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19 Febbraio 2018, ore 09:52

ADNK

Vino: Padoan, una grande ricchezza basata sulla qualit del prodotto. Sulla seriet dei produttori, sulleccellenza della materia prima e del territorio ... Una grande ricchezza basata sulla qualit del prodotto, sulla seriet dei produttori, sulleccellenza della materia prima e del territorio: ecco cosa rappresenta il vino italiano per il Belpaese secondo il ministro dellEconomia Carlo Padoan, intervistato da WineNews a Montalcino (Siena). Il territorio del Brunello tra i pi importanti del vino italiano e dove, con quello del Barolo, per esempio, un ettaro di vigneto, in 50 anni, ha visto una rivalutazione del 4.405%. Molto difficile pensare a qualche cosa di simile in altri settori delleconomia. un dato che dimostra le potenzialit dellagricoltura italiana di alta qualit - dice Padoan - a cui il Governo ha dato molta attenzione e sostegno con abbattimento di imposte significative. E dove si vive di agricoltura, soprattutto se ad alto valore aggiunto, caso che ben si sposa ai territori pi importanti del vino italiano, spesso anche laspetto dellintegrazione pi avanti rispetto alla media. Come nella patria del Brunello di Montalcino, dove vivono e lavorano persone che arrivano da 70 Paesi del mondo, dove la presenza degli stranieri pari al 16,51% sul totale della popolazione, il doppio della media italiana (8,4%), secondo unanalisi di WineNews. Un altro segnale molto positivo - ha detto Padoan, sul palco di Benvenuto Brunello 2018 - ed una ulteriore conferma che questo Paese, non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale e sociale, ha grandi potenzialit, rimaste un po soffocate dalla crisi. Ma adesso ne siamo fuori e dobbiamo continuare su questa strada.


18 Febbraio 2018, ore 13:03

ANSA

Vino: Padoan, una grande ricchezza basata sulla qualit del prodotto Sulla seriet dei produttori, sulleccellenza della materia prima e del territorio... Una grande ricchezza basata sulla qualit del prodotto, sulla seriet dei produttori, sulleccellenza della materia prima e del territorio: ecco cosa rappresenta il vino italiano per il Belpaese secondo il ministro dellEconomia Carlo Padoan, intervistato da WineNews a Montalcino (Siena). Il territorio del Brunello tra i pi importanti del vino italiano e dove, con quello del Barolo, per esempio, un ettaro di vigneto, in 50 anni, ha visto una rivalutazione del 4.405%. Molto difficile pensare a qualche cosa di simile in altri settori delleconomia. un dato che dimostra le potenzialit dellagricoltura italiana di alta qualit - dice Padoan - a cui il Governo ha dato molta attenzione e sostegno con abbattimento di imposte significative. E dove si vive di agricoltura, soprattutto se ad alto valore aggiunto, caso che ben si sposa ai territori pi importanti del vino italiano, spesso anche laspetto dellintegrazione pi avanti rispetto alla media. Come nella patria del Brunello di Montalcino, dove vivono e lavorano persone che arrivano da 70 Paesi del mondo, dove la presenza degli stranieri pari al 16,51% sul totale della popolazione, il doppio della media italiana (8,4%), secondo unanalisi di WineNews. Un altro segnale molto positivo - ha detto Padoan, sul palco di Benvenuto Brunello 2018 - ed una ulteriore conferma che questo Paese, non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale e sociale, ha grandi potenzialit, rimaste un po soffocate dalla crisi. Ma adesso ne siamo fuori e dobbiamo continuare su questa strada.


17 Febbraio 2018, ore 09:47

TGR TOSCANA

Edizione ore 19.30 servizio da Montalcino con intervista al direttore di Winenews Alessandro Regoli. http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-c6f9a995-22ef-4523-9a96-06f0003a3b0d.html


16 Febbraio 2018, ore 09:55

ANSA

Vino: 180 mln giro affari settore a Montalcino, +10 mln. Export Brunello stabile a quota 70%, con Usa in testa ... di 180 milioni di euro il giro daffari del settore vitivinicolo a Montalcino (Siena), in crescita rispetto ai 170 milioni nel 2016. quanto emerso nella prima giornata di Benvenuto Brunello2, presentazione delle nuove annate che si apprestano ad andare in commercio: Brunello di Montalcino 2013, la Riserva 2012, il Rosso di Montalcino 2016, Moscadello e SantAntimo. Il 2017, spiega una nota, stato un anno allinsegna della stabilit per il Brunello di Montalcino, confermato dal dato sulle esportazioni, che si attestano al 70% della produzione totale. A trainare il mercato sono i paesi target di Usa (oltre 30%), seguiti da Europa (con Uk, Germania e Svizzera in testa) al 20%, dai mercati asiatici (Cina, Giappone, Hong Kong ecc.) che realizzano il 15%, e dal Canada (12%). Stabile la produzione di vino: 9.010.369 le bottiglie di Brunello imbottigliate nel 2017 (-0,65% rispetto al 2016), e 4.617.384 quelle di Rosso (-0,34% rispetto allanno precedente). Stabile il valore stimato di un ettaro di vigneto a Montalcino, che si attesta a non meno di 700 mila euro, con una rivalutazione, in appena mezzo secolo, del 4.405% (fonte Winenews). Insieme ai vini, protagonisti assoluti del nostro evento - ha commentato il presidente del Consorzio del Brunello Patrizio Cencioni - questanno abbiamo voluto dedicare ampio spazio alla riflessione sul futuro del vino e del mercato insieme ai massimi esperti del settore delle-commerce mondiale, a giornalisti e meteorologi.


16 Febbraio 2018, ore 09:45

ADNK

Vino: rapporto, dopo 20 anni di crescita ininterrotta mercato usa rallenta Dopo 20 anni di crescita ininterrotta, il mercato Usa del vino rallenter la sua domanda. Lo prevede il report State of the Wine Industry 2018 di Silicon Valley Bank, che il sito Winenews.it rilancia in Italia, dove si delinea un quadro nel quale il cambiamento non lascer indenne nessun segmento del mercato estero pi importante per il vino italiano. Dopo un periodo ultraventennale di crescita ininterrotta dellintero settore vitivinicolo negli Stati Uniti dAmerica - durante il quale la quota di mercato dellimport sul totale, ad esempio, passata dal meno del 15% del 1990 al 35% nel 2011 - tutti i soggetti in gioco nella filiera, domestici o esteri che siano, devono prepararsi a un cambiamento non da poco: complice una rotazione generazionale sempre pi pronunciata, le vendite in volume cresceranno a ritmi blandi (+1% nel 2018), e nonostante la premiumizzazione ancora in atto, le vendite complessive non saliranno oltre i 2-4 punti percentuali, mentre nel settore premium le previsioni di crescita si sono quasi dimezzate, dal 10-14% previsto nel 2017 a un ben pi modesto +4-8%. Innanzitutto, esordisce il fondatore di Svb Rob McMillan nel documento, il periodo che va dal 1994 circa al 2014 ha rappresentato la fase di crescita pi marcata di sempre del mercato del vino nellUnione, con fasi di contrazione tutto sommato minori anche in recessione delleconomia nel suo complesso. Uno stato di grazia che, insomma, prima o poi era destinato a terminare, e cos stato, con un rallentamento marcato dei tassi di crescita di tutte le fasce di prezzo pi popolari durante un ciclo macroeconomico che sta mostrando i suoi risultati migliori dai tempi della crisi del 2007-2009. Di conseguenza, McMillan categorico nel suo affermare che i risultati che hanno portato al successo finora non permetteranno di sostenere quello stesso successo di qui in avanti, e che anche strategie di mercato consolidate mostreranno, col passare del tempo, la loro fallibilit. La crescita prevista da Svb per il segmento premium, come detto, stata pi che dimezzata, e le vendite complessive cresceranno a ritmi pacati, con i volumi ben poco mossi, e se limport crescer nei segmenti di prezzo lower premium, il motivo sar da ricercarsi in un cambio della guardia demografico che vede il progressivo pensionamento dei Baby Boomer accompagnarsi allentrata in scena di una generazione, quella dei Millennial, per la quale la parola chiave di ogni consumo - e a maggior ragione di quelli voluttuari come il vino - ancora frugalit, anche se gli enoappassionati di questo segmento demografico stanno progressivamente allontanandosi dai vini introduttivi e dai blend rossi per dare pi credito ai vini fermi dal prezzo contenuto, sia domestici che importati. Lo scenario attuale, poi, di crescita e inflazione moderate, e di conseguenza il 2018 non potr secondo McMillan essere un anno di aumenti di prezzo, dato che sar tuttaltro che facile scaricarli, per cos dire, sullutente finale. Il fattore demografico , secondo lanalisi Svb, fondamentale: sebbene i Boomer siano ancora il segmento chiave, tendono a consumare sempre meno vino, e il loro progressivo entrare in pensione li porta ad essere meno disposti a frequentare abitualmente le fasce di prezzo pi alte e a bere il vino che hanno comprato e conservato negli anni precedenti pi che comprarne di nuovo, con tutto quel che ne consegue per il settore dei vini di lusso. I loro successori immediati, i Gen-Xer, sono invece oggi al vertice dei consumi e delle retribuzioni, e stanno accrescendo in maniera rilevante il loro consumo di vino, rendendoli per Svb capaci di divenire il nuovo segmento demografico di riferimento dellindustria del vino internazionale entro il 2021. Discorso del tutto diverso, invece, va fatto per i decantati e mitologici Millennial, la cui quota di consumo del 19% non deve illudere: la loro fascinazione per il vino innegabile, particolarmente se confrontata con le coorti che li precedono, ma al portafoglio non si comanda. Ci sono oggi pi Millennial statunitensi che vivono con i genitori di quanti non vivano con dei coinquilini, e quasi due terzi del totale non sarebbe ad oggi in grado di sopravvivere economicamente senza laiuto dei genitori, senza considerare un debito studentesco medio che triplicato rispetto a quello sostenuto per la formazione accademica di chi li ha cresciuti. Di conseguenza cercano valore in primis, e che venga da birra artigianale o superalcolici, particolarmente nellon-premise, poco importa: basta che il prezzo sia quanto pi possibile adeguato alle loro possibilit attuali, e in questo i Millennial si troveranno a compiere scelte di consumo enoico simili a quelle dei Boomer, a tutto vantaggio di chi sapr intercettare questa comune preferenza delle due coorti. Per i Millennial, quindi, larrivo al centro del mercato enoico statunitense previsto per il 2026, ma resta da vedere quanto questa situazione economica si ammorbidir con il progredire delle loro carriere personali. In conclusione, ammonisce McMillan, i soggetti che avranno successo nei prossimi dieci anni saranno quelli che avranno saputo adattarsi a un nuovo consumatore, con valori diversi: un consumatore che usa gli strumenti digitali in maniere sempre pi interattive e complesse, e che considera il Darwinismo digitale inaugurato da Amazon oltre ventanni fa nei confronti delle librerie come unoccasione da non perdere per ogni tipo di bene di consumo. Un consumatore frugale e con un reddito disponibile inferiore rispetto ai suoi predecessori, e che prediliger strategie di vendita che metteranno al centro non il prodotto, ma lesperienza e lutenza finale. I produttori, di conseguenza, dovranno fare quanto pi possibile per avvicinarlo e coinvolgerlo, corteggiarlo e fargli percepire chiaramente il carico esperienziale di un vino tanto quanto il proprio rapporto qualit/prezzo.


09 Febbraio 2018, ore 15:16

LA REPUBBLICA

Cristina Mariani-May al vertice dellimpero di famiglia ... Una delle donne pi influenti del mondo del vino diventa presidente e amministratore unico di Usa Banfi Vintners, che in portafoglio ha anche il Brunello Banfi... Cristina Mariani-May, tra le donne pi influenti del mondo del vino, al veritote di Banfi Vintners, la holding dellimpero di famiglia del vino che annovera tra le sue etichette top Castello Banfi, produttore di Brunello di Montalcino. Terza generazione della dinastia americana diventa presidente e amministratore unico. Ne d notizia il sito Winenews di Irene Chiari e Alessandro Regoli, che proprio in Montalcino hanno creato un hub multimediale della comunicazione sullindustria del vino. Il cambio al vertice del gruppo arriva dopo oltre 10 anni di condivisione del titolo di ad con laltro nipote del fondatore del gruppo, James Mariani, e si accompagna allarrivo di Rich Andrews, che entra a far parte dellorganico di Banfi Vintners in qualit di direttore operativo. Commentando le nomine, la stessa Mariani-May ha parlato di decisioni strategiche che sono necessarie per posizionare al meglio Banfi per una crescita sostenibile e di lungo periodo. Enrico Viglierchio, ad di Castello Banfi, ha dichiarato a WineNews che il riassetto al vertice del gruppo non dovrebbe avere ripercussioni per la creatura italiana della famiglia Mariani, il cui fatturato si aggira intorno ai 65 milioni di euro: si tratta di un riassetto familiare che riguarda gli Stati Uniti dAmerica, e non avr riflessi sulla struttura organizzativa di Castello Banfi.


05 Febbraio 2018, ore 15:20

ADNKRONOS

Vino: rumors WineNews, Brunello di Montalcino 2017 a 4 Stelle ... Come ha raccontato lo stesso Sting al Corriere della Sera, la sua piastrella sar un messaggio che rifletta lamore e la luce unica della Toscana, ricorder alla gente che la musica e la Toscana vivono in armonia. Sar quindi un Englishman in Tuscany, piuttosto che in quella New York in cui cantava di sentirsi spaesato come un alieno, a legare indissolubilmente il suo nome allannata 2013 del Brunello, un vino che, come ha raccontato, lo ha per certi versi convertito al nettare di Bacco. Lopera di Sting, che sar messa a dimora nella galleria a cielo aperto che racconta la qualit delle vendemmie sul muro dello trecentesco Palazzo Comunale di Montalcino, si aggiunge a quelle realizzate, negli anni passati, da famosi autori, come il designer Giorgetto Giugiaro, dal Dipartimento Design Fiat, gli stilisti Cavalli, Prada, Missoni e Ferragamo, il pittore Sandro Chia, il fotografo Oliviero Toscani, lattore Peter Weller, dal vignettista Emilio Giannelli, dai maestri del manga giapponese Tadashi Agi-Okimoto Shu, dalla griffe dei tessuti Cruciani (autrice del celebre braccialettino cult), e, ultima in ordine di tempo, dal patron di Eataly Oscar Farinetti, dal padre di Slow Food Carlo Petrini e dalla guida ai ristoranti pi famosa del mondo, la Michelin. Anche linizio di agosto stato caldo, ma nella seconda met del mese andata persino peggio, con unarea anticiclonica di origine africana che ha determinato temperature torride ben oltre la media del periodo, protrattesi per due settimane. La conseguenza stato un forte stress idrico, che ha accelerato i tempi di maturazione. A rimettere in sesto le cose linizio di settembre, con poche piogge che hanno riequilibrato i tempi di maturazione, permettendo comunque una raccolta s anticipata ma ottimale. Nel frattempo, di ufficiale c la notizia pi attesa, ossia la firma sulla piastrella celebrativa della vendemmia 2017: sar Sting, rockstar e vignaiolo in Toscana insieme alla moglie Trudy Styler nella loro Tenuta il Palagio, ad affiggere a Palazzo Comunale la formella, sabato 17 febbraio, quando Montalcino, con il Benvenuto Brunello 2018, sveler alla stampa ed al pubblico lannata 2013, la Riserva 2012 e il Rosso 2016.


31 Gennaio 2018, ore 18:07

QUOTIDIANO NAZIONALE

ora di cambiare Mentre a Montalcino il Brunello letteralmente va a ruba, nel senso che lo rubano dalle cantine ( accaduto a Cupano e Col dOrcia) il 2018 del vino si apre con una speranza: che non si ripeta il disastro della gestione dei fondi europei del 2017. Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc, spiega: A prescindere dalle batoste che ci ha inflitto il clima, il nodo pi grosso che ci trasciniamo dal 2017 lincapacit di una corretta gestione dei fondi europei, sia in termini di Ocm, coi suoi ritardi cronici, sia del Regolamento 1144 (promozione): i 3 milioni andati allItalia a fronte dei 24/25 milioni alla Spagna e ai 31,5 andati alla Francia, gridano vendetta, e qui paghiamo lassenza del nostro ministero. La pi grande soddisfazione invece la firma del Ceta, laccordo con il Canada, che rappresenta un ottimo punto di riferimento futuro per quel che concerne la protezione delle denominazioni. Un riconoscimento importante che avr ripercussioni positive anche sugli accordi futuri, come quello del Giappone, conclusosi a novembre. Le principali associazioni del vino italiano (Federvini, Uiv, Federdoc e Fivi) sono state sondate da Winenews.it per fare le carte allanno che viene. Fra le eredit positive del 2017 tutti sottolineano lapprovazione del Testo unico del vino (operativo da inizio 2017) e la legge sullenoturismo approvata a fine anno. Per lauspicio comune quello di un regista unico che coordini finalmente le diverse realt vitivinicole del Paese nei rapporti con le istituzioni, da un lato, e verso i mercati internazionali, dallaltro. Fosse facile, viene da dire. Siamo interlocutori frammentati - confessa Sandro Boscaini, presidente della Federvini - mentre il vino dovrebbe essere considerato un unicum: sia come voce che parla alle istituzioni nazionali, sia come voce che si rivolge al mercato straniero, per promuovere il vino italiano con immediatezza. Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini - Uiv, lamenta le incertezze di disponibilit delle risorse Ocm per le aziende, risorse che non tengono conto delle reali necessit aziendali e delle repentine potenzialit del mercato. E serve pi efficienza, anche nella rendicontazione, che ha costi troppo elevati per le aziende. Matilde Poggi, presidente dei Vignaioli Indipendenti (Fivi), segna in rosso due cose: Manca una proposta condivisa sulletichettatura, come ci ha chiesto lEuropa entro marzo 2018. E stiamo ancora aspettando parte dei decreti attuativi del Testo unico sul vino, senza i quali resta lettera morta. Bene invece la minor burocrazia legata ai registri telematici. Poi il regista unico: LItalia produce vini di qualit e offre una variet di vitigni autoctoni, che ci rendono unici al mondo. Ma c troppo individualismo: saremmo pi forti se facessimo fronte comune. Infine le due pi importanti novit sul fronte produttivo - la nuova grande denominazione, Pinot Grigio delle Venezie (valore stimato 750 milioni di euro) e lAsti Secco -vanno alla prova del mercato nel 2018.


31 Gennaio 2018, ore 09:50

LA NAZIONE

Antinori si aggiudica allasta lazienda agricola Farneta, nel cuore della Val di Chiana senese ... Duello per la tenuta, vince Antinori. Sfida con Frescobaldi Sullazienda pendeva da anni un pignoramento Siena, 27 gennaio 2018... Se la sono contesa fino allultimo a suon di migliaia di euro, quella gloriosa tenuta. Due marchi storici, Frescobaldi e Antinori, si sono sfidati in un duello spettacolare ma leale, pulito, elettrizzante. Alla fine della tenzone, lasta pubblica per aggiudicarsi lazienda agricola Farneta, nel cuore della Val di Chiana senese, lha vinta Antinori. Che con un rilancio finale da 5milioni e 500mila euro, un vero e proprio ultimo tuffo, si portata a casa un angolo di paradiso immerso nella campagna toscana e unazienda vinicola con ottime opportunit di rilancio. Al Tribunale di Siena i due contendenti erano partiti da una base dasta di 4milioni e 200 mila euro, divertendosi e divertendo il numeroso pubblico per almeno mezzora. Tanto infatti durata lasta, che essendo aperta a tutti ha richiamato diverse persone incuriosite dal valore della posta in palio e dalla notoriet dei due competitor.
Poi, il verdetto che ha sancito lacquisizione da parte di Antinori. Sulla tenuta pendeva un pignoramento da alcuni anni. In questo periodo il Tribunale si era preso cura dellazienda, che in effetti ha sempre continuato la sua attivit e a produrre vino. La tenuta Farneta comprende una splendida padronale di fine 800, un centro aziendale, tre poderi, un edificio la cui costruzione era rimasta a met e destinato ad attivit ricettiva, cento ettari di vigneti: la parte forse pi appetibile della tenuta. Ora che Antinori diventato il proprietario non difficile prevedere un futuro pi roseo per unazienda in possesso di buoni requisiti e che in un passato nemmeno troppo lontano ha vissuto momenti di splendore. Con la gara dasta Farneta rinata e Antinori ha nella sua faretra un altra freccia. E un buon momento per il vino toscano, un brand che funziona. Antinori ha dalla sua il vantaggio di avere un moderna cantina a due passi da Sinalunga, a Cortona, commenta Alessandro Regoli, direttore di Winenews. Si tratta di due grandi marchi, di due grandi famiglie con ottime relazioni personali nel mondo.


27 Gennaio 2018, ore 18:04

QUOTIDIANO NAZIONALE

Duello per la tenuta, vince Antinori Siena: a decidere lacquisto stato un rilancio di oltre 5 milioni di euro... Sfida fino allultimo con Frescobaldi durante lasta del tribunale... Se la sono contesa fino allultimo a suon di migliaia di euro, quella gloriosa tenuta. Due marchi storici, Frescobaldi e Antinori, si sono sfidati in un duello spettacolare ma leale, pulito, elettrizzante. Alla fine della tenzone, lasta pubblica per aggiudicarsi lazienda agricola Farneta, nel cuore della Val di Chiana senese, lha vinta Antinori. Che con un rilancio finale da 5milioni e 500mila euro, un vero e proprio ultimo tuffo, si portata a casa un angolo di paradiso immerso nella campagna toscana e unazienda vinicola con ottime opportunit di rilancio. Al Tribunale di Siena i due contendenti erano partiti da una base dasta di 4milioni e 200 mila euro, divertendosi e divertendo il numeroso pubblico per almeno mezzora. Tanto infatti durata lasta, che essendo aperta a tutti ha richiamato diverse persone incuriosite dal valore della posta in palio e dalla notoriet dei due competitore Poi, il verdetto che ha sancito lacquisizione da parte di Antinori. Sulla tenuta pendeva un pignoramento da alcuni anni. In questo periodo il Tribunale si era preso cura dellazienda, che in effetti ha sempre continuato la sua attivit e a produrre vino. La tenuta Farneta comprende una splendida padronale di fine 800, un centro aziendale, tre poderi, un edificio la cui costruzione era rimasta a met e destinato ad attivit ricettiva, cento ettari di vigneti: la parte forse pi appetibile della tenuta. Ora che Antinori diventato il proprietario non difficile prevedere un futuro pi roseo per unazienda in possesso di buoni requisiti e che in un passato nemmeno troppo lontano ha vissuto momenti di splendore. Con la gara dasta Farneta rinata e Antinori ha nella sua faretra unaltra freccia. un buon momento per il vino toscano, un brand che funziona. Antinori ha dalla sua il vantaggio di avere un moderna cantina a due passi da Sinalunga, a Cortona, commenta Alessandro Regoli, direttore di Winenews. Si tratta di due grandi marchi, di due grandi famiglie con ottime relazioni personali nel mondo.


22 Gennaio 2018, ore 18:25

ANSA

Furto in azienda Brunello, via 500 bottiglie celebre vino. Ladri in wine shop Col dOrcia, valore bottino 20.000 euro ... Furto di Brunello nella notte tra il 20 e il 21 gennaio a Montalcino (Siena). Ad essere colpita stata lazienda Col dOrcia, di propriet del conte Francesco Marone Cinzano: ignoti, secondo quanto si apprende, sono riusciti a portare via dal wine shop circa 500 bottiglie del pregiato vino, valore di 20mila euro. Rubato anche un furgone dellazienda, usato per portare via il vino. Ad accorgersi del furto un dipendente quando ieri mattina andato ad aprire il wine shop. Le indagini sono seguite dai carabinieri che stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per verificare se abbiano ripreso il tragitto del furgone. Le bottiglie portate via sono tutte di Brunello e Brunello Riserva Poggio al Vento, tutte nel formato da 0,75 litri; comprese le vecchie annate, in maniera molto precisa racconta a WineNews il conte Cinzano specificando come tra le bottiglie rubate ci sia anche il Brunello 2013, il primo biologico, in uscita in questi giorni.


22 Gennaio 2018, ore 10:07

ANSA

Furto 500 bottiglie Brunello Montalcino ... Ladri in wine shop Col dOrcia, valore bottino 20.000 euro... Furto di Brunello nella notte tra il 20 e il 21 gennaio a Montalcino (Siena). Ad essere colpita stata lazienda Col dOrcia, di propriet del conte Francesco Marone Cinzano: ignoti, secondo quanto si apprende, sono riusciti a portare via dal wine shop circa 500 bottiglie del pregiato vino, valore di 20mila euro. Rubato anche un furgone dellazienda, usato per portare via il vino. Ad accorgersi del furto un dipendente quando ieri mattina andato ad aprire il wine shop. Le indagini sono seguite dai carabinieri che stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per verificare se abbiano ripreso il tragitto del furgone. Le bottiglie portate via sono tutte di Brunello e Brunello Riserva Poggio al Vento, tutte nel formato da 0,75 litri; comprese le vecchie annate, in maniera molto precisa racconta a WineNews il conte Cinzano specificando come tra le bottiglie rubate ci sia anche il Brunello 2013, il primo biologico, in uscita in questi giorni (https://goo.gl/CThmoS).


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Mezzacorona

Non solo vino
I capolavori dell'agroalimentare d'Italia