unico minimo comune denominatore, rappresentato dallattrazione profonda quasi chimica con questi territori e con il materiale umano con cui interloquiva. In Sardegna, nel 1988 per far nascere il Turriga di Argiolas e prima ancora per dare alla luce il Terre Brune di Santadi. Quindi, la Sicilia dove prepara il campo allesplosione enoica dellisola, e il Trentino, dove con Guerrieri Gonzaga crea il San Leonardo, e poi le Marche con la nascita del Pelago di Umani Ronchi. Alla base vi sono scelte che, a distanza di anni, restano trai contributi pi preziosi al successo dei nostri vini,metodologie ormai codificate, capaci di far dialogare la tradizione italiana con quella francese, come Tachis dialogava con il suo mentore Emile Peynaud, padre dellenologia moderna di Bordeaux. Dalluso sistematico della fermentazione malolattica, per ottenere vini dai tannini morbidi e dotati di souplesse,allinvecchiamento in barrique, come vaso vinario in cui la micro-ossidazione perfetta ed data dallequilibrio tra quantit di vino e superficie di contatto con il legno, dalla considerazione della catena terpenica per lestrazione massima delle componenti aromatiche, che raccomandava doversi fare con le criomacerazioni, alla frequenza della luce per attivare la fotosintesi, su cui fondava la supremazia del vino italiano su quello francese, Tachis ha risintonizzato lItalia enoica con i tempi. Ma, soprattutto, ogni suo vino stato concepito da una attenta rilettura del territorio nel passato e nel presente e con la consapevolezza che la tradizione non debba essere sinonimo di immobilismo, ma riletta in chiave moderna. Solo cos la tradizione stessa diventa il vero strumento dellinnovazione. Enologo certo, ma Tachis stato senzaltro qualcosa di pi. Un umanista, che sapeva citare Archestrato di Gela, poeta della Magna Grecia, come fondatore della gastronomia. Un po alchimista e un po scienziato era non solo un grande conoscitore della chimica e della biologia, ma anche un curioso viaggiatore attraverso i sentieri della storia e della letteratura. Leredit pi preziosa che Tachis ha lasciato allenologia non quindi uno strumento tecnico, uninnovativa formula chimica, ma un nuovo sguardo, figlio di occhi diversi, arricchito anche di cultura classica, di cui una summa la sua biblioteca (donata alla Fondazione Chianti Banca e che sar a breve a disposizione di tutti gli studiosi, e parte del catalogo della Biblioteca di San Casciano Val di Pesa): un patrimonio di oltre 3.500 volumi e documenti, accanto ai suoi manoscritti. Giacomo che si definiva mescolatore di vini, ci ha insegnato che lo studio principale dellenologia dovrebbe fondarsi sullinterpretazione umana delluva, e, oseremmo dire di quella Terra, che da poco, lo ha pacificamente accolto.


13 Aprile 2016, ore 17:22

ANSA

Vinitaly: fiera celebra 50 anni prime Doc italiane La prima volta senza Tachis, il tributo a grande enologo ... Cinquantanni sono passati dal riconoscimento delle Denominazioni di Origine ai vini italiani e dalla nascita di Vinitaly, la fiera internazionale di riferimento del settore che si chiude oggi a Veronafiere e sar la prima volta senza Tachis, ma non senza il suo spirito. Se lenologia colta , senza dubbio, la prima innovazione che Giacomo Tachis ha introdotto in Italia, alla base del suo pensiero, che WineNews, uno dei siti pi cliccati dagli amanti del buon bere, ripercorre, e che Vinitaly ha raccontato nel calice con alcuni dei suoi pi celebri Super Italians, i vini italiani fuori dagli schemi in Il Vino Italiano ricorda Giacomo Tachis: un grande uomo, tante grandi storie, la degustazione a cura di Vinitaly International Academy, con la figlia Ilaria Tachis, produttrice nel Chianti Classico, oggi a Verona, ci sono anche intuizioni che hanno cambiato il corso dellenologia italiana, e che rappresentano leredit tecnica di uno dei suoi padri fondatori. I 50 anni di Vinitaly non potevano essere celebrati compiutamente senza i vini che hanno fatto la storia del vino italiano creati da Giacomo Tachis - ha detto alla degustazione il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani - un grande onore la presenza della figlia Ilaria, con il suo racconto di aspetti della vita del padre non solo professionali, ma anche pi intimi. Come ultimo evento promosso da Vinitaly con la International Academy, alla presenza di numerose personalit straniere - prosegue Mantovani - non poteva che esser questo il modo migliore per presentarci al mondo. Giacomo Tachis ha condotto e compiuto la sua opera decenni prima del cosiddetto Rinascimento del vino italiano - attribuibile ai successi ottenuti dal vino italiano nella seconda parte degli anni Ottanta sui mercati e in unimmagine innovativa dellItalia evocatrice di qualit - gi in atto, forse in modo sotterraneo, fin dallinizio della sua avventura con Antinori. Il primo Sassicaia firmato Tachis per Incisa della Rocchetta la vendemmia 1968, il primo Solaia esce nel 1978, e il Tignanello uscito con lannata 1971. Dalla Toscana, la sua patria dadozione, fino a molti dei territori dellItalia enoica, tanto diversi tra loro, ma con un unico minimo comune denominatore, rappresentato dallattrazione profonda quasi chimica con questi territori e con il materiale umano con cui interloquiva. In Sardegna, nel 1988 per far nascere il Turriga di Argiolas e prima ancora per dare alla luce il Terre Brune di Santadi. Quindi, la Sicilia dove prepara il campo allesplosione enoica dellisola, e il Trentino, dove con Guerrieri Gonzaga crea il San Leonardo, e poi le Marche con la nascita del Pelago di Umani Ronchi. Alla base vi sono scelte che, a distanza di anni, restano tra i contributi pi preziosi al successo dei nostri vini, metodologie ormai codificate, capaci di far dialogare la tradizione italiana con quella francese, come Tachis dialogava con il suo mentore Emile Peynaud, padre dellenologia moderna di Bordeaux. Dalluso sistematico della fermentazione malolattica, per ottenere vini dai tannini morbidi e dotati di souplesse, allinvecchiamento in barrique, Tachis ha risintonizzato lItalia enoica con i tempi. Ma, soprattutto, ogni suo vino stato concepito da una attenta rilettura del territorio nel passato e nel presente e con la consapevolezza che la tradizione non debba essere sinonimo di immobilismo, ma riletta in chiave moderna.


13 Aprile 2016, ore 16:28

RAI TG2 COSTUME & SOCIETA

Servizio di Lucia Buffo da Vinitaly con intervista al direttore di WineNews Alessandro Regoli su vino e internet


Pagina 16 di 209
Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

WineMeteo

variabile Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 6°
Precip: -
velature diffuse Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 5°
Precip: -
velature diffuse Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 8°
Precip: -
velature diffuse Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 8°
Precip: -
velature diffuse Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 8°
Precip: -
velature diffuse Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 12°
Precip: -
velature diffuse Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 10°
Precip: -
velature diffuse Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 11°
Precip: -
velature sparse Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 15°
Precip: -
velature diffuse Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 11°
Precip: -
velature sparse Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 11°
Precip: -
velature diffuse Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 8°
Precip: -
sereno con veli Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 12°
Precip: -
velature diffuse Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 10°
Precip: -
parz nuvoloso Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 12°
Precip: -
velature sparse Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 8°
Precip: -
velature diffuse Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 8°
Precip: -
variabile Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 12°
Precip: -
parz nuvoloso Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 11°
Precip: -
velature diffuse Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 11°
Precip: -
velature diffuse Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 10°
Precip: -
variabile Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 13°
Precip: -
velature diffuse Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 7°
Precip: -
parz nuvoloso Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 9°
Precip: -
velature sparse Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 9°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 11°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 14°
Precip: -
quasi sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 16°
Precip: -
quasi sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 15°
Precip: -
parz nuvoloso Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 14°
Precip: -
velature diffuse Soave:
Soave (VR)

Temp: 8°
Precip: -
velature diffuse Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 13°
Precip: -
parz nuvoloso Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 11°
Precip: -
velature diffuse Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 11°
Precip: -
velature diffuse Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 6°
Precip: -
velature diffuse Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 5°
Precip: -
velature diffuse Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 5°
Precip: -
neve Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 1°
Precip: 4-8cm
pioviggine Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 5°
Precip: 0-1mm
velature sparse Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 9°
Precip: -
velature diffuse Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 11°
Precip: -
Mezzacorona

Non solo vino
I capolavori dell'agroalimentare d'Italia