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Aggiornato al 19 Giugno 2013 ore 18:18

Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

30 Gennaio 2013, ore 18:20

ANSA

Vino: “Wine Star Award”ad Arnaldo Caprai, griffe Sagrantino WineNews,per rivista Wine Enthusiast e’ miglior cantina europea ... La prestigiosa rivista Usa “Wine Enthusiast” ha incoronato a New York il top del vino mondiale con i suoi “Wine Star Awards” e, a tenere alto il nome dell’Italia, ci ha pensato la Arnaldo Caprai, griffe del Sagrantino di Montefalco, premiata con il titolo di “European Winery of the Year”. Lo rende noto WineNews nel sottolineare che si tratta di un riconoscimento che assume una rilevanza particolare, trattandosi di uno dei mercati di riferimento dei vini tricolore e, soprattutto, un mercato in evoluzione che, proprio sul crescente interesse verso i vitigni tradizionali, sta costruendo un proprio nuovo inizio. “Negli Stati Uniti, per la conoscenza dei vini autoctoni italiani siamo agli inizi - spiega Monica Larner corrispondente dall’Italia della rivista a stelle e strisce “Wine Enthusiast” - e Caprai è un simbolo d’eccellenza della perfetta fusione fra territorio e vitigno, una relazione stretta di cui ancora gli americani conoscono poco le potenzialità, perché siamo più focalizzati sui vitigni nobili francesi, ma adesso si cominciano a capire gusti diversi, soprattutto legati ai vini ottenuti da particolari vitigni, che hanno un forte legame con il territorio. Caprai è l’esempio di un’azienda che fa ottimi vini, molto premiati, in un piccolo territorio con un’identità forte, e che riesce bene a comunicare". "Il premio è in qualche modo - conclude Larner - un primo capitolo in quello che noi speriamo sia la conoscenza dei vitigni autoctoni italiani per gli americani”. “Il Sagrantino è il vitigno autoctono di casa mia e la mia passione - dice Marco Caprai, il produttore che ha portato il Sagrantino dalla piccola città di Montefalco alla ribalta internazionale, alla guida di Arnaldo Caprai”. “Ho dedicato la mia vita - prosegue Caprai - a far diventare il Sagrantino un vitigno noto in tutto il mondo e questo riconoscimento è una testimonianza importante di questo sforzo. Siamo onorati di essere stati scelti per un premio internazionale così importante e di essere in compagnia delle migliori cantine e delle personalità più importanti del mondo”.



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27 Gennaio 2013, ore 17:21

ADNKRONOS

Vino: studio, Italia e Francia leader nell’export anche nel 2016 previsioni parlano di consumi in forte crescita e prezzi medi anche ... Come sarà il mondo del vino nei prossimi anni, quali i trend da seguire, e quali i Paesi protagonisti da qui al 2016? Domanda difficile, alla quale prova a rispondere l’ultimo studio di Vinexpo e Iswr - International Wine Spirits Research (le cui previsioni per il quinquennio precedente si sono puntualmente verificate, con un margine di errore dell’1%, www.iwsr.co.uk) sui cambiamenti nel panorama enoico tra il 2012 ed il 2016 e reso noto da WineNews. Quello che si prospetta è un futuro ricco di possibilità, in cui i consumi continueranno a crescere (+5,3%), così come i prezzi medi (+8,7%), trainati dalla crescita di Stati Uniti e Cina, l’Australia invece non riuscirà a fermare il proprio declino, mentre Italia e Francia saranno ancora protagoniste, con i consumatori d’Oltralpe sempre più innamorati dei rosati. Partendo dalla produzione, la Francia si confermerà leader, con una media di 45 milioni di ettolitri di vino prodotto ogni anno, seguita da Italia e Spagna, indietro nel rinnovamento dei propri vigneti. Dietro, gli Stati Uniti, che iniziano a soffrire la mancanza di terreni in cui crescere, seguiti dall’Argentina e dalla Cina (che scalerà due posizioni, dalla n. 8 alla n. 6), che si lascerà alle spalle Cile, Germania ed Australia (la cui produzione crollerà del 10%, da 11 a 10 milioni di ettolitri l’anno). La miglior performance sarà appannaggio invece del Sudafrica, la cui produzione tra il 2012 ed il 2016 sarà pari al 30%. Continueranno a crescere i consumi di vino nel mondo, a ritmi maggiori del periodo precedente (+5,3% contro il +2,8%), in particolar modo le bollicine (+8,5%), ma le gerarchie non saranno più le stesse: se gli Usa si confermeranno al primo posto (con una crescita del 12% nel periodo 2012-2016), la Germania è destinata a scavalcare Francia ed Italia e diventare il secondo Paese al mondo in termini di quantità di vino consumato. La “strana coppia” Cina ed Hong Kong (calcolate insieme dallo studio di Vinexpo e Iwsr), nonostante una crescita prevista del 40%, non andranno oltre la posizione n. 5, seguite da Regno Unito (-4%), Russia (+18%) e Argentina. Non cambierà nulla, invece, nella graduatoria dei consumi pro capite, con Francia, Italia, Svizzera, Portogallo, Danimarca e Germania ai primi posti, con una decelerazione nella caduta dei consumi in Francia, ed un peggioramento continuo nel Belpaese. Anche se i consumi medi non sono paragonabili a quelli dei Paesi europei, è in Cina, Usa e Canada che bisognerà continuare a puntare, e secondo Robert Beynat, Ceo di Vinexpo, proprio il mercato degli Stati Uniti “continuerà ad essere il più promettente del mondo, ed allo stesso tempo il più difficile, sia per la frantumazione intrinseca di un Paese federale, sia per la polarizzazione del mercato intorno a New York, che rappresenta il 50% del mercato. Eppure, nonostante tutto, se avessi 100 dollari da investire, punterei ancora sugli Usa”. Dall’altra parte, l’Asia continua a crescere, e ad imporre i propri gusti, che virano con decisione sui vini rossi, a scapito dei bianchi, specie australiani. A fronte di una crescita dei volumi consumati del 10% tra il 2007 ed il 2016, in termini di valore le stime sono di un +28%, con una crescita continua anche nei prossimi anni (seppure inferiore a quella registrata nel periodo 2007-2011: +8,7% contro +15,3%). Ad apprezzarsi saranno soprattutto i vini del segmento superiore ai 10 dollari a bottiglia (+30%), ma cresceranno anche le etichette vendute ad un prezzo compreso tra i 5 ed i 10 dollari (+10%), e quelle sotto i 5 dollari (+3%), per un valore del comparto vino nel mondo che, nel 2016, toccherà i 183 miliardi di dollari, confermandosi un prodotto di larghissimo consumo. Tra i Paesi importatori, bisogna distinguere tra quelli che dipendono esclusivamente dalle produzioni altrui, come Regno Unito (al secondo posto tra i Paesi che importano più vino), Olanda (n. 6), Belgio e Lussemburgo (n. 8), Svezia (n. 9), quelli che ne dipendono molto pur producendo vino, come la Germania, primo importatore mondiale, il Canada (n. 7) e la Svizzera (n. 10). Poi, in una posizione intermedia, ci sono Russia (che produce il 43% del vino che consuma, ed è il quinto mercato per importazioni), Stati Uniti (dove la produzione interna copre il 73% dei consumi, al n. 3 tra i Paesi importatori) e la Cina (con una produzione capace di soddisfare l’80% del fabbisogno totale, al n. 4): mercati talmente grandi che anche piccole quote fanno la fortuna, o la sfortuna, di qualsiasi Paese produttore. Le gerarchie, però, cambieranno molto se si prendono in considerazione solo i vini frizzanti: la Cina neanche nel 2016 sarà tra i primi 10 importatori di bollicine, che vedrà il Regno Unito al primo posto (+ 9%), seguito da Usa (+35%), Germania (che passa dal n. al n. 3), Russia (+56%) , Belgio e Lussemburgo (+13%), Giappone, Svezia, Olanda, Australia (+23%) e Svizzera (+16%). Lo studio non si sbilancia sulle performance delle esportazioni dei singoli Paesi, limitandosi a disegnare uno scenario in cui le tendenze registrate nel periodo 2007-2011 si confermeranno, in sostanza per tutti. Quindi la Francia continuerà ad essere irraggiungibile in termini di valore totale e di prezzo medio della bottiglia (a quota, rispettivamente 10 miliardi di dollari e 5,3 dollari), mentre l’Italia dovrebbe confermarsi leader nelle quantità, anche se a prezzi medi molto inferiori (1,9 dollari a bottiglia, come i vini cileni), e la Spagna si confermerà terza forza mondiale (con un prezzo medio bassissimo, 1,1 dollari a bottiglia). Dietro, Australia, Cile, Usa, Argentina, Portogallo e Germania si spartiscono il resto della “torta”.


22 Gennaio 2013, ore 17:12

ANSA

Vino: WineNews; 2013 porta inasprimento burocratico e caos confusione e nuovi adempimenti con regolamento Ue 436/2009 ... Invece che verso la semplificazione, il settore del vino sembra dover far fronte ad un aumento della “complicazione” burocratica. A dirlo è WineNews, che denuncia, con l’avvio del 2013, una sovrapposizione di norme che “non serve al consumatore e danneggia le aziende, soprattutto quelle piccole”. Dal 1 gennaio, spiega, è infatti entrato in vigore il regolamento europeo 436/2009 sulla circolazione dei prodotti vitivinicoli in Italia e all’estero, che rende obbligatorio l’utilizzo della banca dati online “E-Bacchus” per produrre documenti elettronici in materia di fatture e documenti di accompagnamento del vino. Tali documenti dovranno riportare obbligatoriamente alcune indicazioni, tra cui l’indicazione della attestazione (o autodichiarazione) delle Dop e delle Igp complete della denominazione, l’indicazione, per Dop e Igp, del nome e della mail dell’Organismo di Controllo che ha rilasciato le attestazioni, l’indicazione del codice della denominazione dei prodotti da ricavare dall’archivio E-Bacchus. La procedura è comunque considerata “facoltativa” fino a fine luglio e potrebbe riguardare solo il prodotto sfuso, anche se si attende l’interpretazione ufficiale del Comitato di Gestione del Mipaaf. La norma, conclude Winenews, è comunque poco chiara e causerebbe, almeno in una prima fase di assestamento, la sovrapposizione di numerosi documenti. A ciò si aggiunge i problema che l’elenco delle denominazioni online presenti nell’E-Bacchus sarebbe incompleto.


21 Gennaio 2013, ore 15:08

AGI

Vino: Italia e Francia leader nella produzione e nell’export ... Italia e Francia ancora leader nella produzione e nell’export: è la “fotografia” del mondo del vino nei prossimi anni, da qui al 2016, che emerge dall’ultimo studio di Vinexpo e Iswr - International Wine & Spirits Research (le cui previsioni per il quinquennio precedente si sono puntualmente verificate, con un margine di errore dell’1%, www.iwsr.co.uk) sui cambiamenti nel panorama enoico tra il 2012 ed il 2016 e reso noto da WineNews. Quello che si prospetta è un futuro ricco di possibilità, in cui i consumi continueranno a crescere (+5,3%), così come i prezzi medi (+8,7%), trainati dalla crescita di Stati Uniti e Cina, l’Australia invece non riuscirà a fermare il proprio declino, mentre Italia e Francia saranno ancora protagoniste, con i consumatori d’Oltralpe sempre più innamorati dei rosati. Partendo dalla produzione, la Francia si confermerà leader, con una media di 45 milioni di ettolitri di vino prodotto ogni anno, seguita da Italia e Spagna, indietro nel rinnovamento dei propri vigneti. Dietro, gli Stati Uniti, che iniziano a soffrire la mancanza di terreni in cui crescere, seguiti dall’Argentina e dalla Cina (che scalerà due posizioni, dalla n. 8 alla n. 6), che si lascerà alle spalle Cile, Germania ed Australia (la cui produzione crollerà del 10%, da 11 a 10 milioni di ettolitri l’anno). La miglior performance sarà appannaggio invece del Sudafrica, la cui produzione tra il 2012 ed il 2016 sarà pari al 30%. Continueranno a crescere i consumi di vino nel mondo, a ritmi maggiori del periodo precedente (+5,3% contro il +2,8%), in particolar modo le bollicine (+8,5%), ma le gerarchie non saranno più le stesse: se gli Usa si confermeranno al primo posto (con una crescita del 12% nel periodo 2012-2016), la Germania è destinata a scavalcare Francia ed Italia e diventare il secondo Paese al mondo in termini di quantità di vino consumato. La "strana coppia" Cina ed Hong Kong (calcolate insieme dallo studio di Vinexpo e Iwsr), nonostante una crescita prevista del 40%, non andranno oltre la posizione n.5, seguite da Regno Unito (-4%), Russia (+18%) e Argentina. Non cambierà nulla, invece, nella graduatoria dei consumi pro capite, con Francia, Italia, Svizzera, Portogallo, Danimarca e Germania ai primi posti, con una decelerazione nella caduta dei consumi in Francia, ed un peggioramento continuo nel Belpaese. Anche se i consumi medi non sono paragonabili a quelli dei Paesi europei, è in Cina, Usa e Canada che bisognerà continuare a puntare, e secondo Robert Beynat, Ceo di Vinexpo, proprio il mercato degli Stati Uniti “continuerà ad essere il più promettente del mondo, ed allo stesso tempo il più difficile, sia per la frantumazione intrinseca di un Paese federale, sia per la polarizzazione del mercato intorno a New York, che rappresenta il 50% del mercato. Eppure, nonostante tutto, se avessi 100 dollari da investire, punterei ancora sugli Usa”. Dall’altra parte, l’Asia continua a crescere, e ad imporre i propri gusti, che virano con decisione sui vini rossi, a scapito dei bianchi, specie australiani. A fronte di una crescita dei volumi consumati del 10% tra il 2007 ed il 2016, in termini di valore le stime sono di un +28%, con una crescita continua anche nei prossimi anni (seppure inferiore a quella registrata nel periodo 2007-2011: +8,7% contro +15,3%).


21 Gennaio 2013, ore 15:03

ANSA

Vino: Vinexpo-Iswr;consumi e prezzi in crescita fino al 2016 bene rosati e bollicine, Italia e Francia sempre leader ... Per il mondo del vino si prospetta un futuro prossimo di abbondanza, con consumi e prezzi in crescita, rispettivamente del 5,3 dell’8,7%, trainati dai mercati statunitense e cinese. A prevederlo è l’ultimo studio di Vinexpo e Iswr l’International Wine & Spirit Research, relativo al periodo 2012-2016, reso noto da WineNews. Secondo l’analisi, Italia e Francia si confermeranno le regine del settore, mentre l’Australia non riuscirà a fermare il proprio declino. Buone prospettive per i vini rosati e per le bollicine. A livello di produzione, la Francia manterrà la propria leadership, con una media di 45 milioni di ettolitri l’anno. Sul podio, a seguire, Italia e Spagna. A scendere, gli Stati Uniti, l’Argentina e la Cina, che dovrebbe scalzare Cile, Germania e Australia, la cui produzione calerà del 10%. A far registrare la miglior performance dovrebbe essere il Sud Africa. I consumi mondiali cresceranno ad un livello più sostenuto rispetto al periodo precedente (2,8%), in particolar modo per le bollicine (+8,5%), ma muteranno le gerarchie: se gli Usa si confermeranno al primo posto (+12%), la Germania dovrebbe scavalcare Francia ed Italia e diventare il secondo Paese al mondo in termini di quantità di vino consumato. La coppia asiatica Cina-Hong Kong, nonostante una crescita prevista del 40%, non andrà oltre la quinta posizione, seguita da Regno Unito (-4%), Russia (+18%) e Argentina. Invariata la classifica dei consumi pro-capite, con Francia, Italia, Svizzera, Portogallo, Danimarca e Germania ai primi posti, nonostante il continuo calo nel nostro Paese. Eppure, secondo gli analisti, i mercati più promettenti saranno gli Stati Uniti, la Cina e il Canada. A livello qualitativo acquisteranno mercato soprattutto i rossi di segmento superiore (+30% oltre 10 dollari), ma cresceranno anche le etichette vendute ad un prezzo compreso tra i 5 e i 10 dollari (+10%) e quelle sotto i 5 (+3%) . Nel complesso il comparto del vino raggiungerà, nel 2016, i 183 miliardi di dollari di valore. Lo studio non si sbilancia sulle performance di export dei singoli Paesi, anche se la Francia dovrebbe mantenere la leadership per il valore e l’Italia per la quantità.


20 Gennaio 2013, ore 15:02

ADNKRONOS

Vino: Puglia al top di “Wine Enthusiast” ... Grande successo della Puglia al top dell’enoturismo mondiale per “Wine Enthusiast”, la celebre rivista americana che ha collocato i vini della regione nella classifica “10 Best Wine Travel Destinations 2013”. A sottolinearlo è WineNews, il sito italiano, punto di riferimento per i cultori del vino “Un premio alla scelta di investire in agri-cultura come elemento di sviluppo e di innovazione legata all’identità del nostro territorio, dove la produzione di vino di qualità, in 3 anni, è passata dal 20% al 60% del totale, e ha trainato la crescita dei territori” ha detto Dario Stefàno, assessore alle Risorse Agricole della Puglia in una conferenza a Roma a cui ha partecipato anche il presidente della regione Nichi Vendola e candidato alle prossime elezioni con Sel. “Abbiamo creduto nell’agricoltura come motore di sviluppo - ha aggiunto il presidente della Regione, Nichi Vendola - dando, e non regalando, i soldi alle imprese per sostenere l’evoluzione qualitativa del nostro sistema economico e produttivo”.


20 Gennaio 2013, ore 15:01

ADNKRONOS

Vino: le aste enoiche ritrovano stabilità nell’ultimo trimestre del 2012 a New York crescono i prezzi medi, Hong Kong si scopre più parsimoniosa ... Tra i tanti aspetti da monitorare per capire il polso del mercato enoico mondiale, secondo www.winenews.it, non vanno mai perse di vista le grandi aste internazionali di “fine wines” che, nel quarto trimestre 2012, fanno segnare la prima, timidissima, ripresa, secondo il Wine Spectator Auction Index, dalla metà del 2011 ad oggi. +0,02% a quota 306,57 punti, il segno di una stabilità rafforzata da un altro dato importante, la percentuale dei lotti venduti, attualmente al 95%. Certo, spiega il sito WineNews, vanno rimarcate le dovute differenze, perché in Usa le 15 aste andate in scena negli ultimi tre mesi dell’anno hanno messo all’asta 12.794 lotti, per un valore complessivo di 40 milioni di dollari (-15% sullo stesso periodo del 2011, quando c’erano più vini sul mercato), ma il prezzo medio per singolo lotto, in realtà, è salito, passando da 2.964 a 3.127 dollari. Diverso l’andamento di Hong Kong, che si conferma capitale mondiale delle vendite all’incanto enoiche, pur con un andamento più irregolare: le vendite sono calate leggermente, a quota 58,5 milioni di dollari (58,7 nell’ultimo trimestre del 2011), ma il prezzo medio ha subito un vero e proprio crollo, passando da 7.964 a 5.713 dollari, segno che gli investitori asiatici, spesso pronti a spendere più del dovuto pur di raggiungere determinati status symbol, stanno adottando una tattica diversa, più parsimoniosa nei rilanci. Per quanto riguarda le differenti tipologie di vino, è importante sottolineare la tenuta dei Bordeaux, il cui prezzo medio scende solo dello 0,3%, con due annate in decisa controtendenza, la 1990 (+5% sul trimestre precedente, con le quotazioni di Chàteau Gruaud-Larose che arrivano addirittura al +27%, a quota 173 dollari a bottiglia) e la 1989 (+2% il prezzo medio, con Chàteau Palmer che arriva a 359 dollari a bottiglia, in crescita del 25%). A uscire ridimensionate, invece, sono le annate 2000 (-3%, con il record negativo di Chàteau La Mission Haut-Brion, a 550 dollari a bottiglia, in calo del 17%) e 1995 (-4%, con Chateau Le Pin giù del 14% a quota 1.412 dollari a bottiglia). Fanno peggio i vini di Borgogna, che subiscono un calo del 5% del prezzo medio, a causa, soprattutto, delle performance di etichette simbolo come Domaine Leroy Romanée St.-Vivant 1999 e G. Roumier Bonnes Mares 1999 (-30%). Chi non conosce difficoltà è Domaine de la Romanee-Conti: basti pensare che 48 dei 50 lotti top di Borgogna del quarto trimestre 2012 sono proprio del Domaine più prestigioso del mondo. Al primo posto, infatti, troviamo una jeroboam di Romanée-Conti 2002 battuta da Acker Merrall and Condit a 43.050 dollari, seguita da una matusalem di La Tache 1996 che all’asta newyorkese di Christiès ha toccato i 22.990 dollari, e da una matusalem di Montrachet 1993 che Zachys ha piazzato a 17.080 dollari. Meglio ancora, tra gli Champagne, riesce a fare Krug, specie a livello di crescita percentuale, grazie alla collezione proveniente direttamente dalle cantine del brand francese battuta da Sotheby’s, che ha visto il Krug Brut Blanc de Noirs Champagne Clos d’Ambonnay 1995 raggiungere il prezzo medio di 7.350 dollari per bottiglia (+284%), la magnum di Krug Brut Champagne Collection 1973 i 12.250 dollari (+259%) ed il Krug Brut Blanc de Blancs Champagne Clos du Mesnil 1990 i 2.610 dollari a bottiglia (+125%). Gli italiani, dopo un lungo periodo di crescita, segnano un -13% sui prezzi medi dovuto al calo evidente di etichette simbolo del Belpaese enoico, come il Solaia 1988 di Antinori, battuto mediamente a 123 dollari a bottiglia (-44%), il Langhe Sorì San Lorenzo 1997 di Gaja, a 405 dollari a bottiglia (-31%), e non va meglio al Sassicaia 1999, a quota 152 euro (-29%). Va meglio al Barolo Cannubi Boschis 1996 di Luciano Sandrone, a 259 euro a bottiglia (+13%).


18 Gennaio 2013, ore 16:20

TG1 ECONOMIA

Tg1 Economia del 18 gennaio, in onda dopo il Tg delle ore 13,30, servizio di Anna Scafuri, con sondaggio Winenews sui fatturati 2012 in crescita (+4%), grazie ad export, per il 76% delle aziende tricolori. Lo dicono 30 tra le cantine d'Italia al top (minuto 6.48).
Servizio Tg1


18 Gennaio 2013, ore 11:34

Tg5

Tg5 del 18 gennaio delle ore 8,00, servizio di Gioacchino Bonsignore, con inchiesta Winenews sui fatturati 2012 in crescita (+4%) per il 76% delle aziende tricolori. Lo dicono 30 tra le cantine d’Italia al top (minuto 28.06)
servizio tg5


17 Gennaio 2013, ore 12:07

ANSA

Vino: Frescobaldi a Gorgona per aiutare detenuti in vendemmia possibile accordo tra cantina e carcere secondo Winenews ... La famiglia toscana Frescobaldi, che produce vini dal ’700, potrebbe contribuire a vendemmiare e produrre vini alla Gorgona, l’isola che ospita l’omonimo carcere, e i cui vitigni sono oggi lavorati dai detenuti. A darne notizia il sito internet Winenews.it, precisando che si tratta di rumors. Secondo il sito si tratterebbe di una collaborazione voluta dal carcere per dare una professionalità ai detenuti e al contempo valorizzare i frutti della vigna. La trattativa sarebbe ancora in via di definizione, ma intanto a settembre è stata fatta la prima vendemmia con i carcerati sotto la supervisione degli esperti di Frescobaldi.


17 Gennaio 2013, ore 10:50

IL SOLE 24 ORE

Le top 30 del vino: +4% del fatturato ... Il 76% delle aziende vinicole più importanti del nostro Paese archivia il 2012 con un bilancio positivo: il sondaggio di www.winenews.it, sito specializzato di primo piano diretto da Alessandro Regoli, stima una crescita dei fatturati del +4%. E un sentiment positivo anche per il 2013. Il sondaggio è stato condotto fra 30 tra le realtà enologiche più importanti d’Italia e che, complessivamente, rappresentano un fatturato di 2 miliardi, più del 20% del fatturato vino” complessivo del nostro Paese.


16 Gennaio 2013, ore 12:31

GR1 8.30

Citazione inchiesta Winenews Fatturati 2012 in crescita (+4%), grazie ad export, per il 76% delle aziende tricolori. sentiment abbastanza positivo sul 2013. Lo dicono 30 tra le cantine d’Italia al top (che insieme fatturano 2 miliardi di euro)


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