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Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

31 Agosto 2016, ore 11:25

ANSA

Vino: quello di alta gamma investimento top, in 10 anni +48%... WineNews, secondo Lloyds renderanno pi di auto epoca ... Il vino di alta gamma sar linvestimento alternativo pi redditizio dei prossimi 10 anni, con un ritorno stimato del +48%. A dirlo uno studio della Lloyds Private Banking, divisione di uno dei pi celebri gruppi bancari del Regno Unito, come fa sapere WineNews, secondo il quale le grandi bottiglie, nella prossima decade, renderanno ancora di pi delle auto depoca, segmento di investimento che ha dato i risultati migliori, con un ritorno addirittura del 500%. Prodotti che hanno superato i whisky pi rari, le cui quotazioni sono aumentate del 350%, ma anche francobolli (+295%) e monete (+270%). Di certo questi investimenti non sono proprio alla portata di tutti perch, secondo lo studio, chi investe in questi cosiddetti hobby investments, e lo fa un investitore su sei, punta in fine wine in media 20.300 sterline ogni anno, che diventano 27.700 per chi diversifica sul whisky.


29 Agosto 2016, ore 13:23

AFFARI ITALIANI

Lodovico Antinori: modello Bordeaux per la Doc Bolgheri... Un modello alla Bordeaux con Sottozone. La proposta in unintervista a WineNews... Allargare la Doc Bolgheri a Bibbona? A WineNews Lodovico Antinori, inventore dei bolgheresi Masseto ed Ornellaia, e oggi a Tenuta di Biserno: una sola doc farebbe confusione, ma un modello alla Bordeaux, con sottozone come Medoc, Pomerol e cos via... ... A Bolgheri, uno dei territori pi prestigiosi del vino mondiale, si parla se il caso di allargare la Doc ... Bolgheri diventato, in poche decadi, uno dei territori pi prestigiosi del vino mondiale. Unavventura nata a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e linizio degli anni Settanta del Novecento, grazie allo spirito imprenditoriale di produttori come Nicol Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido, Sassicaia), Pier Mario Meletti Cavallari (Grattamacco, oggi del gruppo ColleMassari), Michele Satta (Michele Satta), Piero Antinori (Guado al Tasso) e Lodovico Antinori, inventore dei fenomeni Ornellaia e Masseto, e oggi alla guida, nella vicina Bibbona, della Tenuta di Biserno, una delle realt pi belle del territorio. Che, a WineNews, da eroe dei due mondi vinicoli confinanti, spiega la sua visione attuale sullipotetico allargamento della Doc Bolgheri al territorio di Bibbona, idea di Meletti Cavallari in una intervista al quotidiano toscano Il Tirreno. Sulla quale il presidente del Consorzio Doc Bolgheri (1.150 ettari rivendicati su 1.250 impiantati, 40 aziende ed una rappresentativit del 92%, www.bolgheridoc.com), Federico Zileri, ad oggi dice no: siamo ancora - commenta a WineNews - in una fase giovane della denominazione, che nata nel 1994, e stiamo crescendo e verificando tante cose, e le priorit oggi sono altre. A partire da una zonazione puntuale del territorio. Ad oggi dico che in nessuno dei produttori aderenti al Consorzio Doc Bolgheri c la volont di discutere di un ipotetico allargamento della denominazione.
Eppure, nel territorio se ne parla - spiega a WineNews Lodovico Antinori - anche se siamo ancora in una fase embrionale e le cose non sono chiare. Io credo che fare una Doc Bolgheri unica, che comprenda anche tutti i territori vicini, possa fare confusione, tenendo anche conto che a Bibbona c gi la denominazione Terratico di Bibbona, per esempio. Detto questo, pensando anche allindotto enoturistico per il territorio, non sarebbe forse una sciocchezza ragionare su un modello alla Bordeaux, dove di fatto c un solo nome di grande richiamo internazionale, che in questo caso sarebbe Bolgheri, ma poi ci sono delle sottozone o sottodenominazioni ben distinte, per intenderci, come nel Bordolese sono Saint-milion, Pomerol, Medc e cos via. E con questo discorso potrebbe essere coinvolta anche Suvereto, dove ci sono cantine importanti. Perch di fatto a legare queste tre zone dellalta Maremma diverse tra loro, c, fondamentalmente, uno stile vinicolo comune, basato sui vitigni da taglio bordolese, che le differenzia molto da resto della Toscana, dove sostanzialmente domina il Sangiovese. Di certo una operazione da calibrare bene e su cui riflettere molto, ma ci si pu ragionare. Parola di chi stato tra i padri fondatori del vino a Bolgheri, ed ha poi investito in terra di Bibbona.
Oggi, ribadisco, dobbiamo consolidare e crescere. Poi il futuro imprevedibile - commenta ancora Zileri - e semmai un giorno si dovesse pensare di intraprendere una strada diversa da quella attuale per la Doc Bolgheri, un ragionamento come quello di Antinori sarebbe sicuramente da tenere in considerazione, una riflessione la sua quanto meno saggia. Daltra parte, personalmente, ma come molti, ritengo che quello che dicono personaggi come Lodovico Antinori o Pier Mario Meletti Cavallari, a cui tutto il territorio di Bolgheri deve tantissimo, sempre uno spunto di riflessione importante da tenere ben presente.


26 Agosto 2016, ore 11:25

CORRIERE DELLA SERA

Il nuovo atlante dei vigneti ... Il vino diventato globale. Le viti crescono ovunque. Per effetto dei mutamenti del cli- ma. Ma anche perch da qualche decennio L. sono state selezionate piante che resistono al freddo e alle malattie delle zone pi piovose. Limperatore del vino globale stato Marco Aurelio Probo che affid ai legionari che lo elessero piante di vite da esportare nelle terre conquistate. Era il 280 dopo Cristo. Lesercito port i filari dai Galli, dagli Ispanici, dai Britanni, assieme a dighe, ponti, acquedotti, strade. La vite diventa il simbolo della stabilit romana, della volont imperiale di durare in eterno, come scrive Giovanni Negri in Roma caput vini (Mondadori). Il vitigno designato per la globalizzazione si chiama Unno: le analisi del dna condotte dal professor Affilio Scienza hanno dimostrato che almeno 78 vitigni europei sono i pronipoti di quella pianta che nel Medio Evo premetteva di produrre i tre quarti del vino europeo. Da Marco Aurelio Probo in poi 11 vino ha continuato il suo viaggio attraversando epoche, regimi, nazioni. E quella liana senza freni che la vite ha coperto ogni spazio possibile. WineNews, lagenzia di Montalcino specializzata in notizie del settore, ha provato a comporre un mappamondo dei vigneti in luoghi inconsueti. Se ne potrebbe ricavare un Dizionario dei luoghi fantastici, come fecero Alberto Manguel e Gianni Guadalupi, un atlante dei filari utopici e reali, di ogni epoca. Da quelli di Pompei fatti rinascere da Mastroberardino a quelli di mercanti e monaci di Venezia che unassociazione e i vignaioli Gianiuca e Matteo Bisol hanno riportato in vita. I tralci si arrampicano nelle citt: a Montmartre a Parigi, a Bel Air sulloceano vicino a Los Angeles, su un tetto di Brooklyn a New York. Oppure a latitudini estreme: a sud dellEquatore, in Brasile, dove lazienda Rio Sol fa due vendemmie lanno, o in Norvegia, con letichetta Lerkeksa. In alto, con la Cave du Mont Blanc, Vai dAosta, a quota 2.173 metri. O nel deserto di Luxor, dove opera Sahara Vineyard. Sulla stessa terra conquistata dagli avi dei legionari della vite.
Luciano Ferraro


22 Agosto 2016, ore 13:46

ADN KRONOS - LABITALIA

Vino: dalle spiagge di Tahiti al cimitero in California, i vigneti pi strani... Viaggio intorno al mondo di Winenews.it ... Dalle spiagge tropicali di Tahiti al cimitero californiano, passano dagli scavi di Pompei e da una centrale nucleare finlandese. Sono alcuni dei luoghi pi insoliti dove si coltiva la vite, secondo il monitoraggio effettuato da Winenews.it. La vite per eccellenza una pianta tanto antica quanto adattabile, e il viaggio intorno al mondo compiuto da Winenews.it lo conferma. Partendo dallItalia, le viti danno bellezza e valore anche a siti archeologici e culturali importanti. A Pompei dal 1994, su unarea degli scavi fra i pi famosi al mondo, grazie allUniversit di Napolie allazienda campana Mastroberardino, rivivono vigne e uve. Ma ci sono vigneti anche a Venezia:a partire dallisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia. Lo stesso vale per il Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche a Roma non manca nulla. Nella Citt Eterna, a Trinit dei Monti, appena sopra Piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente allevato e curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese c il vigneto di Montmartre, circondato da belle case e con gli autobus che vi passano vicini, dove, dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre.Negli Usa, lo sappiamo, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fonte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: i millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Lontano dai panorami urbani, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento: le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. Anche a Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Tra il 30 e il 40 parallelo, si trova Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40 Nord, 09 19 Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. C spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Ovviamente irrigazione e concimazione dobbligo per ottenere qualcosa. Poi c pure una sperimentazione estrema e fantascientifica: il vigneto nucleare. La centrale nucleare finlandese di Olkiluoto ospita un vigneto (meno di un ettaro) che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione (si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, ma ne possiede altri due El Arenal a 2.700 metri e Colom a 2.300 metri), pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco, ma la cantina pi alta dEuropa sarebbe la valdostana Cave du Mont Blanc, a 2.173 metri di quota. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: naturalmente succede negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero. Amen.


22 Agosto 2016, ore 13:39

MeteoWeb

Vino: alla scoperta dei vigneti pi suggestivi e improbabili del mondo... Uno tra i vigneti pi strani si trova negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay ... In tempo di vendemmia il sito di informazione enologica Winenews.it invita ad un viaggio tra i luoghi pi strani dove vengono coltivate le viti sia in Italia che allestero. La prima tappa Pompei, dove dal 1994, su unarea degli scavi, si estendono alcuni vigneti grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Proseguendo in Italia, si scoprono a Venezia, nellisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, dove sono presenti vigne e si produce vino e poi nel Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia si possono trovare vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. E Roma non da meno. A Trinit dei Monti, appena sopra piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese un vigneto stato piantato sulla collina di Montmartre e fin dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: un gruppo di millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Ma fuori dai panorami urbani, in mezzo al mare, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a far crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico.A Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay. possibile produrre un vino di qualit al di fuori della zona tra il 30 e il 40 parallelo? Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40Nord, 09 19Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. Lazienda e i vigneti della cilena Casa Silva, in produzione commerciale, sono quelli pi a meridione, sulle rive del Lago Ranco, 600 miglia a sud di Santiago a 40 gradi di latitudine. Ma c spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Inoltre, e una sperimentazione estrema e fantascientifica consiste nel vigneto nucleare presso la centrale nucleare finlandese di Olkiluoto che ospita un vigneto (meno di un ettaro) e che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione, si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco e detiene il primato della cantina pi alta dEuropa a 2.173 metri di quota, la Cave du Mont Blanc. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero.


22 Agosto 2016, ore 13:36

ADN KRONOS

Vino: alla scoperta dei vigneti pi suggestivi del mondo ... In tempo di vendemmia il sito di informazione enologica Winenews.it invita ad un viaggio tra i luoghi pi strani dove vengono coltivate le viti sia in Italia che allestero. La prima tappa Pompei, dove dal 1994, su unarea degli scavi, si estendono alcuni vigneti grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Proseguendo in Italia, si scoprono a Venezia, nellisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, dove sono presenti vigne e si produce vino e poi nel Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia si possono trovare vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. E Roma non da meno. A Trinit dei Monti, appena sopra piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese un vigneto stato piantato sulla collina di Montmartre e fin dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: un gruppo di millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Ma fuori dai panorami urbani, in mezzo al mare, nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a far crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. A Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay. possibile produrre un vino di qualit al di fuori della zona tra il 30 e il 40 parallelo? Rio Sol lazienda brasiliana che coltiva i suoi vigneti all8 di latitudine a sud dellequatore, in un terroir che consente di fare addirittura due vendemmie allanno. Ma c anche un caso opposto. In Norvegia lazienda Lerkekasa che produce bottiglie regolarmente in commercio dai suoi vigneti fin dal 2008, che si trova nel villaggio di Gvarv (59 40Nord, 09 19 Est). Si coltiva la vite anche in Patagonia, sulla punta pi meridionale del Sud America. Lazienda e i vigneti della cilena Casa Silva, in produzione commerciale, sono quelli pi a meridione, sulle rive del Lago Ranco, 600 miglia a sud di Santiago a 40 gradi di latitudine. Ma c spazio per la vite anche nel deserto. Situato nei pressi di Luxor, in Egitto, Sahara Vineyards ha piantato un vigneto soggetto a sbalzi di temperatura incredibili dal giorno alla notte, una completa mancanza di precipitazioni e sabbia del deserto priva di sostanze nutritive. Inoltre, e una sperimentazione estrema e fantascientifica consiste nel vigneto nucleare presso la centrale nucleare finlandese di Olkiluoto che ospita un vigneto (meno di un ettaro) e che produce qualche grappolo di uve Zilga ogni anno grazie alla diffusione nel terreno dellacqua riscaldata dal reattore nucleare. Se il vigneto pi alto del mondo non in discussione, si tratta del vigneto biodinamico Altura Maxima dellazienda argentina Bodega Colom, con i suoi 3.111 metri di quota, pi fluida la definizione del vigneto pi alto dEuropa. Si candida Cortina, con un vigneto produttivo a 1.300 metri (realizzato da Federico Menardi e lenologo Fabrizio Zardini con il Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo), ma c anche la Valle dAosta con la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, che possiede un vigneto alle falde del Monte Bianco e detiene il primato della cantina pi alta dEuropa a 2.173 metri di quota, la Cave du Mont Blanc. Per concludere, forse il luogo pi strano di tutti per piantare un vigneto: negli Stati Uniti, in California e precisamente nella East Bay dove non ci sono altri vigneti se non questo. Un enologo di origine ebraica e un Padre cattolico, Jayson Landeza, coltivano e benedicono un vigneto che cresce in un cimitero.


22 Agosto 2016, ore 10:36

ANSA

Da Pompei a tetti Brooklyn,tutte le insolite culle del vino... WineNews traccia mappa delle vigne pi insolite ... Rivivono le vigne a Pompei dal 1994, su unarea degli scavi fra i pi famosi al mondo, grazie allUniversit di Napoli e allazienda campana Mastroberardino. Cos parte il viaggio di Winenews.it sui luoghi pi strani dove sono allevati dei vigneti. Per restare in luoghi di inestimabile valore, ci sono i vigneti di Venezia: a partire dallisola di SantErasmo, da sempre considerata lorto di Venezia, passando dallisola di San Michele, sede del cimitero di Venezia, sono presenti vigne e si produce vino allinterno della Serenissima. Lo stesso vale per il Convento delle Zitelle della Giudecca, dove allinterno del chiostro c spazio anche per un vigneto. Anche nel cuore di Venezia possiamo trovare dei vigneti, alla Corte Sconta e alla Vigna della Tana, nelle vicinanze della Biennale. Non ultimo poi il caso di Bisol, che nellisola di Mazzorbo coltiva un vitigno tradizionale veneziano quasi estinto, la Dorona. Anche a Siena, citt medioevale capace di conservare quasi completamente il suo volto dellepoca, compresi gli orti dentro le mura, in corso un progetto di recupero dei vigneti intra moenia. A Roma, a Trinit dei Monti, appena sopra Piazza di Spagna, si trova un vigneto nei giardini del Convento francese del Sacro Cuore, regolarmente allevato e curato dai ragazzi della scuola enologica Emilio Sereni. In Francia, al di l delle zone storiche e celeberrime, esiste un caso molto particolare, quello di Parigi. Nella capitale francese c il vigneto di Montmartre, circondato da belle case e con gli autobus che vi passano vicini, dove, dal 1933, viene prodotto il Clos Montmartre. Negli Usa, qualcosa di estremamente suggestivo e un po scenografico non manca mai. A Los Angeles, precisamente a due passi dalla nota localit di Bel Air, di fronte allOceano si trova la Tenuta Moraga, tra le altre cose, una delle pi antiche degli Stati Uniti, essendo stata la prima ad essere costruita dopo la fine del proibizionismo. Dove poi non proprio possibile pensare ad un vigneto come siamo abituati a pensarlo New York: i millennials della Grande Mela hanno creato il primo vigneto commerciale sui tetti di Brooklyn, con vista sullEmpire State Building, sperando in una prima annata nel 2017. Nelle isole Hawaii, altitudine e terreno vulcanico aiutano a crescere alcuni vigneti produttivi da cui dal 1986 ottiene i suoi vini Lynn Doc McKinney. Padre Ottavio Fasano, missionario piemontese doc, vive da 50 anni a Capo Verde sullisola di Fogo, da dove, nel 2013, sono uscite dalla cantina Monte Barro le prime bottiglie di Maria Chaves, prodotte sui 23 ettari vitati. Forse si tratta dellesempio pi noto, ma sempre molto suggestivo. Nellisola di Lanzarote, nelle Canarie, esiste una tradizione vinicola che parte dal Settecento, e che produce vini anche eccellenti. Le viti sono coltivate allinterno di una sorta di pozzo sommerso (circa tre metri di profondit e cinque di larghezza), che rende il paesaggio di questisola unico. Anche a Tahiti, nella Polinesia francese, e precisamente nellisola di Rangiroa ci sono 8 ettari di vigneto collocati proprio sulla spiaggia, davanti al mare tropicale, da cui si producono 40.000 bottiglie tra vino bianco e ros. Da ultimo, notizia di pochi giorni, ci saranno vigneti anche nella Repubblica Domenicana, nei Caraibi per intendersi, con il progetto Ocoa Bay.


16 Agosto 2016, ore 18:12

ADN KRONOS

Vino: in Regno Unito continua boom mercato spumante, traina Prosecco ... Continua la crescita del mercato dello spumante nel Regno Unito. In cinque anni, il volume aumentato dell80% e secondo i dati della dogana britannica, la Hm Revenue & Customs, negli ultimi 12 mesi tra maggio 2015 e maggio 2016 gli inglesi hanno pagato tasse su un volume di 31,6 milioni di galloni di sparkling wine, rispetto ai 17,6 milioni di galloni 2011/2012. Lo riporta Winenews.it, nel confermare che dallanalisi dei numeri, firmata dallo studio UHY Hacker Young (www.uhy-uk.com), viene anche la conferma che questa crescita esponenziale, peraltro su un mercato gi maturo e con numeri assoluti importantissimi, e storicamente Champagne oriented, stata guidata soprattutto dal Prosecco, che ormai vale oltre la met del mercato delle bollicine nel Regno Unito, ma anche dal Cava spagnolo e, in parte, dalla crescente categoria degli sparkling wine made in England (pochi giorni fa la Classic Cuvee 2010 della cantina Nyetimber stato il primo spumante inglese ad essere scambiato sul Liv-Ex, la piattaforma di riferimento per il mercato dei fine-wine). E questa crescita gi enorme, si legge sul sito, sembra destinata a continuare, anche se a ritmi pi contenuti, visto che il consumo delle bollicine, nel Regno Unito, aumenter, secondo le stime, di un ulteriore 13% entro il 2019, contro la sostanziale stagnazione (+0,6%) attesa per i vini fermi.


16 Agosto 2016, ore 18:12

ADN KRONOS

Vino: premiers crus di Bordeaux ancora al top etichette pi ricercate ... Nei primi 7 mesi del 2016, sono ancora una volta le etichette dei cinque Premiers Crus di Bordeaux., cio nellordine, Chteau Lafite Rothschild (Pauillac), Chteau Mouton Rothschild (Pauillac), Chteau Haut-Brion (Graves), Chteau Margaux (Margaux) e Chteau Latour (Pauillac), quelle pi ricercate. Lo fa sapere il sito Winenews.it. Il mercato dei fine wine in rapida e continua evoluzione, e le posizioni di vertice guadagnate dai big di Bordeaux per non sono poi tanto salde, sotto attacco da pi lati, con la Borgogna che rosicchia quote importanti ed i vini di Italia, Usa e Spagna che continuano a crescere. Subito dietro, alla posizione n. 6, c un altro bordolese, Pontet Canet, salito di 7 posizioni dal 2015, anche grazie a i 100 punti assegnati allannata 2010 da Robert Parker, che hanno attirato linteresse di wine merchant e collezionisti. Buone le performance dei secondi vini dei Premiers Crus di Bordeaux, dal Carruades de Lafite (alla posizione n. 14) al Mission Haut Brion (n. 15). Gloria anche per gli italiani, con due delle etichette icona di Bolgheri sugli scudi: il Sassicaia di Tenuta San Guido, alla posizione n. 22, guadagna due posti sul 2015, ed il Masseto, alla posizione n. 46, mentre esce dalla top 50 Ornellaia (cos come Dom Prignon e Vega Sicilia). A perdere il maggior numero di posizioni , un po a sorpresa, Domaine de la Romane Conti, crollato dalla posizione n. 14 del 2015 alla n. 39, anche se La Tche, una delle etichette pi prestigiose della griffe di Borgogna, tra le tre new entry, alla posizione n. 47.


04 Agosto 2016, ore 10:17

Affari Italiani

Vino via ecommerce: lo usano 21 milioni di Cinesi ... Vino ed ecommerce, in Cina lo usano 21 milioni di cinesi, la met di quelli che bevono vino di importazione, sempre pi orientati a prodotti di qualit21 milioni di cinesi, poco meno della met della nuova classe media urbana che consuma abitualmente vino di importazione nel Paese, compra vino su internet. Con le-commerce che continua a crescere in Cina, e si sposta sempre di pi sulla qualit: se la percentuale di chi dice di comprare vino on line per un migliore rapporto qualit-prezzo rispetto ai canali tradizionali, come prima motivazione, cresciuta dal 54% del 2014 al 65% del 2015, quella di chi sceglie il web perch trova prodotti di maggiore qualit passata dal 18% al 26%. A dirlo il report Online Retail & Communication in the Chinese Market 2016 dellagenzia inglese Wine Intelligence. Che sottolinea come la rete sia uno strumento sempre pi importante anche per chi, in Cina, vuole informarsi sul vino, con qualche peculiarit. Le recensioni e i pareri lasciati sui siti da chi acquista bottiglie on line, infatti, sono accreditate dal report come la fonte di informazione pi utilizzate, sebbene abbia poi una influenza limitata sulla scelta di acquisto. Molto importanti anche le piattaforme social, come Weibo e WeChat, visto che gli utenti considerano i consigli e le opinioni dei propri amici come le fonti di informazione pi affidabili. Ma, in un mercato ancora molto giovane e sostanzialmente inesperto, ad oggi a fare la differenze sulle scelte di acquisto sono i siti ufficiali dei produttori e la notoriet dei brand. Quello che certo, commenta Chuan Zhou, Senior Research Manager di Wine Intelligence, che in un mercato grande e in rapida crescita come quello delle-commerce in Cina, non mancano opportunit da cogliere per produttori e commercianti, soprattutto in quelle aree rurali dove la penetrazione di questo canale ancora relativamente bassa. Ma anche nelle citt pi importanti dove le-commerce una abitudine, c spazio per lavorare sulla frequenza di acquisto e sul valore di ogni singolo ordine, ma i retailer devono rassicurare i consumatori, offrire prodotti di maggior lavore ed esperienze pi personalizzate, e sfruttare meglio i social media per influenzare gli acquisti. Dal report di Wine Intelligence, per, emerge anche che gli store on line che vendono pi categorie merceologiche, e quindi non gli specializzati in vino, sono quelli che stanno registrando i migliori risultati. Tanto che JD.com, il pi popolare portale e-commerce in Cina, utilizzato da ben il 35% di chi compra vino on line. E altri non stanno di certo a guardare, come il colosso Alibaba, che sta investendo molto sul settore enoico, e il 9 settembre mander in scena il suo 9/9, una sorta di giorno dedicato la vino, con molti produttori del Belpaese e la divisione italiana del gigante creato da Jack Ma che stanno lavorando affinch anche il nostro Paese, che molto ha da recuperare sui competitor francesi, australiani, cileni e spagnoli, sia protagonista in quella data. Vino italiano che, nel frattempo, su Tmall, la piattaforma di Alibaba, ha iniziato a muovere i suoi passi, con lo sbarco di realt come lenoteca on line Vino75.com, i flag ship store di Giv - Gruppo Italiano Vini e della Iswa - Italian Signature Wine Academy, che riunisce sette cantine top del Belpaese (Allegrini, Arnaldo Caprai, Feudi di San Gregorio, Fontanafredda, Frescobaldi, Planeta, Villa Sandi), a fine luglio e, dai primi di giugno, a fare da apripista, la trentina Mezzacorona. Le cose sono partite bene, ma ancora troppo presto per fare bilanci - commenta a WineNews il dg Fabio Maccari - anche perch per esigenze temporali siamo partiti su Alibaba con prodotti che in Cina gi hanno una rete di distribuzione tradizionale che funziona molto bene, e non possiamo spingerli troppo anche on line per non creare problemi ai nostri partner storici. Altri prodotti che saranno dedicati solo al canale e-commerce sono in viaggio per la Cina, proprio anche in vista del 9/9, che sar un primo vero banco di prova, a cui seguiranno l11/11 (una sorta di black friday cinese), poi il Natale e infine il Capodanno cinese (il 28 febbraio 2017). Allora potremo fare un primo bilancio. Ma di certo c che il canale on line, al di l del risultato economico, gi utilissimo in termini di visibilit e promozione, anche per far conoscere ai consumatori cinesi i nostri prodotti.
Fonte: WineNews


03 Agosto 2016, ore 11:28

IL SOLE 24 ORE

Fondi Ue, 31 milioni a 18 aziende ... Il solleone porta una pioggia di 30,6 milioni di incentivi su 18 progetti per il sostegno del settore vinicolo. I fondi Ocm vino per la promozione nei Paesi terzi stanziano circa 100 milioni lanno per un triennio, di cui il 30% destinato a progetti nazionali, gestiti dal ministero delle Politiche agricole, e il restante 70% direttamente dalle Regioni. La graduatoria nazionale dei fondi comunitari 2016/17 Ocm vino. Promozione sui mercati dei Paesi terzi ha riconosciuto al progetto di Vinitaly International Italian wine channel (con la consulenza di Business Strategies) il primo posto e un contributo di 1,7 milioni su un costo complessivo di 3,48 milioni. Sul podio insieme a Vinitaly International ci sono i progetti Divine wines del Consorzio Experience Italy, con il riconoscimento di un contributo di 1,93 milioni su un importo di 3,94 milioni, e di Extraordinary wines del Consorzio Italian Essence, sostenuto con 1,98 milioni su 4 milioni totali. Per noi un debutto nel coordinamento della promozione extra Ue, con uniniziativa che coinvolge 73 aziende di 13 regioni - osserva Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere - Italian wine channel lo sviluppo naturale di Vinitaly 2015 e 2016 e prevede un focus fortissimo su Cina e Hong Kong. Sono previsti sia eventi business lo business come quello di Chengdu sia per il consumer, come lo Shanghai wine & dine festival, di cui la prossima edizione in programma per il 23-25 settembre. Vinitaly International si peraltro assunto il compito di guidare le piccole aziende vinicole nel complicato mondo dellecommerce. Aldil della graduatoria, i maggiori beneficiari sono lIstituto italiano del vino Grandi marchi che si aggiudica, con due progetti (Italian wine tour 4 e 5) ben 5 milioni mentre Confagri Promotion, sempre con due progetti (Top italian wines), beneficiaria di circa 4 milioni. Tra gli esclusi eccellenti ci sono Santa Margherita (il progetto chiedeva 6,1 milioni) e Italia del vino consorzio (5,1 milioni con due progetti). Questi progetti, pur ritenuti ammissibili, sono rimasti a secco, privi di fondi. Tra i progetti che hanno ricevuto i maggiori contributi Ue, figurano Winetastic di H2no Rete dimpresa (1,3 milioni su 2,8 di importo complessivo), Promozione del vino sul mercato delle Americhe di Enon Rete dimpresa (1,44 milioni su 2,94), No export, no party di Vassallo Delfino (1,26 milioni su 2,6), Cavit the wine in America di Cavit (1,8 milioni su 4), Italian wine wave della Societ agricola Valiano (627mila euro su 1,25 milioni). Quanto alle Regioni, le prime quattro hanno pubblicato le graduatorie: secondo il sito specializzato WineNews (diretto da Alessandro Regoli), sono la Toscana, che ha assegnato 8,32 milioni a 34 progetti; la Sicilia, con un budget complessivo di 6,5 milioni divisi in 24 tra aziende, consorzi e associazioni temporanee dimpresa; il Lazio che finanzier 9 progetti con circa un milione, oltre ad un progetto multi regionale con lAbruzzo; il Friuli che ha riconosciuto 3,3milioni a 9 progetti regionali e 4 progetti multi regionali (con Piemonte, Veneto, Puglia e Abruzzo), per 350mila euro.
Emanuele Scarci


27 Luglio 2016, ore 17:56

ANSA

Brexit,futuro incerto dopo export +13%, meno tutele... Business Strategies, ora nodo Ue su fondi promozione Paesi terzi ... Problemi in arrivo dalla Brexit per il mercato italiano del vino, visto che nel 2015 la Gran Bretagna ha importato 745 milioni di euro di prodotto, con una crescita del 13,5%. A ricordare le cifre e a cercare di capire cosa potr succedere Silvana Ballotta di Business Strategies, azienda specializzata nel supporto allinternazionalizzazione delle imprese, come fa sapere WineNews. Secondo lesperta sar penalizzante la debolezza della sterlina, oltre al fatto che probabilmente ci saranno meno tutele per le nostre denominazioni, senza considerare che la Brexit potrebbe rivelarsi unottima possibilit per i vini del Nuovo Mondo. E poi c da fare i conti con i cambiamenti climatici e capire chi pagher il prezzo maggiore tra Francia ed Italia. Altro interrogativo, secondo Ballotta, anche il capitolo dei fondi per la promozione nei Paesi Terzi, visto che ancora nemmeno a Bruxelles si sa se potranno essere stanziati sul mercato inglese. La negoziazione ancora in corso, ma di certo per il futuro, conclude lesperta, dovremo pensare a forme di cooperazione come quelle adottate dallUe nei rapporti con Norvegia e Svizzera; per lItalia, comunque, la possibilit di stanziare i fondi per la promozione sul mercato Uk potrebbe portare ad una vera e propria esplosione di eventi che coinvolger ogni denominazione, dalla pi piccola alla pi grande, con le politiche di prezzo che avranno, purtroppo, un ruolo sempre pi fondamentale.


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