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Aggiornato al 22 Febbraio 2012 ore 18:26

Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

21 Febbraio 2012, ore 12:23

ADNKRONOS

Vino: iniziativa di legge popolare su uso e tassazione bevande alcoliche. Truzzi, “chi beve alcol deve essere informato dei rischi che corre” ... “Nessuno vuol togliere un bicchiere di vino dalla bocca di nessuno, ma chi beve alcol deve essere informato dei rischi che corre”. Così Furio Truzzi, vicepresidente di Assoutenti Liguria, spiega a WineNews il senso della “Proposta di legge di iniziativa popolare: informazione all’uso e tassazione delle bevande alcoliche”, firmata insieme Gianni Testino vicepresidente Associazione Italiana di Alcologia, che, in sostanza, vorrebbe far applicare tasse agli alcolici in base alla gradazione, mettere sulle bottiglie” in maniera chiara e visibile la dicitura “l’alcol nuoce gravemente alla salute e provoca il cancro”, e tassare la pubblicità con un imposta pari al 3% del fatturato prodotto fino al 2022, da quanto dovrebbe essere vietata in qualsiasi forma. La raccolta delle firme è appena iniziata, l’obiettivo è portare la proposta in parlamento per l’estate. E l’assunto è che “l’Organizzazione mondiale della Sanità ormai ha inserito l’alcol tra le sostante più cancerogene insieme a benzene e amianto, e quindi il problema non è l’abuso, ma il consumo informato, non è possibile continuare a far circolare una sostanza tossica senza informare il consumatore. Io stesso sono un bevitore di vino, ma consapevole che sto bevendo una sostanza dannosa e accetto il rischio. E anche se so di vivere in una cultura che da millenni ha fatto delle bevande alcoliche un elemento importante della propria alimentazione, bisogna stare attenti”. E a chi sottolinea i tanti studi che dimostrano i tanti effetti benefici di alcol, e soprattutto di vino, consumato in modiche quantità, cosa risponde? “Che i dati ufficiali sono quelli dell’Oms e dell’Istituto Superiore di Sanità, che dicono che il rischio c’è e che prevale l’aspetto nocivo”. La raccolta delle firme è solo all’inizio (ne servono 50.000, ndr), e l’iter, in ogni caso, lungo, ma le organizzazioni di categoria che WineNews ha interpellato si preparano a dire no: “è un’idea che non funziona, sia a livello economico che sociale, come Federvini stiamo dimostrando alle autorità che una cosa del genere avrebbe solo risultati opposti a quello che si propone - spiega il presidente Lamberto Vallarino Gancia - e spaventerebbe solo i consumatori, creando discriminazione su posizioni da dimostrare perché ci sono ricerche che dimostrano il contrario”. Sulla stessa linea anche Lucio Mastroberardino, alla guida di Unione Italiana Vini, che aggiunge: “la repressione non può sostituirsi all’educazione al bere moderato, la tassazione non può risolvere i problemi dell’abuso e sostituire politiche educative anche familiari che vengo sempre meno. Ci batteremo perché non vada in porto, anche perché il vino è uno degli elementi produttivi più importanti del Pil e della bilancia commerciale, tra i pochi che non hanno visto diminuire investimenti e posti di lavoro neanche in tempi di crisi”



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20 Febbraio 2012, ore 17:30

AGI

Vino: WineNews, nei paesi emergenti “tira” buon bere tricolore ... L’Italia del vino nei Paesi emergenti? Sta bene, ma c’è da fare. WineNews ha raccolto pareri di alcuni buyer di Brasile, India, Cina e Giappone . Partiamo dal Brasile, dove “il vino italiano si sta guadagnando spazio, anche se la concorrenza dei vicini di Cile e Argentina è agguerrita - spiega a WineNews Bruno Airaghi di Interfood Importacao (www.interfood.com.br) - ma c’è tanto da lavorare, perché il vino italiano che oggi arriva in Brasile è soprattutto Lambrusco e Prosecco, che parte dalla cantina da 1 euro al litro in giù. Anche se crescono quelle che per ora sono nicchie di vini “franco cantina” da 4 a 10 euro, e sono quelli che stiamo spingendo di più, puntando su territori come Sicilia, Toscana, Veneto, ma anche Friuli Venezia Giulia, Umbria e Sardegna”. Dal Brasile all’India, altro gigante del cosiddetto “Bric”, che nel 2014, secondo diverse previsioni, sarà il mercato n. 10 per il vino mondiale. E anche qui l’Italia del vino “guadagna quote di mercato - dice Samit Gharge di Aspri Spirits (www.aspri.org), il secondo importatore dell’India - e ormai ogni hotel importante (uno dei canali più redditizi del Paese, ndr) ha un grande portfolio italiani, e quelli che stanno andando meglio sono Barolo, Chianti Classico, Chianti, la Toscana in generale, ma anche il Prosecco soprattutto tra i consumatori più giovani. La fascia di prezzo che va meglio è quella per bottiglie tra 18 e 45 euro allo scaffale, che tra dazi oggi molto pesanti ma che l’India sta cercando di abbassare, e altri costi partono a meno della metà del prezzo finale. Ma il futuro è luminoso per il vino italiano, anche perché la conoscenza del vino sta crescendo, rispetto a qualche anno fa la gente vuole sapere che cosa è quello che sta bevendo, e questo gioca a favore dell’Italia”. E poi c’è la Cina, che oggi fa la fortuna della Francia di Bordeaux e Borgogna. “Ma qui, ad oggi, l’Italia è in competizione più con i vini “cheap” del Nuovo Mondo - spiega Thomas Chung di “Vine to Wine Cellar” (www.vine2wine.com.hk), quelli che dalla cantina partono tra 1,5 e 3 euro a bottiglia e per il successo dei quali, spesso, conta più il packaging e il prezzo della bontà del vino. Ma il mercato cinese cresce a ritmi del 70-80% all’anno, e credo che anche per i grandi vini italiani, con un buon lavoro sul marketing, ci potranno essere ottimi risultati”. E poi c’è il Giappone, dove “bere vino è ormai una moda e dove l’Italia sta recuperando sulla Francia grazie soprattutto a Chianti, Barolo, Asti e Amarone - dice Noataka Tostuka di Liquor Mountain (www.likaman.co.jp) - e dove il prezzo “magico” è intorno ai 10 euro allo scaffale, 2-3 euro dalla cantina”. Insomma, il terreno straniero è fertile, ma c’è tanto da lavorare.


20 Febbraio 2012, ore 17:28

ANSA

Vino: promettono mercati emergenti, ma lavorare su valore. WineNews, import in Brasile, India, Cina e Giappone a confronto … Promettono Brasile, India, Cina e Giappone per il vino italiano ma c’è ancora molto da lavorare soprattutto per innalzare il valore. A confermarlo a WineNews sono alcuni buyer dei quattro Paesi emergenti, a partire dal Brasile, dove il vino tricolore si sta guadagnando spazio, anche se la concorrenza dei vicini Cile e Argentina è agguerrita. Secondo Bruno Airaghi di Interfood Importao, le bottiglie che arrivano sono soprattutto di Lambrusco e Prosecco che partono dalla cantina da 1 euro al litro in giù. Ottime le prospettive in India, che nel 2014 dovrebbe diventare il decimo mercato per il vino mondiale. A detta di Samit Gharge di Aspri Spirits, secondo importatore del Paese, l’Italia guadagna quote di mercato, con in testa Barolo, Chianti Classico e Chianti, bene anche il Prosecco soprattutto tra i consumatori più giovani; la fascia di prezzo più gettonata è tra 18 e 45 euro allo scaffale che, tra dazi e altri costi partono a meno della metà del prezzo finale. Passando in Cina, qui fanno fortuna i francesi di Bordeaux e Borgogna, mentre l’Italia, come spiega Thomas Chung di “Vine to Wine Cellar” è in competizione con i vini più economici, che dalla cantina partono tra 1,5 e 3 euro a bottiglia il cui successo è dovuto più al packaging e al prezzo che alla bontà; un mercato comunque promettente, con ritmi di crescita del 70-80% l’anno, anche per i grandi vini italiani. Infine il Giappone, dove Noataka Tostuka di Liquor Mountain conferma che bere vino è ormai una moda e dove l’Italia sta recuperando sulla Francia grazie soprattutto a Chianti, Barolo, Asti e Amarone; il prezzo medio è intorno ai 10 euro allo scaffale, 2-3 euro dalla cantina.


20 Febbraio 2012, ore 17:27

ADNKRONOS

Vino: WineNews, l’Italia deve crescere nei paesi emergenti in Brasile, India, Cina e Giappone c’è molto interesse … L’Italia del vino nei Paesi emergenti? Sta bene, ma c’è da fare. WineNews ha raccolto pareri di alcuni buyer di Brasile, India, Cina e Giappone. Partiamo dal Brasile, dove ’’il vino italiano si sta guadagnando spazio, anche se la concorrenza dei vicini di Cile e Argentina è agguerrita - spiega a WineNews Bruno Airaghi di Interfood Importaçao (www.interfood.com.br) - ma c’è tanto da lavorare, perché il vino italiano che oggi arriva in Brasile è soprattutto Lambrusco e Prosecco, che parte dalla cantina da 1 euro al litro in giù. Anche se crescono quelle che per ora sono nicchie di vini “franco cantina” da 4 a 10 euro, e sono quelli che stiamo spingendo di più, puntando su territori come Sicilia, Toscana, Veneto, ma anche Friuli Venezia Giulia, Umbria e Sardegna”. Dal Brasile all’India, altro gigante del cosiddetto “Bric”, che nel 2014, secondo diverse previsioni, sarà il mercato n. 10 per il vino mondiale. E anche qui l’Italia del vino ’’guadagna quote di mercato - dice Samit Gharge di Aspri Spirits (www.aspri.org), il secondo importatore dell’India - e ormai ogni hotel importante (uno dei canali più redditizi del Paese, ndr) ha un grande portfolio italiani, e quelli che stanno andando meglio sono Barolo, Chianti Classico, Chianti, la Toscana in generale, ma anche il Prosecco soprattutto tra i consumatori più giovani. La fascia di prezzo che va meglio è quella per bottiglie tra 18 e 45 euro allo scaffale, che tra dazi oggi molto pesanti ma che l’India sta cercando di abbassare, e altri costi partono a meno della metà del prezzo finale. Ma il futuro è luminoso per il vino italiano, anche perché la conoscenza del vino sta crescendo, rispetto a qualche anno fa la gente vuole sapere che cosa è quello che sta bevendo, e questo gioca a favore dell’Italia”. E poi c’è la Cina, che oggi fa la fortuna della Francia di Bordeaux e Borgogna. “Ma qui, ad oggi, l’Italia è in competizione più con i vini “cheap” del Nuovo Mondo - spiega Thomas Chung di “Vine to Wine Cellar” (www.vine2wine.com.hk), quelli che dalla cantina partono tra 1,5 e 3 euro a bottiglia e per il successo dei quali, spesso, conta più il packaging e il prezzo della bontà del vino. Ma il mercato cinese cresce a ritmi del 70-80% all’anno, e credo che anche per i grandi vini italiani, con un buon lavoro sul marketing, ci potranno essere ottimi risultati”. E poi c’è il Giappone, dove “bere vino è ormai una moda e dove l’Italia sta recuperando sulla Francia grazie soprattutto a Chianti, Barolo, Asti e Amarone - dice Noataka Tostuka di Liquor Mountain (www.likaman.co.jp) - e dove il prezzo “magico” è intorno ai 10 euro allo scaffale, 2-3 euro dalla cantina”. Insomma, il terreno straniero è fertile, ma c’è tanto da lavorare.


20 Febbraio 2012, ore 11:41

CORRIERE DELLA SERA

Vino italiano Esportazioni ... record da 4 miliardi ... A poche settimane dal Vinitaly, la Coldiretti dà una buona notizia l’export italiano vola, con cifre da record storico. Un aumento del 13% rispetto all’anno precedente, superando, per la prima volta, l’importo di 4 miliardi di euro. Il dato emerge da un’analisi Istat basata sul commercio estero dei primi 11 mesi del 2011. Nota Coldiretti: il vino è diventata la voce più importante dell’export agroalimentare con oltre la metà del fatturato all’estero che tocca i Paesi dell’Unione Europea, con la Germania in testa (+10%) tra i Paesi comunitari che apprezzano il vino made in Italy. Seguita dalla; Gran Bretagna. Poco meno di un quarto del fatturato estero, tuttavia, è stato ottenuto negli Stati Uniti con un aumento record in valore del 16%, nel 2011. La vera sorpresa viene dai Paesi asiatici, cominciando dalla Cina dove le esportazioni di vino sono praticamente raddoppiate (+80), mentre continua a crescere la Russia (+16). “È vero, la Cina è il futuro: ma le percentuali non traggano in inganno. Le quote di mercato sono ancora piccole, c’è una cultura dei vino da costruire”, commenta Augusto Reina, ad di Illva Saronno, presidente della storica azienda siciliana Duca di Salaparuta. L’uva, nel 2005, acquisì il 33% dalla cinese Yantai Changyu Pioneer Wine. “In questi anni - spiega Reina - abbiamo incrementato le vendite di vino locale e ora stiamo esportando il vino italiano: in Cina. Conosco quel mercato e i gusti dei cinesi. Le prospettive sono rosee, ma tempo al tempo”. Lo stato di salute del made in Italy vitivinicolo è confermato da una ricerca di www.winenews.it, che ha rilevato come il 93% delle aziende più importanti d’Italia hanno archiviato il 2011 con un bilancio positivo e un incremento medio di vendite del 3-5%.


17 Febbraio 2012, ore 16:32

ANSA

Vino: diventare sommelier ascoltando la radio primo corso Ais-Radio2 ogni giovedì alle 20.00 ... Ottenere un diploma ufficiale da sommelier ascoltando la radio. E’ possibile, grazie al primo corso radiofonico organizzato dall’Ais (l’associazione italiana sommelier) in collaborazione con la trasmissione di Radio2 Decanter. Il sito specializzato Winenews informa che ogni giovedì alle ore 20, a partire dal 23 febbraio, si svolgerà ai microfoni di Radio2 una lezione tematica, che sarà poi messa a disposizione degli ascoltatori sul web. I partecipanti potranno fare ogni settimana test on line per verificare le proprie conoscenze e ottenere il diploma Ais. Chi supererà le prove riceverà inoltre un abbonamento annuale alla rivista Bibenda e la guida Ais ai migliori vini d’Italia. I conduttori Federico Quaranta e Nicola Prudente, saranno affiancati dai docenti ufficiali dell’associazione sommelier in un percorso di 21 lezioni che toccheranno tre aree tematiche: l’arte del bere giusto, le vigne e le cantine d’Italia e il corretto abbinamento del vino con il cibo.


17 Febbraio 2012, ore 16:31

ADN KRONOS

Vino: l’arte del sommelier si impara “on air”, primo corso alla radio con RaiRadio2 Decanter con Fede e Tinto ... Essere in macchina al volante ed imparare il bicchiere giusto in cui versare il vino giusto, fare le pulizie di casa ed ascoltare la storia che c’è dietro ad una bottiglia particolare e quella del suo vigneron, andare a fare jogging all’aria aperta e scoprire il miglior piatto da abbinare alla propria etichetta preferita: e se l’arte della sommellerie si imparasse via radio? Si può: arriva il primo “Corso On Air per Sommelier”, un’esclusiva di RaiRadio2 in collaborazione con l’Ais-Associazione italiana sommelier, in onda dal 23 febbraio ogni giovedì alle ore 20,00 su “Decanter”, la trasmissione più seguita sul wine food con Fede e Tinto, al secolo Federico Quaranta e Nicola Prudente, scaricabile gratuitamente anche in podcast, il “bello” della radio (la presentazione e’ di scena il 21 febbraio al Rome Cavalieri Hilton a Roma). Per diffondere la sua cultura e raggiungere più persone possibili, il mondo del vino, secondo una tendenza registrata da Winenews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, si discosta così dai canali più tradizionali per utilizzare tutti gli strumenti di comunicazione. Dal 23 febbraio all’interno di “Decanter”, condotto come ogni sera alle 20,00 da Fede e Tinto, verrà inaugurato il primo corso ufficiale per sommelier, on air. Le lezioni, a cadenza settimanale ogni giovedì, saranno tenute da docenti ufficiali dell’ Ais che si alterneranno di volta in volta ai microfoni per istruire gli allievi Fede Tinto e tutti gli ascoltatori di Radio2. Il corso si snoderà attraverso tre aree tematiche: l’arte del bere giusto, le vigne e le cantine d’Italia e il corretto abbinamento del vino con il cibo. Sette puntate per ciascuna sezione, sempre disponibili anche on demand tramite il podcast (info: www.radio2.rai.it). E gli ascoltatori, aspiranti sommelier, potranno testare la loro preparazione grazie ai test di verifica pubblicati online dopo ogni sezione, e coloro che supereranno la prova, riceveranno un diploma ufficiale Ais. Ma non è tutto: “per continuare a diffondere la cultura del bere intelligente ogni corsista esaminato positivamente riceverà un abbonamento annuale alla rivista “Bibenda” dei sommelier Ais e la sua guida ai migliori vini d’Italia - spiegano Fede e Tinto illustrando il corso del quale saranno semplici allievi - un percorso da condividere con i nostri ascoltatori, una scuola gratuita, un’operazione che siamo fieri di lanciare nell’etere”. E’ l’ultima trovata della rete diretta da Flavio Mucciante: una collana di lezioni gratuite tenute dai massimi esperti italiani, una “scuola radiofonica” disponibile sempre on demand grazie al podcast, anche per un rapido ripasso prima del test. “Vi aspettiamo tutte le sere a “Decanter” su Radio2 - è l’invito dei conduttori - e da giovedì 23 febbraio interagiremo su Twitter (@RaiRadio2) scambiandoci consigli, dubbi, suggerimenti, come se fossimo nella stessa aula”.


14 Febbraio 2012, ore 18:11

ADNKRONOS

Vino: l’enologo Lee Winston, cresce la quota di vino sfuso esportato ... Dietro all’export di vino di qualità sfuso da imbottigliare nel Paese di destinazione, non ci sono solo motivazioni economiche, in grado di portare benefici sia ai produttori che agli importatori, ma anche (e soprattutto) ricadute positive sull’ambiente e sulla qualità stessa del prodotto. Se è facile capire come, eliminando il vetro e trasportando la stessa quantità di vino si riducono le emissioni di Co2 del 20%, è interessante notare che il vino sfuso risente in maniera minore dei grandi sbalzi di temperatura, che danneggiano l’imbottigliato accelerandone il processo di invecchiamento e riducendone quindi la longevità. A dirlo è una ricerca dell’enologo Lee Winston, pubblicata da “The Drink Business”, rilanciata da WineNews, che ipotizza un vero e proprio ritorno al passato, quando il vino veniva imbottigliato nel luogo in cui veniva distribuito, direttamente dall’importatore. L’imbottigliamento all’origine, in poche parole, rischia di diventare semplicemente una breve parentesi nella lunga storia del vino, almeno per i vini di fascia media, quelli che subiscono maggiormente la contrazione dei margini di guadagno. In Australia la quota di vino sfuso esportato è passata dal 10% degli anni ’90 al 60% del 2010, e la Nuova Zelanda ha visto crescere dal 4 al 30% la quota di Sauvignon Blanc sfuso nell’arco di pochissimi anni. Ma se fino al 1948 persino il pregiatissimo Bordeaux di Chàteau Margaux lasciava il castello, per i mercati esteri, sfuso, è impensabile che i fine wines di oggi possano percorrere una strada del genere. La dicitura “mis en bouteille au chàteau”, comparsa per la prima volta sulle bottiglie del Barone Philippe de Rotschild negli anni ’20, è nata infatti dalla necessità di garantire alti standard qualitativi e contrastare il rischio di adulterazione, una necessità che oggi è più forte che mai, tanto che l’imbottigliamento nel territorio di produzione è, per molte delle denominazioni più importanti del Vecchio Mondo, prevista dal disciplinare. Al contrario, per i vini di fascia media e di fascia bassa, la vendita sfusa rappresenterebbe una scelta di buon senso, soprattutto sotto l’aspetto qualitativo: come detto, il vino in bottiglia soffre maggiormente gli sbalzi termici, che a volte compromettono anche le chiusure delle bottiglie. C’è poi da tenere in considerazione il fatto che più tardi si imbottiglia, più tardi il vino inizia ad invecchiare e, del resto, imbottigliare direttamente a destinazione permette una maggiore flessibilità nella scelta e nella possibilità di cambiamento del packaging, anche rispetto a mercati in continuo e veloce cambiamento. C’è poi l’aspetto ambientale, da tenere sempre in considerazione: in Gran Bretagna ad esempio cambierebbe radicalmente il rapporto tra vetro verde prodotto e riciclato, ma l’aspetto più importante è quello della riduzione di Co2 prodotta. Certo, tanti produttori ancora non si fidano della bontà dei flexitank, i contenitori da migliaia di litri che, al contrario di quanto si possa immaginare, sono assolutamente sicuri dal punto di vista igienico, tanto da garantire un controllo sulla qualità del vino tra il momento della partenza e quello dell’arrivo, addirittura superiore all’imbottigliato. Il ritorno ad un passato in cui il vino si spediva sfuso e si imbottigliava nei mercati in cui veniva consumato, sembra davvero dietro l’angolo, per ragioni economiche, ambientali e qualitative. E alla fine, la storia potrebbe raccontare l’imbottigliamento all’origine come una moda passeggera di una parte del XX secolo.


14 Febbraio 2012, ore 16:12

ANSA

Vino: WineNews, cresce la quota di vino sfuso esportato ... Dietro all’export di vino di qualità sfuso da imbottigliare nel paese di destinazione, non ci sono solo motivazioni economiche, in grado di portare benefici sia ai produttori che agli importatori, ma anche (e soprattutto) ricadute positive sull’ambiente e sulla qualità stessa del prodotto. Se è facile capire come, eliminando il vetro e trasportando la stessa quantità di vino si riducono le emissioni di Co2 del 20%, è interessante notare che il vino sfuso risente in maniera minore dei grandi sbalzi di temperatura, che danneggiano l’imbottigliato accelerandone il processo di invecchiamento e riducendone quindi la longevità. A dirlo è una ricerca dell’enologo Lee Winston, pubblicata da “The Drink Business”, rilanciata da WineNews, che ipotizza un vero e proprio ritorno al passato, quando il vino veniva imbottigliato nel luogo in cui veniva distribuito, direttamente dall’importatore. L’imbottigliamento all’origine, in poche parole, rischia di diventare semplicemente una breve parentesi nella lunga storia del vino, almeno per i vini di fascia media, quelli che subiscono maggiormente la contrazione dei margini di guadagno. In Australia la quota di vino sfuso esportato è passata dal 10% degli anni ’90 al 60% del 2010, e la Nuova Zelanda ha visto crescere dal 4 al 30% la quota di Sauvignon Blanc sfuso nell’arco di pochissimi anni. Ma se fino al 1948 persino il pregiatissimo Bordeaux di Chateau Margaux lasciava il castello, per i mercati esteri, sfuso, è impensabile che i fine wines di oggi possano percorrere una strada del genere. La dicitura “mis en bouteille au chteau”, comparsa per la prima volta sulle bottiglie del Barone Philippe de Rotschild negli anni ’20, è nata infatti dalla necessità di garantire alti standard qualitativi e contrastare il rischio di adulterazione, una necessità che oggi è più forte che mai, tanto che l’imbottigliamento nel territorio di produzione è, per molte delle denominazioni più importanti del Vecchio Mondo, prevista dal disciplinare. Al contrario, per i vini di fascia media e di fascia bassa, la vendita sfusa rappresenterebbe una scelta di buon senso, soprattutto sotto l’aspetto qualitativo: come detto, il vino in bottiglia soffre maggiormente gli sbalzi termici, che a volte compromettono anche le chiusure delle bottiglie. C’è poi da tenere in considerazione il fatto che più tardi si imbottiglia, più tardi il vino inizia ad invecchiare e, del resto, imbottigliare direttamente a destinazione permette una maggiore flessibilità nella scelta e nella possibilità di cambiamento del packaging, anche rispetto a mercati in continuo e veloce cambiamento.


14 Febbraio 2012, ore 12:21

IL TEMPO

San Valentino si festeggia a tavola ... La festa degli innamorati tra cene, fughe ed happy hour. Il must per il menù casalingo è avere il maggiordomo “in affitto” per la serata ... Cene a lume di candele al ristorante ma anche in casa, fughe romantiche ma anche happy hour per innamorati, coni in regalo a chi si scambia un bacio in gelateria, corsi di cucina amatoriale per due e di abbinamento con i vini e perfino tavole imbandite per due tra gli squali dell'Acquario di Genova. Si festeggerà così San Valentino, secondo WineNews, ottima occasione per stappare grandi vini. Niente tartufo, ostriche e caviale ma gli innamorati, secondo 7 chef stellati su 10, per l'Osservatorio Polli Cooking Lab, sceglieranno piatti tradizionali che danno l'idea di casa e intimità, fatta eccezione per i cibi afrodisiaci, carciofi, pomodori, fragole, cioccolata, ai quali certo non si rinuncia. Nei calici più Prosecco che Champagne, mentre i più "passionali" andranno su rossi e bianchi con meno bollicine. Per chi punta ad una cena casalinga, causa anche il maltempo, sul web si trovano consigli per ricette, si acquistano vini anche all'ultimo minuto e, in caso di emergenza, si può ordinare direttamente una cena per due (a prezzi slow si trovano anche in gdo). Due, però, sono i must del San Valentino 2012 da festeggiare a casa, il maggiordomo a domicilio per 24 ore dell'Associazione italiana maggiordomi e lo Champagne Perrier-Jout da acquistare online con bouquet di fiori Interflora. Le fughe romantiche nei territori del vino, restano come sempre un grande classico. Tra letti di rose, menu afrodisiaci e le immancabili fragole e Champagne in camera, sono molti i pacchetti ad hoc per innamorati proposti dal Nord al Sud.


13 Febbraio 2012, ore 16:42

ANSA

San Valentino: vino & amore, tra cene, fughe ed happy hour WineNews, must per menu casalingo è avere il maggiordomo ... Cene a lume di candele al ristorante ma anche in casa, fughe romantiche ma anche happy hour per innamorati, coni in regalo a chi si scambia un bacio in gelateria, corsi di cucina amatoriale per due e di abbinamento con i vini e perfino tavole imbandite per due tra gli squali dell'Acquario di Genova. Si festeggerà così San Valentino, secondo WineNews, ottima occasione per stappare grandi vini. Niente tartufo, ostriche e caviale ma gli innamorati, secondo 7 chef stellati su 10, per l'Osservatorio Polli Cooking Lab, sceglieranno piatti tradizionali che danno l'idea di casa e intimità, fatta eccezione per i cibi afrodisiaci, carciofi, pomodori, fragole, cioccolata, ai quali certo non si rinuncia. Nei calici più Prosecco che Champagne, mentre i più “passionali” andranno su rossi e bianchi con meno bollicine. Per chi punta ad una cena casalinga, causa anche il maltempo, sul web si trovano consigli per ricette, si acquistano vini anche all'ultimo minuto e, in caso di emergenza, si può ordinare direttamente una cena per due (a prezzi slow si trovano anche in gdo). Due, però, sono i must del San Valentino 2012 da festeggiare a casa, il maggiordomo a domicilio per 24 ore dell'Associazione italiana maggiordomi e lo Champagne Perrier-Jout da acquistare online con bouquet di fiori Interflora. Le fughe romantiche nei territori del vino, restano come sempre un grande classico. Tra letti di rose, menu afrodisiaci e le immancabili fragole e Champagne in camera, sono molti i pacchetti ad hoc per innamorati proposti dal Nord al Sud.


08 Febbraio 2012, ore 15:38

ADNKRONOS

Vino: ricerca WineNews, aziende dimezzate in Italia anche gli ettari vitati sono in calo, ma solo del 12% ... Arrivano, sebbene ancora come dati non definitivi, i primi risultati del Censimento Agricoltura 2011 dell’Istat, elaborati da WineNews. E l’Italia enoica dimezza il numero delle aziende vitivinicole che passano da 791.091 nel 2000 a 383.645 nel 2010 (-51,5%). In diminuzione anche l’estensione del “vigneto Italia”, che si riduce dai 717.333 ettari del 2000 ai 632.140 del 2010 (-12%). Le regioni che fanno registrare un calo più consistente della superficie vitata sono il Lazio che tra 2000 e 2010 perde il 45,7% della sua estensione vitata (da 29.533 a 16.082), la Liguria, che passa da 2.391 ettari a 1.327 (-45,1%) e la Basilicata da 8.736 a 5.508 (-40,6%). Le regioni italiane dove, invece, gli ettari coltivati a vigneto crescono a due cifre sono il Trentino Alto Adige, che passa dai 13.864 del 2000 ai 15.323 del 2011 (+12%) e il Friuli Venezia Giulia dove gli ettari salgono da 17.804 a 19.668 (+10%). Crescono leggermente anche le estensioni a vigneto della Lombardia (22.070 nel 2000 contro i 22.292 del 2010, per un +1%), mentre è sostanzialmente stabile il Veneto ( da 73.780 a 73.708) e flette davvero di poco l’estensione a vigneto della Lombardia (22.070 nel 2000 contro i 21.991 del 2010, per un -0,4%).


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pioviggine Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 6°
Precip: 0-1mm
sereno Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 11°
Precip: -
sereno Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 10°
Precip: -
sereno Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 10°
Precip: -
sereno Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 14°
Precip: -
pioggia moderata Cirò:
Ciro' (KR)

Temp: 9°
Precip: 15-25mm
sereno Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 12°
Precip: -
poco nuvoloso Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 8°
Precip: -
pioggia forte Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 10°
Precip: 25-40mm
sereno Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 11°
Precip: -
poco nuvoloso Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 12°
Precip: -
pioviggine Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 10°
Precip: 0-1mm
nubi sparse Lacrima di Morro d’Alba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 8°
Precip: -
sereno Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 9°
Precip: -
debole pioggia Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 10°
Precip: 2-5mm
coperto Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 8°
Precip: -
poco nuvoloso Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 14°
Precip: -
poco nuvoloso Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 9°
Precip: -
poco nuvoloso Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 13°
Precip: -
coperto Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 11°
Precip: -
nuvoloso Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 7°
Precip: -
poco nuvoloso Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 10°
Precip: -
nubi sparse Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 7°
Precip: -
nuvoloso Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 13°
Precip: -
debole pioggia Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 13°
Precip: 2-5mm
debole pioggia Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 14°
Precip: 2-5mm
nuvoloso Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 14°
Precip: -
debole pioggia Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 14°
Precip: 2-5mm
sereno Soave:
Soave (VR)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 15°
Precip: -
coperto Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 9°
Precip: -
poco nuvoloso Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 12°
Precip: -
nuvoloso Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 9°
Precip: -
sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 14°
Precip: -



22 Febbraio 2012, ore 15:25

FISCO: I COMUNI ITALIANI PRONTI AL CONFRONTO SULL'IMU PER I FABBRICATI RURALI ED I TERRENI AGRICOLI ... MA UNA SOLUZIONE AL GRAVE PROBLEMA PUÒ VENIRE SOLTANTO DAL GOVERNO

I comuni italiani sono pronti al confronto sull'Imu per i fabbricati rurali e i terreni agricoli, ma... Leggi


22 Febbraio 2012, ore 12:03

IL “LIMONE DI ROCCA IMPERIALE” DIVENTA IGP: SALGONO A 239 LE DENOMINAZIONI ITALIANE RICONOSCIUTE DALL'UNIONE EUROPEA. LO COMUNICA IL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE

“Il riconoscimento dell'Unione europea conferma ancora una volta la qualità della produzione ortofru... Leggi


22 Febbraio 2012, ore 11:58

FISCO - IL MONDO DELL'IAGRICOLTURA SCENDE IN PIAZZA. COLDIRETTI: 40.000 MANCATI PAGAMENTI AGLI AGRICOLTORI. BLITZ A ROMA DA TUTTA ITALIA PER CHIEDERE QUANTO DOVUTO

Sono almeno 40.000 i crediti inevasi dello Stato nei confronti degli agricoltori che con un blitz so... Leggi


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