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Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

18 Gennaio 2018, ore 10:15

LA REPUBBLICA - FIRENZE

Una vigna a Montalcino un business che tira, investito oltre 1 miliardo Soltanto il valore dei Bitcoin, forse, cresciuto negli ultimi anni pi del valore di una vigna di Brunello di Montalcino. Solo che il Bitcoin crollato, si rialzato, crollato di nuovo. Mentre la crescita di prezzo della vite senese non conosce arretramento. Nellultimo mezzo secolo - stima il sito Winenews - il prezzo necessario per comprarsi un ettaro di vigneto di Brunello lievitato del 2000%. Limpennata, che si accentuata negli ultimi anni, non ha fermato ma anzi stimolato la vendita di tenute e cantine, anche a fronte di una remunerazione crescente del prodotto finale (soltanto nellultimo anno il prezzo dello sfuso di Brunello destinato allimbottigliamento aumentato del 12,3%). E cos il 2017 pu essere considerato anno storico quanto a passaggi di mano di cantine, tenute, ettari di vigneti pagati fino a 550mila curo ad ettaro da chi - tanti stranieri - ritiene la vite sui colli di Montalcino investimento sicuro e bene rifugio negli anni dellincertezza. Emblematico che a passare per prima di mano, ad inizio anno, sia stata lazienda simbolo del Brunello, quella dove nellOttocento nata la fortunata formula di uno dei vini pi celebrati al mondo: con una cifra intorno ai 300 milioni di euro, la Tenuta Greppo (25 ettari vitati a Brunello di Montalcino, e altri 40 di terreno) della famiglia Biondi Santi passata al Gruppo Epi della famiglia francese Descours (proprietaria di marchi di alta gamma come gli Champagne Piper-Heidsieck, Charles Heidsieck e Chateau La Verriere a Bordeaux). Oggi il 92% della Tenuta Biondi Santi spa, a cui fa capo lazienda, controllato dalla Domaines particip ations, a Jacopo Biondi Santi resta il 7,99%, mentre nella compagine sociale scompaiono sua madre e sua sorella. E fa una certa impressione osservare che da marzo, sebbene Jacopo Biondi Santi resti presidente, il capo dellazienda, che lad, non sia nato sui colli senesi ma a Chalon En Champagne ( Olivier Adnot). Saltando invece alla fine dellanno, Casanova di Neri ai suoi 35 ettari vitati a Brunello, in alcune delle zone pi prestigiose del territorio come Cerretalto e Tenuta Nuova, ne ha aggiunti altri 7 nella zona di Sesta, acquistati per 5 milioni di euro. Anche la Famiglia Cotarella ha rafforzato nel 2017 le radici a Montalcino: fondata dai fratelli Renzo e Riccardo, e ora guidata dalle figlie Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, ha comprato Le Macioche, cantina e vigneti (6 ettari di terreno, di cui 3,5 vitati tutti a Brunello) in una delle zone storiche del territorio, tra la Fattoria dei Barbi e Podere Salicutti. Mentre Poggio Antico, una delle pi belle aziende del territorio (200 ettari complessivi tra boschi, uliveti, seminativi e vigneti, 32,5 ettari complessivi, di cui 28 a Brunello, 2 a Rosso di Montalcino e 2,5 a Cabernet Sauvignon), finita alla compagnia belga Atlas Invest, attiva nel settore dellenergia e del real estate. Ma allungando lo sguardo al 2015 e al 2016, le operazioni di compravendita diventano decine, il volume del business supera il miliardo di euro. E lanno si aperto con altri due affari: lacquisto da parte di Riccardo Illy (azienda Mastrojanni) di una tenuta vicino allAbbazia di SantAntimo e di 2,5 ettari di Brunello da parte di Ciacci Piccolomini dAragona. Perch non c investimento migliore, per chi pu permetterselo, di una vigna a Montalcino. Maurizio Bologni


15 Gennaio 2018, ore 14:31

Repubblica Firenze

Riccardo Illy e Piccolomini fanno shopping di vigne Brunello C fermento nelle terre del Brunello dove si segnalano nuove compravendite di vigneti a prezzi milionari. In questo avvio di 2018, a Montalcino, la storica tenuta Ciacci Piccolomini dAragona, nata nel diciassettesimo secolo e dal 1985 di propriet della famiglia Bianchini (oggi la guidano i fratelli Paolo e Lucia), ha acquistato 2,5 ettari di vigne a Brunello dalla Tenuta La Togata. Sconosciute le cifre dellaffare, secondo il sito Winenews che d notizia del rumors e ricorda come un ettaro iscritto a Brunello di Montalcino sia valutato tra i 450.000 ed i 550.000 curo ad ettaro. Con questultima acquisizione, lazienda mette insieme 55,5 ettari vitati complessivi (su 220 ettari totali), di cui 20 ettari a Brunello di Montalcino Docg, 8 ettari a Rosso di Montalcino Doc ed il resto a SantAntimo Doc e Igt, per una realt capace di una produzione di 300.000 bottiglie allanno, di cui 90.000 di Brunello, che per l80% finiscono allexport. Sullo scacchiere di Montalcino si muove anche il patron del caff Riccardo Illy, che dal 2008 possiede la griffe del Brunello Mastrojanni e che ora - sempre secondo indiscrezioni Winenews - si allarga con lacquisto di una tenuta a due passi dalla millenaria Abbazia di SantAntimo e di 6 ettari di vigneto, di cui 3 a Rosso di Montalcino e 3 a SantAntimo, confinanti con parte dei vigneti gi di propriet del gruppo.


15 Gennaio 2018, ore 10:39

IL CORRIERE DELLA SERA

Le start up di Padoan. Bollicine per Illy? ... partito tutto dal caff. A cui si aggiunto il th di Damman Freres, il cioccolato di Domori e poi il vino, passione pi recente di Riccardo Illy che nel 2008, con la holding di famiglia, ha rilevato a Montalcino le cantine Mastrojanni. Lex sindaco di Trieste ci deve aver preso gusto a fare il vignaiolo tanto che, secondo le indiscrezioni raccolte dal sito WineNews, potrebbe mettere a segno la prima acquisizione del 2018 nel territorio del Montalcino. Loggetto dei desideri sarebbe una tenuta a due passi dalla millenaria Abbazia di SantAntimo con 6 ettari di vigneto, di cui 3 a Rosso di Montalcino e 3 a SantAntimo, confinanti con parte dei vigneti gi di propriet di Illy la cui estensione salirebbe cos a 40 ettari. Ma possibile che limprenditore veneto vada anche oltre. Da tempo si rincorrono voci di un interesse per le terre del Barolo e per i domaines della Borgogna, che potrebbe arrivare - secondo qualcuno - fino a Reims, nel cuore dello Champagne, dove c Taittinger, quasi quattrocento anni di storia delle bollicine, di cui Illy ha (per ora) lesclusiva della distribuzione in Italia.
Carlo Cinelli e Federico De Rosa


12 Gennaio 2018, ore 13:20

LA REPUBBLICA FIRENZE

La tempesta perfetta del vino, dopo la siccit il caro listino Il caldo dellestate scorsa ha falcidiato la produzione: -40 per cento. Limpennata dei prezzi colpisce il prodotto sfuso e lintera filiera... Si impenna prezzo del vino, la filiera toscana va in crisi. Succede quanto si era temuto allindomani dellestate di siccit che ha falcidiato la vendemmia 2017: in media produzione vinicola toscana a -40%. E allora, poco vino, prezzi dello sfuso che balzano in alto ma senza riuscire a remunerare i viticoltori colpiti dal taglio delle quantit, e mettono in crisi gli imbottigliatori, che non possono pagare laumento vertiginoso di materia prima senza aumentare i listini dellimbottigliato e correre il rischio di finire fuori mercato rispetto alla concorrenza. E la corsa al rialzo coinvolge anche le annate precedenti. La tempesta perfetta del caro listino colpisce tutte le denominazioni eccellenti, dal Chianti Classico al Brunello, dai Bolgheri al Nobile, dal Morellino al Chianti. Ma andiamo per ordine partendo dal dato esplosivo di questi giorni: limpennata del prezzo del vino sfuso. Riguarda i listini che i brand, le cantine griffate, pagano ai viticoltori per comprare e poi imbottigliare le produzioni di qualit realizzate in rispetto dei disciplinari. Si assiste ad un fermento insolito, una corsa anticipata alle contrattazioni gi da fine novembre, quando di solito il mercato parte a gennaio, per portare nelle cantine degli imbottigliatori non solo lultima annata ma anche quelle precedenti. E i prezzi lievitano con balzi a doppia cifra percentuale. Stando al bollettino Ismea (Istituto di servizio per il mercato agro alimentare), a dicembre 2017, rispetto allo stesso mese di un anno prima, il prezzo dello sfuso di Brunello aumentato del 12,3%, il Chianti Classico salito del 19,3%, il Chianti addirittura del 31,7%, dati che per queste ultime due denominazioni ritoccano in alto la crescita di prezzo gi registrata su novembre dal sito specializzato WineNews. Ma sono i pi recenti numeri della Camera di Commercio di Firenze a raccontare che la corsa proseguita nei primi giorni dellanno nuovo. E che lo sprint rischia di trasformarsi in una gara folle. La Borsa Merci di Firenze, nella settimana tra il primo e il 7 gennaio 2018, indica scambi sostenuti del vino sfuso. E in qualche caso i prezzi allingrosso doppiano quelli registrati dalla stessa Borsa Merci un anno prima nella settimana tra il 9 e il 15 gennaio 2017. Il Chianti Classico 2016 arriva a costare fino a 310 euro ad ettolitro. Il Chianti 2014, che un anno fa si poteva pagare solo 88 euro ad ettolitro, ora costa tra i 130 e i 180 euro. Il Vino Rosso Toscano del 2015 e del 2016 a 12 gradi alcolici passa da 45-65 euro a 90-125 euro ad ettolitro, il bianco 2016 costava 50-65 euro mentre quello 2017 si vende a prezzo tra 100 e 130 euro, e le ultime annate di Sangiovese 12 gradi schizzano da 55-73 euro a 105-140 euro. un terremoto. Siamo con lacqua alla gola, dice senza giri di parole Giovanni Busi, presidente del Consorzio del Chianti, riferendosi allintera filiera del vino. Finora i viticoltori hanno lavorato sottocosto, a rimessa, affrontando spese di produzione per 110-120 euro ad ettolitro per realizzare vino che poi veniva pagato loro dagli imbottigliatori solo 80-90 euro ad ettolitro. Ora laumento di prezzo che i viticoltori stanno praticando, in media del 20%, non basta a coprire la riduzione della quantit prodotta, che in media del 40%. E daltro canto se il prezzo dello sfuso supera i 120-140 euro ad ettolitro, come sta accadendo, questo mette fuori gioco gli imbottigliatori. A questi prezzi la grande distribuzione organizzata, che assorbe il 65% della produzione di Chianti, non rinnova i contratti di fornitura e si rifornisce da altre denominazioni. Anche perch la siccit, e queste evidenti oscillazioni di prezzo, non riguardano tutte le produzioni nazionali, tanto meno quelle straniere dimportazione. E un problema atavico, irrisolto - riprende Busi - Per due anni il prezzo va su e per due anni va gi, in unaltalena che provoca, a seconda dei casi, giacenze e squassi. Confidiamo nel Decreto Omnibus, che dovrebbe creare i meccanismi perch il prezzo del vino di ciascuna denominazione venga stabilito in un tavolo istituzionale, come gi avviene ad Asti. Se il Chianti rischia di perdere acquirenti in Italia, le altre denominazioni di maggior prezzo temono la concorrenza sui mercati internazionali. Il consumatore che cerca lunicit di certi prodotti di alta gamma, come possono essere bottiglie di Brunello o di altri vini, non cambier scaffale di fronte allaumento di prezzo, ma la concorrenza si far sentire sui prodotti di media gamma, dice lenologo Roberto Bruchi, che conferma: Il calo di produzione dimezza di fatto il reddito dei viticoltori, che pu essere solo in parte recuperato con laumento del prezzo. La marginalit di contrae, la concorrenza interna aumenta. Non c dubbio: il momento difficile.


10 Gennaio 2018, ore 09:58

IL SOLE 24 ORE - AZIENDE IN CAMPO

Mastrojanni (gruppo Illy) pronta ad acquisire una tenuta a Montalcino Lo shopping della famiglia Illy. Il presidente del gruppo Illy, Riccardo Illy, punta lindice sulla luna parlando di acquisizioni nel Barolo, in Borgogna e forse in Champagne grazie allalleanza con Maison Taittinger, ma con laltra mano si accinge a chiudere lacquisizione di una tenuta nei pressi dellAbbazia di SantAntimo a Montalcino e di 6 ettari di vigneto confinanti con terre gi di propriet. I rumor sono stati raccolti dal giornale online Winenews (diretto da Alessandro Regoli). Lacquisizione (non smentita dallad Andrea Machetti) verrebbe realizzata da Mastrojanni, la cantina di Montalcino del gruppo Illy che conta su 40 ettari vitati di propriet (17 dei quali a Brunello di Montalcino, 10 a Rosso di Montalcino ed i restanti divisi tra SantAntimo, Moscadello di Montalcino). La notizia molto probabilmente fondata poich gi lo scorso aprile Illy aveva accennato a trattative in corso a Montalcino. Il gruppo del gusto Illy attivo nel caff, nel cioccolato con Domori, nel the con Damman e nel vino con Mastrojanni. La cantina ha attivato anche il business dellospitalit con 7 camere, altre sono in costruzione, insieme a una piscina e unarea benessere. Inoltre in costruzione unarea di vinificazione sotto la cantina. Mastrojanni nel 2016 ha prodotto 113.000 bottiglie, con un fatturato che supera i 2 milioni di euro. Il 64% dei ricavi arriva dallestero, il resto dallItalia (https://goo.gl/Z9iRqg).
Emanuele Scarci


08 Gennaio 2018, ore 13:25

ADN KRONOS

WineNews, una road map delle grandi fiere per il 2018 ... Da Vinitaly e Prowein al Pink Rose Festival, con il debutto a New York di Vinexpo... Si aprir in rosa il 2018 delle grandi fiere del vino mondiale, in un anno particolare, che, accanto alle grandi certezze come Prowein e Vinitaly, vedr alcuni debutti importanti, tra New York e Londra, come racconta la road map di WineNews degli eventi internazionali da non mancare anche per il vino italiano. Primo appuntamento da segnare in agenda Millesim Bio, dal 29 al 31 febbraio a Montpellier, unica grande fiera mondiale dedicata esclusivamente al crescente movimento dei vini biologici e naturali. Poi, sempre in Francia, sar di scena ledizione n. 2 di Pink Ros Festival, lunica kermesse professionale dedicata allenologia in rosa, di scena a Cannes dal 7 al 9 febbraio 2018, con la regia di Beyon Exhibit, organizzatore francese di saloni e fiere professionali di alto livello, Jean-Marc Ducasse, esperto di mercato del vino in cui lavora da pi di 40 anni come consulente e buyer, e di Sofia Biancolin, alla guida della Desa. Il 27 e 28 febbraio a Londra, invece, ci sar la prima edizione Uk del The International Bulk Wine & Spirits Show al Londons Royal Horticultural Halls, evento da seguire con attenzione poich sar dedicato fondamentalmente al tema degli sfusi e del private label, sempre pi importante nel mercato del Regno Unito, e anche perch sar il primo grande evento trade in terra inglese dopo il voto sulla Brexit. A marzo, invece, altro debutto importante, con la prima edizione in Usa di Vinexpo New York, nuovo importante step della strategia della fiera francese (che nella sua cadenza biennale, questanno, non sar a Bordeaux), che ha gi messo in cantiere un altro evento nella capitale Parigi, a partire dal 2020 (e che, nel 2018, celebrer anche ledizione n. 20 di Vinexpo Hong Kong, dal 29 al 31 maggio. Ma marzo sar il mese che vedr di scena anche la pi grande fiera internazionale del vino mondiale, ProWein, che torna dal 18 al 20 marzo a Dsseldorf, e dove lItalia, come sempre, sar presente in massa. Belpaese del vino che sar lassoluto protagonista del suo evento pi importante, Vinitaly, a VeronaFiere dal 15 al 18 aprile, e che sar preceduto dallormai tradizionale anteprima di Opera Wine, la grande degustazione firmata da Wine Spectator che per ledizione 2018, il 14 aprile, ha selezionato 107 produttori per rappresentare il meglio di tutta Italia. Prima, per, impossibile non segnalare uno degli eventi pi attesi del mercato enoico mondiale, lEn Primeur di Bordeaux, dal 9 al 12 aprile, che sar dedicata alla vendemmia 2017 dei grandi vini della Gironda, evento che fa da termometro per tutto il settore dei fine wine.


04 Gennaio 2018, ore 13:26

ADN KRONOS

Lanalisi, 2017 anno Borgogna, per Italia Sassicaia brand pi scambiato ... Domina la Francia, il 2017 lanno della Borgogna, ma lItalia, con il Sassicaia, vanta il brand pi scambiato sul mercato secondario dei fine wines, con una quota del7,3%. Come ogni anno, fa sapere in Italia il sito WineNews, il Liv-Ex, il benchmark del mercato secondario dei fine wine, e il magazine britannico The drinks business, hanno analizzato le performance dei marchi enoici pi scambiati nel mondo, messi in fila, secondo punteggi, quote di mercato, prezzi medi, e numero di marchi in commercio, nella Power 100 del 2017, dove, per la prima volta, entra Casanova di Neri, la griffe del Brunello di Montalcino (al numero 97) che, appena qualche settimana fa, aveva raggiunto la posizione numero 4 della Top 100 di Wine spectator. La vera star la Borgogna, che nel 2017 ha mosso, in valore, il 12% del mercato (dal 7,7% del 2016), guidata dalla crescita della domanda sul mercato asiatico, con ben 22 brand tra i primi 50 e il Romane-Conti alla posizione numero 4, dietro ai soliti tre di Bordeaux: nellordine Lafite Rothschild, Margaux e Mouton Rothschild, mentre perdono terreno Haut Brion (dalla posizione numero 4 alla numero 9) e Latour (dalla 5 alla 12), cos come perde lintera regione, che nel 2017 ha pesato appena per il 68,6% del valore totale delle transazioni, il valore pi basso mai toccato (nel 2010 Bordeaux rappresentava il 95,8% del mercato, un anno fa il 74,6%). LItalia, nel complesso, chiude un anno decisamente positivo, con una quota di mercato, in valore, del 6,3%, dal 5,6% di un anno fa, ma ancora lontana dal 7,1% del 2015. La performance quantitativa del Sassicaia non gli vale la posizione pi alta tra le griffe tricolore, dove invece il Masseto a spiccare, alla numero 20 (dalla 51 del 2016), grazie principalmente a un prezzo medio altissimo, 5.136 sterline a cassa, il decimo pi caro in classifica, una quotazione cresciuta del 23,36% sul 2016. Il Sassicaia, invece, sale fino alla posizione numero 33 (dalla 55 dello scorso anno), frenato proprio dal punto di forza del Masseto, il prezzo, 692 sterline a cassa, che ne fanno il secondo miglior vino al mondo per rapporto qualit-prezzo, il che spiega benissimo il volume di bottiglie mosse negli ultimi 12 mesi. Nella seconda met della classifica, invece, arrivano i primi passi indietro per i brand italiani. Gaja, ad esempio, si deve accontentare della posizione numero 56 (dalla 47 di un anno fa), mentre il Solaia, al contrario, sale dal numero 86 all80. Perdono qualche posizione anche lOrnellaia, che passa dalla 73 alla 86, e, in misura minore, il Tignanello, dalla numero 84 alla numero 88. Il vero crollo quello dellaltro piemontese in classifica, Giacomo Conterno, che passa dalla numero 59 del 2016, quando fece un salto enorme, alla numero 96, quasi affiancato dallunica new entry del Belpaese e dallunica griffe del Brunello presente in classifica, Casanova di Neri. Escono dai primi 100 sia Bruno Giacosa, un anno fa alla posizione numero 87, come new entry, e Petrolo, nel 2016 alla numero 91.


03 Gennaio 2018, ore 13:26

QUOTIDIANO NAZIONALE

Larte del bere bene: dalla Toscana al Veneto le mostre dedicate al mondo di Bacco ... Alle citt darte Firenze a Siena, attraversando la campagna che le circonda disegnata dai filari del Chianti e del Chianti Classico, da Montefalco, patria del Sagrantino, il vino di San Francesco, fino a Treviso, tra le colline del Prosecco Superiore. Sono tante le grandi mostre segnalate da WineNews nellagenda degli eventi con il fil rouge del wine & food. Vediamone qualcuna. Fino all8 aprile al Museo nazionale del Bargello a Firenze, c Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti, con il capolavoro del Rinascimento italiano di propriet del Brooklyn Museum of Art di New York rientrato in Italia dopo oltre un secolo grazie a Marchesi Antinori. Il Consorzio Vino Chianti compie 90 anni di storia e festeggia con The Proud Winegrowers, esposizione dedicata ai volti di chi ha scritto e continua a scrivere la storia di questo vino, ritratti da Edoardo Delille e gi esposti al Franz Josef Strauss International Airport di Monaco di Baviera, e ora a Villa Bardini (fino al 31 gennaio). Sempre a Firenze, anche Thurner Pr festeggia 20 anni di attivit con la mostra permanente Ritratti, 20 anni di luci, sterri e filari di George Tatge, che ha catturato con la sua sensibilit i dettagli offerti dalla natura e i territori del vino. Prosecco & Superiore ai Carraresi invece la prima mostra mai realizzata, fino al 1 maggio a Casa dei Carraresi a Treviso, per raccontare il vino simbolo della Marca Trevigiana, in un percorso espositivo ideato dallimprenditore Paolo Lai con il coordinamento scientifico di Diego Tomasi del Crea-Ve.


02 Gennaio 2018, ore 14:13

AdnKronos

Unesco: crete senesi e tartufo bianco sulla via delle riserve mondiali della biodiversit Nobile patria del tartufo bianco italiano, prodotto pi pregiato dItalia, simbolo del legame tra luomo e la terra fatto di un secolare patrimonio di saperi e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, ma anche indicatore della biodiversit dei suoi delicati territori, anche le Crete Senesi, tra i paesaggi dipinti che rendono la Toscana famosa in tutto il mondo, hanno iniziato il loro cammino sulla via dellUnesco. Lobbiettivo, rilancia il sito Winenews.it, un riconoscimento particolare: quello tra le Riserve mondiali della Biodiversit Mab (acronimo di Man & the biosphere), una lista di tesori naturali essenziali per la sopravvivenza stessa del pianeta, per raggiungere il quale nata lAssociazione Crete Senesi Per Unesco, su iniziativa dei produttori e cultori del tartufo dellAssociazione dei Tartufai senesi presenti e diffusi in tutte le Crete, e dellAssociazione Monte Peglia per Unesco, che ha ora assunto anche il nome di Associazione per la Promozione delle Riserve mondiali della Biodiversit Mab Unesco, e capofila del Comitato per la istituzione della Riserva Mab Unesco nel comprensorio del Peglia in Umbria prescelta quale candidatura della Repubblica italiana. In comune, la volont di mettere assieme le reciproche esperienze, come la tartuficoltura, come modelli di sviluppo sostenibile. Vogliamo il riconoscimento di modelli sostenibili ed integrati, ed essere protagonisti dei processi di cambiamento oggi indispensabili, e che preservano e rafforzano nel mondo la nostra irripetibile qualit e i nostri modelli civili - spiega Paolo Valdambrini, alla guida dei Tartufai Senesi - una Riserva mondiale della biodiversit pu fare crescere la democrazia e la partecipazione effettiva e leconomia che vanno di pari passo. Si aprono un progetto complesso e un marchio che vogliamo abbiano la massima diffusione per incentivare consapevolezze evolute e diffuse. Costituiamo un modello integrato e aperto, in attuazione e condivisione piena delle previsioni Unesco le quali vogliono che questi progetti nascano dal basso e siano esempi di aggregazioni partecipative - sottolinea Francesco Paola, presidente dellAssociazione Monte Peglia per Unesco - per questo che stata costituita lAssociazione delle Crete Senesi Per Unesco, con la speciale sensibilit costituzionale necessaria ai tempi che tali previsioni richiedono. Costituiamo un partenariato pubblico-privato aperto a soggetti pubblici e privati che abbiano idonei requisiti ai fini della pi ampia diffusione di tali consapevolezze. Devono essere ripensati ed aggiornati i modelli di sviluppo, cos si contrastano le crisi ricorrenti, occorre promuovere delle visioni di insieme le quali incrementino nel loro complesso le ricchezze e le consapevolezze dei luoghi e la tutela di un territorio cos speciale specie per le generazioni che verranno. Il Comitato ha gi richiesto un incontro di presentazione al Comitato Nazionale Unesco ai fini della apertura della istruttoria.


28 Dicembre 2017, ore 10:49

ANSA

Vino: Liv-Ex 2017, quota Italia sale al 6,3% in valore Nel Liv-Ex, il benchmark del mercato secondario dei vini pregiati, lItalia chiude il 2017 con una quota di mercato, in valore, del 6,3%, in progresso rispetto al 5,6% del 2016. Secondo Winenews la penisola vanta con il Sassicaia il singolo brand pi scambiato con una quota del 7,3%: ma in valore assoluto il Masseto a ricoprire la posizione pi alta tra le griffe italiane (20/a assoluta), grazie principalmente ad un prezzo medio di 5.136 sterline a cassa, il decimo pi caro in classifica.


27 Dicembre 2017, ore 10:47

QUOTIDIANO NAZIONALE

Una bottiglia per i regali delle feste. Sorridono le enoteche, affari con i classici Secondo Vinarius - Associazione delle Enoteche italiane, che mette insieme oltre 100 attivit in tutta Italia, questanno si registrato un aumento degli incassi tra il 10 e il 20% rispetto al 2016. Lo riferisce WineNews, che racconta le tendenze di questo Natale, in cui il vino si rivelato un regalo gettonato sotto lalbero. In testa ci sono i grandi classici come Barolo, Brunello di Montalcino e Amarone, ma anche le bollicine, dal Prosecco al Trentodoc, con la Franciacorta in testa.


27 Dicembre 2017, ore 10:46

QUOTIDIANO NAZIONALE

Le cantine battono cassa Il vino, un business complicato. I problemi cominciano in vigna, dove si fanno i conti con le bizze del clima, caldo, freddo, pioggia, siccit. Poi in cantina, tra fermentazioni, lieviti, solfiti, botti, barriques, anfore. Il risultato deve essere di qualit e va venduto. Fatta la vendita, bisogna farselo pagare, e qui i problemi non finiscono, ma cominciano. Infatti passare allincasso, soprattutto per le piccole/medie cantine che hanno in ristoranti ed enoteche (il cosiddetto Horeca) il loro principale cliente, non semplice. Ci sarebbe larticolo 62 della legge 27/2012, che ha fissato i termini di pagamento per le merci agricole e alimentari entro 30 giorni per quelle deperibili, ed entro 60 giorni le non deperibili. Ma questo termine non lo rispetta quasi nessuno. Lo conferma al sito winenews.it Marco Giuri dello studio Giuri Avvocati che ha studiato il problema. Anzi spiega Giuri in base alla nostra esperienza, visto che abbiamo come clienti 50 tra le pi importanti cantine italiane, possiamo affermare che nel vino i ritardi sono pi consistenti che in altri settori. In media, se nellagroalimentare si incassa a 90 giorni, nel vino si arriva tranquillamente a 120. Secondo i dati di Eurocredit Business Information, i pagamenti alla scadenza del settore del vino, mettendo insieme i dati di. Horeca, commercio allingrosso e al dettaglio, sono appena il 16% del totale (contro il 38% della media di tutti i settori). In particolare, nel settore dellHoreca, dal 2010 si segnala un aumento dei ritardi gravi del +133%. Non ci sono particolari differenze di comportamento tra le tipologie di esercizio. Nella ristorazione, per esempio solo il 17% delle fatture del vino pagato alla scadenza, il 60% entro 30 giorni, e il 23% oltre due mesi. Percentuali simili a quelle di vendita al dettaglio e in gdo: 17% alla scadenza, il 63% entro i 30 giorni, il 20% oltre i 60 giorni. Leggermente meglio con gli ingrossi: il 18% paga entro la scadenza, il 68% entro i 30 giorni di ritardo, e solo il 14% va oltre. In media, limporto della fattura da incassare di 400 euro, quello dellinsolvenza di 1.300 euro. Cifre relativamente piccole, ma che possono diventare enormi se si tiene contro della pluralit di esercizi coinvolti. E c un altro dato allarmante: tra il 2015 ed il 2017, secondo Eurocredit, delle 164.765 nuove aziende aperte, soprattutto nel settore Horeca, 32.490 sono state coinvolte in procedure di recupero crediti, e ben 103.115 hanno gi cessato lattivit. In questo quadro, per, non vuol dire che larticolo 62 non sia servito. Il tasso di recupero crediti cresciuto ed nata spiega ancora Giuri una santa alleanza fra cantine contro i cattivi pagatori perch spesso sono gli stessi per diverse aziende. chiaro che condividere informazioni, come facciamo tra i nostri clienti con strumenti dedicati, ma anche dare vita ad azioni congiunte, contribuisce a risultati migliori.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

WineMeteo

sereno con veli Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 9°
Precip: -
parz nuvoloso Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 5°
Precip: -
parz nuvoloso Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 4°
Precip: -
quasi sereno Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 9°
Precip: -
sereno con veli Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 10°
Precip: -
quasi sereno Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 11°
Precip: -
sereno con veli Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 10°
Precip: -
sereno con veli Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 12°
Precip: -
sereno con veli Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 9°
Precip: -
parz nuvoloso Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 11°
Precip: -
variabile Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 12°
Precip: -
quasi sereno Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 7°
Precip: -
quasi sereno Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 7°
Precip: -
quasi sereno Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 9°
Precip: -
sereno Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 9°
Precip: -
sereno con veli Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 11°
Precip: -
parz nuvoloso Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 12°
Precip: -
quasi sereno Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 8°
Precip: -
sereno Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 10°
Precip: -
sereno con veli Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 13°
Precip: -
sereno con veli Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 11°
Precip: -
sereno con veli Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 14°
Precip: -
sereno con veli Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 12°
Precip: -
sereno con veli Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 7°
Precip: -
sereno con veli Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 10°
Precip: -
sereno Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 13°
Precip: -
quasi sereno Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 7°
Precip: -
sereno Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 13°
Precip: -
sereno con veli Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 10°
Precip: -
sereno Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 12°
Precip: -
variabile Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 14°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 15°
Precip: -
sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 15°
Precip: -
parz nuvoloso Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 14°
Precip: -
sereno con veli Soave:
Soave (VR)

Temp: 10°
Precip: -
sereno con veli Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 10°
Precip: -
sereno con veli Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 12°
Precip: -
parz nuvoloso Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 5°
Precip: -
parz nuvoloso Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 4°
Precip: -
parz nuvoloso Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 4°
Precip: -
pioviggine Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 7°
Precip: 0-1mm
parz nuvoloso Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 9°
Precip: -
sereno con veli Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 14°
Precip: -
parz nuvoloso Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 11°
Precip: -
Mezzacorona

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