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Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

19 Maggio 2016, ore 17:16

ANSA

Enoturismo tra pi importanti diversificazioni investimento WineNews, cos lo considerano 20 tra maggiori cantine italiane ... Lenoturismo una delle diversificazioni di investimento pi importanti in mano al mondo del vino italiano. Non solo: secondo uninchiesta di www.winenews.it tra 20 delle maggiori realt enologiche nazionali, lattivit enoturistica il 90% delle cantine fondamentale per aumentare la fidelizzazione degli eno-appassionati, con unofferta cos diversificata da non fermarsi alle degustazioni guidate o ai tour aziendali, ma con proposte di ristorazione e pernottamento, eventi in cantina, veri e propri musei aziendali e location per un wine wedding. Per tutte le realt sondate, lenoturismo decisivo non solo per la vendita diretta (la cui percentuale media dincidenza sul fatturato totale del campione varia dall1 al 10%, in base a dimensioni ed orientamento aziendale, ed attrattiva territoriale), ma per un ulteriore sviluppo delle aziende, e anche dei territori, come spinta per nuovi investimenti, dal terziario avanzato al commercio e servizi. Un circolo virtuoso, innescato da una percentuale media annua di investimento sullenoturismo delle cantine in questione che va dal 2% all8% del fatturato. La percentuale media sul fatturato dei ricavi derivanti dalle attivit enoturistiche compresa in un range che va dal 2 al 15%. Nella maggior parte dei casi (85%) le aziende campione dellinchiesta WineNews considerano lenoturismo un elemento decisivo per lo sviluppo dellimpresa vitivinicola, investendo le proprie risorse nel turismo del vino con una certa oculatezza, anche se poi, in generale, il ritorno positivo. Per la quasi totalit del campione (95%) lattivit principale lorganizzazione di degustazioni guidate, seguita dai tour aziendali (75%). Quasi appaiate le offerte di ristorazione (55%) e pernottamento (60%). Un altro 60% indica poi lorganizzazione di spettacoli e/o intrattenimenti in cantina, mentre il 55% offre anche mostre e/o visite in musei aziendali e ben il 45% wine wedding.


11 Maggio 2016, ore 10:32

CORRIERE DEL VENETO/IMPRESE

II valore di un appezzamento ad Amarone cresciuto del 1.357% in 50 anni, nella cru del Cartizze si arriva a 1,5 milioni per ettaro (ma nessuno vende). Oggi meglio comprare un vigneto che un appartamento. Cera una volta il Nordest dei capannoni e delle villette. Costruivi, costruivi, costruivi. E dal cemento spuntavano soldi e interessi. Adesso iniziata lera del vigneto. Che a spremere i grappoli duva si ottiene non solo il divino nettare, ma anche un pragmatico profitto. Comprate terreni. Non ne fabbricano pi. Mark Twain lo diceva gi nellAmerica dellOttocento. E il dogma oggi viene clonato con un sorriso da Christian Marchesini, presidente regionale dei viticoltori di Confagricoltura e del Consorzio tutela vini Valpolicella: Con le prospettive di crescita che ci sono oggi nel Veronese, sicuramente meglio comperare un vigneto che un appartamento. Ecco una mappa dei valori fondiari dei vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per pesarli, vanno piantati due paletti: stando ad alcune stime dellIstituto nazionale di economia agraria, che elabora la relativa banca dati, un ettaro di terreno agricolo vale in media circa 20 mila euro, se coltivato a vite sale a 36 mila. Dentro il mondo dei vitigni, poi, ci sono le eccellenze. Le stime sono fatte dai professionisti del settore di Wine News. In Alto Adige i terreni sono valutati intorno ai 500.000 euro per ettaro per via delle particolari condizioni di impianto, dei terrazzamenti e della scarsit di vigneti sul mercato spiegano -, mentre in Franciacorta siamo sui 250.000 euro per ettaro; nellarea del Barolo, in Piemonte, a 400.000 euro, ma i cru pi importanti superano il milione. Ancora: i terreni a Barbaresco oscillano tra i 350 e i 4oo mila per ettaro, stesso valore del Brunello di Montalcino e superiore al Bolgheri, quotato tra i 250 e i 300 mila a ettaro. Meno alti i valori del Friuli Venezia Giulia. Robert Princic il presidente del consorzio del Collio: Anni fa, il nostro territorio era pi ambito - spiega -, adesso i vitigni sono stimati attorno ai 200 mila euro lettaro. La qualit dei nostri vini riconosciuta a livello mondiale. Stiamo investendo sulla qualit e stiamo portando la denominazione alla Docg. Oltre al Pinot grigio investiamo sugli autoctoni ma anche sul Collio bianco per valorizzare la nostra denominazione. Sempre stando ai dati di Wine News, nellultimo mezzo secolo, lincremento di valore di un ettaro di vigneto a Brunello stato del 2.474%, quello dellAmarone del 1.357%, del Barbaresco del 257%, del Barolo del 206%, del Chianti Classico del 129%. Concentrandosi sul rosso veronese, se nel 1966 un ettaro di terreno vitato o vitabile (fabbricati annessi) si comprava con 3,5 milioni di lire, oggi vale mezzo milione di euro. Nel caso dellAmarone - spiega Alessandro Regoli, direttore di Wine News - il processo di valorizzazione, quasi tutto da collocare nella seconda met degli anni Novanta, stato pi concentrato nel tempo grazie ai produttori, che hanno saputo valorizzare il loro patrimonio storico. Marchesini va oltre: Stimiamo valori tra i 400 e i 6oo mila euro allettaro. E il motivo semplice: qui nessuno vuole vendere, chi ha un terreno se lo tiene bello stretto. Ma a cercare i veri picchi di valore c una zona unica, stupenda come la perfezione con la quale mani sapienti hanno ricamato colline e anfratti: sono i 107 ettari del Cartizze, la cru della Docg del Prosecco, dove Rigoni stima anche a pi di un milione, fino a un milione e mezzo, il valore dei terreni. Innocente Nardi il presidente del Consorzio della Docg di Conegliano e Valdobbiadene: E il nostro genius loci. La verit che i vigneti non sono in vendita, c troppa domanda e pochissima offerta. E cos i prezzi si impennano ai livelli dei grandissimi rossi. Stando alle stime di Wine News, nellarea della collina circostante i valori si abbassano tra i 300 e i 380 mila euro allettaro (zona Docg), salvo poi scendere a 120-150 nellarea allargata del Prosecco Doc. Una zona in crescita tumultuosa, che giunta a 23.250 ettari complessivi, includendo anche lappendice friulana, che anche lemblema dello sviluppo delle bollicine. Il presidente Stefano Zanette: Non facile definire lequilibrio sui mercati - spiega -. Bisogna trovare una forma di equit tra il lavoro dei viticoltori e quello degli imbottigliatori. Il terreno patrimonio aziendale, ma se luva vale troppo poi non riusciamo pi a vendere le bottiglie. Riflessioni al centro del dibattito in questi giorni: lettaro dove possibile piantare Glera (luva che d il Prosecco) stimato a 15o mila euro, ai quali serve aggiungere circa 50 mila euro per limpianto del vigneto e reggere i tre anni di attesa prima della piena produzione. In molti si stanno facendo questi conti. Lultimo dato certo al 31 luglio dello scorso anno: al Veneto mancavano 2.550 ettari per saturare la zona Doc, ai quali si sommano i 3.000 aggiuntivi votati dallassemblea dei soci lo scorso 28 aprile. Moltiplicate per 2-300 mila euro e otterrete un totale che supera il miliardo di euro. Altro che appartamenti, i palazzi adesso si costruiscono con i vigneti.


06 Maggio 2016, ore 16:28

CORRIERE DELLA SERA/BLOG

Il blasone non acqua ... Anzi, vino. LItalia dei produttori illustri... Nobilt di vino? Il team di WineNews ha avuto lidea di approfondire nomi, cognomi e aziende vinicole di oggi, per trovare il filo rosso che conduce al passato. Il risultato che numerosi vignaioli discendono da famiglie blasonate o quanto meno illustri. Eredi cio di aristocratici, scrittori, poeti. Sorprendente fino a un certo punto. Si sa, infatti, che la nobilt terriera appartiene alle solide tradizioni del Paese. Tuttavia, fa un certo effetto leggere la lista dei personaggi che hanno continuato lattivit (od una delle attivit) di famiglia. Al netto, di altri che, al contrario, hanno ceduto i loro possedimenti vitivinicoli a imprenditori liquidi ma non blasonati. Ci limitiamo qui a riprendere alcuni produttori citati dal sito diretto da Alessandro Regoli (sede a Montalcino), per dare qualche esempio. Vogliamo cominciare da un poeta nobile e famoso? Giacomo Leopardi da Recanati (Marche): nei vigneti che circondano casa Leopardi, i conti Leopardi di San Leopardo producono alcuni vini tipici dellarea: Rosso Conero, Rosso Piceno, Verdicchio dei Castelli di Jesi. Che dire dei discendenti di Dante? I Serego Alighieri, produttori in Veneto di Amarone e Valpolicella, dopo quasi 7oo anni, grazie a Masi Agricola, tornano in Toscana e qui vinificano. Nasce cos il Rosso Igt Bello Ovile (come il poeta esule chiamava la sua terra natia). In Maremma, Gaddo della Gherardesca, discendente del conte Ugolino (e torniamo a Dante), 37 generazione, produce vino. Che non dovrebbe costare troppo, dichiar. Per restare in Toscana, ecco i Marchesi de Frescobaldi (nellalbero genealogico, il famoso compositore di musica barocca Girolamo Frescobaldi); e i Marchesi Antinori: viticoltori di gran nome. Ma c anche un principe, Duccio Corsini, alla guida della storica Tenuta Le Corti nel Chianti Classico. Tra vino e politica, al Castello di Brolio (foto), di propriet della famiglia Ricasoli, che il Barone di ferro Bettino Ricasoli, fra gli artefici del Risorgimento italiano, scriveva la formula del Chianti Classico. Lelenco potrebbe continuare fino in Sicilia. Un nome: il conte Lucio Tasca dAlmerita. Erede della Tenuta di Regaleali dove da anni si producono ottimi vini.


06 Maggio 2016, ore 11:38

ANSA

Winenews.it, produttori molti discendenti di big della storia, arte ... Il vino non ha solo ispirato intere pagine di storia, arte, musica, cinema e letteratura. In prospettiva inversa - rileva Winenews.it - al centro dellattivit di famiglie che discendono dai grandi personaggi dellarte e spettacolo che hanno celebrato il nettare di Bacco. A Recanati, nei vigneti che circondano Casa Leopardi, i Conti Leopardi di San Leopardo, la famiglia del Leopardi, proseguono una tradizione che passa dallo Zibaldone del grande poeta italiano (Il vino il pi certo, e (senza paragone) il pi efficace consolatore. Dunque il vigore; dunque la natura, e che oggi anche un Marche rosso Igt) e arriva allattuale produzione di rosso Conero, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Rosso Piceno. Tornati nella loro Toscana dopo quasi 700 anni, grazie a Masi Agricola, nei Poderi del Bello Ovile, i Serego Alighieri, discendenti diretti di Dante, producono il Bello Ovile, un rosso Igt, come il poeta esule chiamava la sua patria nata, accanto allAmarone e al Valpolicella, nelle Possessioni acquisite in Veneto nel lontano 1353 da Pietro Alighieri, figlio del Sommo Poeta, che aveva seguito il padre durante lesilio. E se Pia Tolomei, discendente oltrech omonima della sua illustre antenata di dantesca memoria, oggi, insieme ai fratelli Bernardo e Camilla, in compagnia del marito illustre, Giorgio Albertazzi, produce olio a La Pescaia, la tenuta di famiglia in Maremma (Ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi f, disfecemi Maremma), tra le pi celebri personalit del mondo del vino italiano, Gaddo della Gherardesca discendente di uno dei figli del Conte Ugolino, tra i personaggi pi famosi della Divina Commedia, 37 generazioni, la cui casa il Castello di Castagneto a Castagneto Carducci. Dalla Maremma al terroir del bianco toscano per eccellenza, storici produttori della Vernaccia di San Gimignano nelle loro Tenute, tra tanti illustri antenati, tra cui La Gioconda, Filippo Strozzi e Winston Churchill, i Guicciardini Strozzi sono i discendenti di Francesco Guicciardini, per il quale Niccol Macchiavelli inizi la carriera politica come segretario, uomo politico di spicco, governatore dello Stato pontificio, e autore di quella Storia dItalia (anni 1494-1532) che ne fa un precursore dellUnit dItalia. Tra le storiche famiglie del vino toscano e dItalia, e ancora tra pi di un celebre antenato, nellalbero genealogico di Marchesi de Frescobaldi c Girolamo Frescobaldi, uno dei pi importanti compositori di musica barocca in Europa. Amerigo Antinori, rinascimentale guerrafondaio pi che vinattiere, giovane allora molto favorito in Fiorenza come ricorda il Vasari, tra i pi famosi antenati dei Marchesi Antinori, il giovinetto di un famoso ritratto del Pontormo. Lapoteosi della famiglia dei Principe Corsini, invece, la cui storica tenuta Villa Le Corti nel Chianti Classico, lascesa al soglio pontificio di Lorenzo Corsini col nome di Papa Clemente XII, fondatore dei Musei Capitolini e committente della Fontana di Trevi. Scorrendo gli annali della famiglia Mazzei, alla guida del Castello di Fonterutoli, ci si imbatte in Filippo Mazzei, studioso e viaggiatore, amico di George Washington, di Benjamin Franklin e di Thomas Jefferson, da cui fu chiamato per sperimentare la viticoltura in Virginia, partecipando anche alla guerra dIndipendenza americana ed alla stesura della Costituzione degli Stati Uniti. Tra vino e politica, al Castello di Brolio, di propriet della famiglia Ricasoli, che il Barone di Ferro Bettino Ricasoli, tra gli artefici del Risorgimento italiano, scriveva la formula del Chianti Classico. Castello Sonnino, invece, lantica dimora del suo successore alla Presidenza del Consiglio dItalia, Sidney Sonnino, ancora oggi di propriet della famiglia, dove si produce Chianti. Ma vigneron lo sono anche i discendenti del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, nei Poderi Luigi Einaudi nelle Langhe. Ed esempi di illustri discendenze nel mondo del vino, arrivano anche dalluniverso del cinema: Rocca delle Mace, nel Chianti Classico, lazienda fondata da Italo Zingarelli, produttore, regista e direttore cinematografico; leredit del grande Ugo Tognazzi anche La Tognazza Amata, la tenuta dellattore a Velletri, dove oggi il figlio GianMarco produce vini dai nomi alquanto evocativi: dal rosso Antani al bianco Tapioco.


05 Maggio 2016, ore 14:47

Affari Italiani

Dante, Leopardi Guicciardini: il vino dei discendenti ... I discendenti di famosi personaggi producono vino,olio e olive... I Serego Alighieri, discendenti diretti di DanteIl vino non ha solo ispirato intere pagine di storia, arte, musica, cinema e letteratura, guidando la mano ad artisti, compositori, scrittori o poeti conosciuti, e appassionando illustri uomini di stato tanto quanto la politica. Rovesciando la prospettiva, infatti, dalle opere agli artefici, se Dante e Leopardi, Pia de Tolomei e il Conte Ugolino della Gherardesca, Francesco Guicciardini e Girolamo Frescobaldi, Amerigo Antinori e Papa Clemente XII, Filippo Mazzei e Bettino Ricasoli, Sidney Sonnino e Luigi Einaudi, Ugo Tognazzi e Italo Zingarelli, nutrivano per il vino una grande passione, oggi, scuriosando con WineNews nel loro albero genealogico, molti dei loro discendenti sono produttori nelle tenute di famiglia. E se facile immaginare Monna Lisa Gherardini a Vignamaggio, la quattrocentesca Villa di famiglia nel Chianti Classico, nella recente ricostruzione dellalbero genealogico del grande genio Leonardo da Vinci che lavrebbe resa per sempre immortale nella Gioconda, ad oggi nessuno dei discendenti viventi produce vino o si dedica ad attivit agricola, ha assicurato a WineNews il leonardista Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, autore dello studio sulla sua famiglia con la storica Agnese Sabato.
--BANNER-- A Recanati, nei vigneti che circondano Casa Leopardi, i Conti Leopardi di San Leopardo, la famiglia del Leopardi, proseguono nella tradizione enoicaA Recanati, nei vigneti che circondano Casa Leopardi, i Conti Leopardi di San Leopardo, la famiglia del Leopardi, proseguono una tradizione che passa dallo Zibaldone del grande poeta italiano (Il vino il pi certo, e (senza paragone) il pi efficace consolatore. Dunque il vigore; dunque la natura, e che oggi anche un Marche rosso Igt) e arriva allattuale produzione di rosso Conero, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Rosso Piceno. Tornati nella loro Toscana dopo quasi 700 anni, grazie a Masi Agricola, nei Poderi del Bello Ovile, i Serego Alighieri, discendenti diretti di Dante, producono il Bello Ovile, un rosso Igt, come il poeta esule chiamava la sua patria nata, accanto allAmarone e al Valpolicella, nelle Possessioni acquisite in Veneto nel lontano 1353 da Pietro Alighieri, figlio del Sommo Poeta, che aveva seguito il padre durante lesilio. E se Pia Tolomei, discendente oltrech omonima della sua illustre antenata di dantesca memoria, oggi, insieme ai fratelli Bernardo e Camilla, in compagnia del marito illustre, Giorgio Albertazzi, produce olio a La Pescaia, la tenuta di famiglia in Maremma (Ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi f, disfecemi Maremma), tra le pi celebri personalit del mondo del vino italiano, Gaddo della Gherardesca discendente di uno dei figli del Conte Ugolino, tra i personaggi pi famosi della Divina Commedia, 37 generazioni, la cui casa il Castello di Castagneto a Castagneto Carducci.
Dalla Maremma al terroir del bianco toscano per eccellenza, storici produttori della Vernaccia di San Gimignano nelle loro Tenute, tra tanti illustri antenati, tra cui La Gioconda, Filippo Strozzi e Winston Churchill, i Guicciardini Strozzi sono i discendenti di Francesco Guicciardini, per il quale Niccol Macchiavelli inizi la carriera politica come segretario, uomo politico di spicco, governatore dello Stato pontificio, e autore di quella Storia dItalia (anni 1494-1532) che ne fa un precursore dellUnit dItalia. Tra le storiche famiglie del vino toscano e dItalia, e ancora tra pi di un celebre antenato, nellalbero genealogico di Marchesi de Frescobaldi c Girolamo Frescobaldi, uno dei pi importanti compositori di musica barocca in Europa. Amerigo Antinori, rinascimentale guerrafondaio pi che vinattiere, giovane allora molto favorito in Fiorenza come ricorda il Vasari, tra i pi famosi antenati dei Marchesi Antinori, il giovinetto di un famoso ritratto del Pontormo. Lapoteosi della famiglia dei Principe Corsini, invece, la cui storica tenuta Villa Le Corti nel Chianti Classico, lascesa al soglio pontificio di Lorenzo Corsini col nome di Papa Clemente XII, fondatore dei Musei Capitolini e committente della Fontana di Trevi.
Scorrendo gli annali della famiglia Mazzei, alla guida del Castello di Fonterutoli, ci si imbatte in Filippo Mazzei, studioso e viaggiatore, amico di George Washington, di Benjamin Franklin e di Thomas Jefferson, da cui fu chiamato per sperimentare la viticoltura in Virginia, partecipando anche alla guerra dIndipendenza americana ed alla stesura della Costituzione degli Stati Uniti. Tra vino e politica, al Castello di Brolio, di propriet della famiglia Ricasoli, che il Barone di Ferro Bettino Ricasoli, tra gli artefici del Risorgimento italiano, scriveva la formula del del Chianti Classico. Castello Sonnino, invece, lantica dimora del suo successore alla Presidenza del Consiglio dItalia, Sidney Sonnino, ancora oggi di propriet della famiglia, dove si produce Chianti. Ma vignerons lo sono anche i discendenti del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, nei Poderi Luigi Einaudi nelle Langhe.
Ed esempi di illustri discendenze nel mondo del vino, arrivano anche dalluniverso del cinema: Rocca delle Mace, nel Chianti Classico, lazienda fondata da Italo Zingarelli, produttore, regista e direttore cinematografico; leredit del grande Ugo Tognazzi anche La Tognazza Amata, la tenuta dellattore a Velletri, dove oggi il figlio GianMarco produce vini dai nomi alquanto evocativi: dal rosso Antani al bianco Tapioco.

Focus - Su e gi tra i territori del vino italiano, a caccia con WineNews delle cantine dove si sono scritte pagine di storia italiana
Tra gli antichi proprietari dellattuale cantina del Castello di Montegiove, tra Orvieto e Perugia, ci sono i Monadelschi della Vipera, citati da Dante nella Divina Commedia, ed il famoso condottiero Gattamelata. E mentre a Milano, una task force di studiosi, insieme a Confagricoltura, ha fatto rinascere la vigna di Leonardo alla Casa degli Atellani, donata al grande genio da Ludovico il Moro per aver realizzato il Cenacolo, negli anni in cui realizzava La Gioconda, invece, Leonardo risiedette al Castello Vicchiomaggio, nel Chianti Classico, poco lontano dalla Villa Vignamaggio dei Gherardini, la famiglia di Monna Lisa, e dove pi tardi Francesco Redi compose Il Bacco in Toscana. Restando nel celebre terroir toscano, nel Castello di Verrazzano che nel 1485 nacque il navigatore Giovanni da Verrazzano, ed nella tenuta di famiglia, lAntica Fattoria Macchiavelli, che Niccol Machiavelli scrisse Il Principe e coltiv ulivi e vigne.
I Tenimenti Conti Borghini Baldovinetti de Bacci sono di propriet della storica famiglia che commission a Piero della Francesca gli affreschi della Leggenda della Vera Croce nella cappella di famiglia nella Chiesa di San Francesco ad Arezzo. Ma si va da Villa dei Vescovi nei Colli Euganei rifugio di Francesco Petrarca, alla Villa affacciata sugli stessi vigneti dove durante il suo soggiorno Ugo Foscolo ambient le Ultime lettere di Jacopo Ortis, e, sempre tra gli stessi vigneti, lAbbazia di Praglia dove sono ambientate alcune pagine di Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro; Villa Angarano a Bassano del Grappa inserita nei Quattro Libri dellArchitettura del Palladio, autore anche della Villa di Maser affrescata da Paolo Veronese, non lontano da Villa Sandi a Crocetta del Montello, dimora di Napoleone e del Canova; a Villa Manzoni alle porte di Milano, Alessandro Manzoni iniziava a scrivere I Promessi Sposi e faceva il viticoltore.
Ad Oliena Gabriele DAnnunzio scrisse il suo celebre elogio al Cannonau di Sardegna Nepente, mentre la cantina Volpe Pasini lo ha ospitato insieme a Luigi Pirandello; a Villa di Monterosso nelle Cinque Terre Eugenio Montale elogiava lo Sciacchetr, mentre Wagner fu ispirato per il terzo atto del Parsifal dal giardino di Villa Tasca di Tasca dAlmerita.
I vigneti de Il Pollenza a Tolentino, furono teatro nel 1815 della celebre battaglia tra lesercito napoletano guidato Gioacchino Murat e lesercito austriaco. Nel celeberrimo Castello di Grinzane Cavour, dove Camillo Benso Conte di Cavour faceva lItalia e del Barolo un vino di qualit; Luigi Albertini, senatore e storico direttore del Corriere della Sera, fu proprietario del Castello di Torre in Pietra, a pochi passi da Roma. Ma ci sono anche cantine come Marchesi di Barolo o Principe Pallavicini, da Vistorta al Castello di Volpaia, le cui vicende si intrecciano con quelle della storia italiana, e senza dimenticare nomi di aziende come Donnafugata o Poliziano e le Cantine del Redi che evocano personaggi della nostra cultura. Molti dei quali indissolubilmente legati anche i vini delle loro terre di origine se solo si pensa a Giosu Carducci e a Bolgheri, a Giovanni Verga e la Sicilia contadina, a Cesare Pavese e le Langhe, o a Giuseppe Ungaretti ed il Carso, per citarne solo alcuni.


03 Maggio 2016, ore 13:01

ANSA

Vino: in Ue nel 2014 venduto prodotto fuori norma per 2,1 mld ... WineNews, sos da Osservatorio violazioni propriet intellettuale... Che il vino sia uno dei prodotti pi sensibili alla contraffazione ed alle imitazioni non una novit, ma il problema ha raggiunto ormai dimensioni preoccupanti, non solo fuori dai confini dellUnione europea, dove la salvaguardia delle denominazioni e delle produzioni locali pi difficile, ma anche allinterno del Vecchio Continente, dove, nel 2014, il mercato del vino fuori norma ha toccato i 2,1 miliardi di euro, pari all8,4% del mercato enoico complessivo. A lanciare lallarme, riferisce il sito Winenews.it, lultimo studio dellOsservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di propriet intellettuale (www.euipo.europa.eu), che ha calcolato il peso delle violazioni alle indicazioni geografiche che dovrebbero tutelare vini, liquori e prodotti alimentari allinterno dellUnione Europea. Secondo i principali risultati dello studio, il valore totale dei falsi venduti nel 2014 di 4,3 miliardi di euro, ossia il 9% del totale del mercato dei prodotti protetti dalle indicazioni geografiche. Le violazioni riguardano nel 42% dei casi imitazioni, copie o evocazioni di prodotti ad indicazione geografica, mentre nel 38% dei casi si tratta di prodotti senza indicazione geografica, che in etichetta riportano informazioni fuorvianti sullorigine delle materie prime.


01 Maggio 2016, ore 10:29

Il Tempo

Passione ros ... Pu essere un vino jolly da usare su diversi piatti, dal pesce alla carne In Italia ancora poco apprezzato, met della produzione va allestero... Ne consumiamo poco probabilmente perch ne abbiamo anche una conoscenza scarsa. Eppure il vino rosato ha un pubblico tuttaltro che disprezzabile: i dati del 2014 - secondo quanto riferisce il sito WineNews - parlano di una produzione mondiale media di 24 milioni di ettolitri lanno, per una quota del 9% della produzione complessiva, con la Francia al top sia per produzione (7,6 milioni di ettolitri) che per consumi (8,1 milioni di ettolitri), seguita da Spagna, Usa e Italia. Il nostro Paese, infatti, ne produce 2,5 milioni di ettolitri lanno ma ne consuma solo 1,3, piazzandosi al quinto posto. Questo perch sul versante dei ros siamo soprattutto un paese esportatore tanto che in dieci anni abbiamo incrementato la nostra quota di export dal 26 al 40 per cento. A casa nostra, invece, apprezziamo ancora troppo poco un vino che invece pu riservare molte - e piacevoli - sorprese. Perch pu essere unalternativa ai bianchi su alcuni piatti di pesce e allo stesso tempo pu rivelarsi un abbinamento azzeccato anche per carni bianche o non particolarmente saporite. Molto dipende dalluvaggio usato e dal tempo che il mosto resta sulle bucce. Due variabili che influenzano parecchio il risultato finale che potr cambiare, virando da una parte verso un vino pi delicato e dallaltra verso un ros pi corposo e quindi che si avvicina maggiormente ai rossi. Eppure, anche se ancora un po troppo di nicchia, la passione per il rosato sta lentamente crescendo anche in Italia, tanto che quasi tutte le cantine pi famose hanno iniziato a investire in questo settore. E sette vini rosati sono stati recentemente premiati allannuale concorso Le Mondial du Ros organizzato dallUnione degli Enologi francesi. I vincitori sono il Cir Doc 2015 Zito Imerio, il Cerasuolo dAbruzzo Doc 2015 Gianni Masciarelli, il Conegliano Valdobbidene Doc Gabry Ros La Tordera, il Valtenesi Chiaretto Doc 2015 SantEmiliano Pratello, lIgt Terre di Chieti 2015 Mallorio Orsogna, il Bardolino Doc Chiaretto Brut Fratelli Zeni ed il Puglia Igt Ros Frizzante Bombino Nero Torrevento. La Francia guida ovviamente la classifica dei Paesi con pi successi, con 49 medaglie doro, seguita dalla Spagna con 8 e dallItalia. Trecentosettantasei le etichette premiate complessivamente provenienti da tutto il mondo, 67 con la medaglia doro e 309 con la medaglia dargento. In Italia, invece, la Fondazione Italiana Sommelier la settimana scorsa - nella serata degli Oscar del vino - ha assegnato il titolo per il Miglior vino rosato al Cerasuolo dAbruzzo 2014 di Valentini, nome storico della viticoltura abruzzese. Una particolarit, infine, rappresentata dai vini rosati frizzanti Doc e Dop, categoria nella quale primeggiano i vini dellEmilia Romagna. A dicembre, al concorso nazionale dei vini rosati dItalia, la medaglia doro andata al Lambrusco di Sorbara DOP Rosato vino frizzante secco Rosa 2014 della societ agricola Garuti Dante, Elio e Romeo di Sorbara di Bomporto (MO), mentre quella dargento al Reggiano DOC Lambrusco Rosato vino frizzante secco Il Campanone 2014 delle cantine Lombardini di Novellara (RE).


01 Maggio 2016, ore 10:27

Emanuele Scarci - Blog Il Sole 24 Ore

Frescobaldi acquista LogoNovo a Montalcino per 11,5 milioni ... fatta: Frescobaldi ha versato la caparra e ora ha confermato il perfezionamento dellacquisizione della Tenuta LogoNovo, rilevata per oltre 11,5 milioni dallimprenditore svizzero Marco Keller. Il prezzo per ettaro di 400mila euro per ettaro. Si tratta, secondo WineNews, di una sorta di enclave allinterno dei confini di Castelgiocondo di propriet Frescobaldi che vanta anche la griffe Luce della vite: 55 ettari complessivi, di cui 11 ettari vitati e in produzione, il 60% a Sangiovese (ma nessun ettaro iscritto a Brunello) e il 40% a variet internazionali (Merlot, Petit Verdot, Syrah e Malbec). Propriet che conta anche una cantina interrata di 2mila mq. Con LogoNovo Luce potr fare lultimo salto dopo 21 anni - osserva Lamberto Frescobaldi - Dalla prossima vendemmia potr infatti contare su un suo team e su una cantina dedicata. E potr passare da 85mila a 130mila bottiglie. Poi Frescobaldi aggiunge: Dal punto di vista finanziario acquisire asset alle quotazioni correnti di Montalcino non sembra proprio un affare. Il ritorno sul lungo periodo. Ma noi siamo investitori di lungo termine e abbiamo il nostro progetto produttivo. Lanno scorso il gruppo toscano (che ha ammodernato anche limmagine) ha chiuso il bilancio con ricavi per 95 milioni (+9%) e una produzione di 19 milioni di bottiglie. Conta su un patrimonio di 4.500 ettari, di cui 1.200 vitati, in svariate tenute: Castiglioni in Val di Pesa, Nipozzano nel Chianti Rufina, Castello di Pomino e Ammiraglia in Maremma, San Donato in Perano nel Chianti Classico, Conti Attems in Friuli e, con le Tenute di Toscana, controlla Ornellaia e Masseto.


30 Aprile 2016, ore 10:28

Il Sole 24 Ore

Anche Montalcino ha la sua Fondazione. stata infatti approvata dallassemblea del Consorzio del Brunello la costituzione della Fondazione territoriale Brunello di Montalcino. Sul modello delle fondazioni bancarie, nasce per sostenere finanziariamente progetti di sviluppo del territorio su diversi fronti. Dal turismo al recupero c restauro di beni artistici e culturali - sottolinea Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio - ma anche nel campo del sociale e dellintegrazione. Stimiamo una dotazione annuale intorno ai 300mila euro.II Cda elegger il presidente entro maggio e sar composto da sette consiglieri di cui 5 indicati dal Consorzio e uno dal sindaco di Montalcino, a sua volta membro del Cda, scelto tra le realt rappresentative del mondo imprenditoriale. Le risorse da destinare al territorio verranno dal contributo volontario dei produttori, quantificabile in 1-2 centesimi a bottiglia, o meglio a fascetta. La Fondazione potr puntare anche su altri obiettivi, per esempio una sede di propriet? Oggi questo non c risponde Bindocci - ma nulla vieta che un domani questo possa costituire un obiettivo. Compreso quello della formazione professionale dei nostri giovani. Lassemblea del Consorzio ieri ha approvato allunanimit il bilancio 2015 chiuso con 2,87 milioni di ricavi, destinati a promozione e personale (6 addetti pi un dg). Intanto, sempre a Montalcino, lazienda Frescobaldi ha confermato il perfezionamento dellacquisizione della Tenuta LogoNovo, rilevata per oltre n,5 milioni dallimprenditore svizzero Marco Keller. Si tratta di 400 mila euro per ettaro. Come anticipato dal sito specializzato WineNews (diretto da Alessandro Regoli) si tratta di una sorta di enclave allinterno dei confini di Castelgiocondo di propriet Frescobaldi che vanta anche la griffe Luce della Vite.


25 Aprile 2016, ore 12:29

IL SOLE 24 ORE RADIOCOR

Spumanti: Francia leader ma cresce il peso del made in Italy ... decisamente frizzante il momento del mercato mondiale degli spumanti cos come riportato dallo studio di France AgriMer (www.franceagrimer.fr) sullandamento produttivo e commerciale nel 2015. Dallo studio, rilanciato da WineNews, emerge che gli spumanti rappresentano il 7% della produzione mondiale di vino (era il 5% nel 2000), a quota 19 milioni di ettolitri. Al vertice tra i principali produttori, trainata dallo Champagne, c la Francia, con 4,9 milioni di ettolitri, seguita, da Italia e Germania, entrambe a 2,9 milioni di ettolitri. Distanziata la Spagna, con il Cava, a 1,6 milioni. La crescita della produzione, va di pari passo con la crescita dei consumi, che hanno raggiunto i 17,6 milioni di ettolitri, con un ritmo di crescita nel periodo 2005/2014 del +4,1% annuo contro il +1,3% registrato dai vini fermi. Il primo mercato di consumo, con 2,9 milioni di ettolitri la Germania, che precede Russia (2,4 milioni di ettolitri), Usa (1,9 milioni di ettolitri), Francia (1,8 milioni di ettolitri) e Gran Bretagna (1,3 milioni di ettolitri). Nel 2015 hanno preso la via dei mercati esteri 7,3 milioni di ettolitri di vini spumanti pari al 7% dellexport di vino complessivo, per un fatturato di 4,8 miliardi di euro, grazie ad un prezzo medio decisamente superiore a quello dei vini fermi: 6,7 euro al litro quasi il triplo dei vini convenzionali. A dominare tre Paesi, Italia, Francia e Spagna che, insieme, rappresentano l85% dei volumi ed il 90% dei valori. LItalia guida la classifica dei volumi, con una quota del 38% del totale, davanti alla Francia (24%, il 9% in meno sul 2005) e alla Spagna (23%). Ma Parigi vanta la leadership incontrastata dei valori con il 61% del totale seguita da Roma (20%) e da Madrid (9%). Il Regno Unito non e il principale consumatore ma il primo importatore con una quota del 18% dei volumi importati, ma cede lo scettro dei valori acquistati agli Usa dove finisce, in termini monetari, il 19% dello spumante spedito, grazie ad un prezzo medio decisamente elevato: 9,2 euro al litro.


22 Aprile 2016, ore 14:36

TG2 EAT PARADE

Servizio sul Brunello di Montalcino con intervista al direttore di Winenews.it Alessandro Regoli su inchiesta giornalistica rivalutazione dei vigneti a 50 anni dalla Doc.


20 Aprile 2016, ore 13:30

La Nazione/Il Giorno/Il Resto del Carlino

La nuova rotta dellenologia tricolore ... Negli anni 60 il vino in Italia era un alimento e il consumo locale basato sullo sfuso, che poi comincia a essere sostituito dallimbottigliato solo a met degli anni Settanta, con lexport che tocca 12,2 milioni di ettolitri. Negli anni Ottanta, sinnesca una nuova strategia di branding e la crescita delle denominazioni: cala la superficie del Vigneto Italia (971.000 ettari) e la quantit di vino prodotta (69 milioni di ettolitri) insieme al consumo pro-capite che scende a 74 litri, mentre lincidenza dellexport tocca i 14,3 milioni di ettolitri. Il segno che lItalia del vino stava cambiando rotta. Poi lo scandalo del metanolo. Dagli anni Novanta parte la ricostruzione dellimmagine eroica dellItalia, caratterizzata da una intensiva specializzazione della produzione, con lobbiettivo della qualit. Negli anni 2000, finalmente, laffermazione. Gli ettari a vigne-to diventano 710.000 per una produzione di 47 milioni di ettolitri, il consumo pro-capite scende a 46 litri ma lexport tocca i 17, 1 milioni di ettolitri. Il focus passa da uneconomia di prodotto a uneconomia basata sullesperienza. A creare valore non concorre solo il prodotto in s, ma anche lesperienza per il cliente. Non si vendono solamente bottiglie, si vende la cultura di quella produzione, la storia e limmagine dei territori da cui provengono quelle etichette. Ed eccoci a oggi. La superficie vitata nazionale di 638.000 ettari, la produzione complessiva di 74 milioni di ettolitri. Le cantine sono 50.000, per un fatturato di 12,4 miliardi. Il consumo pro-capite di 35 litri, ci sono 523 fra Dop e Igp, lexport vale 5,4 miliardi di euro e il suo trend dal 2000 ad ora + 118%. Un trend di crescita legato al prezzo mix del vino, ormai stabilmente oltre i 3,3 euro al litro (ben lontano dai francesi, sugli 8 curo). Il premier Renzi, al Vinitaly, ha indicato lobiettivo di 7,5 miliardi di export nel 2020: benissimo elogiare la forza dellexport, ma occorre anche monitorare il fenomeno. Lulteriore exploit 2015 realt, ma stato raggiunto soprattutto a un cambio favorevole. In Cina (con la Francia che vola), poi, solo per fare lesempio pi eclatante, Cile e Argentina contano pi dellItalia e questo davvero curioso se confrontato con la storia della produzione enoica del Bel Paese.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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